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27 gennaio 2013

Domenica pomeriggio a #Firenze: passeggiata di depressione...

...nel parco in cui andavo a giocare da bambina, l'Albereta, zona Firenze Sud. Due passi veloci tanto per favorire la digestione in un luogo in cui ho passato un'infinità di pomeriggi in epoche remote. Santo cielo che depressione, oggi...

Deposito di materiali vari dell'Acquedotto di Firenze,
adiacente al parco dell'Albereta.

Deposito di materiali vari,
più che altro tubi enormi (bellissimi da vedere) dell'Acquedotto di Firenze,
 adiacente al parco dell'Albereta.

La sede della RAI a Firenze,
da qui negli anni Ottanta trasmettevano una parte di Tandem (mi pare),
poi il nulla (mi pare).


Alberi tristi fotografati stando seduta su una ancor più triste panchina.
#vecchiaia #solitudine #abbiocco

24 gennaio 2013

Accidenti a #Facebook

L'incontro sgradito è un classico. Tutti l'abbiamo provato e lo proviamo, in continuazione.
La reazione spontanea è far finta di non vedere il tizio, ma lui ti chiama, si sbraccia, attraversa la strada a passo svelto e ti bacia tutto felice di averti ritrovata.
Ti interroga meticolosamente su tutti i conoscenti che avete in comune, per la maggior parte si tratta di gente di cui non sai più nulla da vent'anni. È interessato a qualsiasi notizia: chi tromba con chi, chi lavora dove, chi ha figliato e con chi, ecc. Ti dice che ti trova bene. Non è vero, ma cerchi di essere cortese, l'interrogatorio incalzante ti costringe a una concisione e capacità di sintesi mai sperimentate.
Comincia a venirti freddo ai piedi, voglia di fare la pipì e di andare il più lontano possibile da questo spettro del passato, portatore sano di depressione. Ma lui non molla: ti propone un caffè in un locale che conosce lui. Ringrazi, dici che ti rincresce ma non hai tempo di... Allora lui ti propone il bar lì vicino.
Rispondi ancora che hai da fare, ma lui insiste. E va bene allora solo un caffè. In memoria dei vecchi tempi, aggiunge lui con una battuta di spirito che fa ridere solo lui.
Davanti al bancone ti confessa che ha avuto "una cotta" per te per diversi anni. Non te ne frega nulla di acquisire questa informazione e vuoi solo che questa parentesi amarcord a senso unico si concluda al più presto.
Lui si apre subito e sprizza cliché da tutti i pori. Succo del discorso: il suo matrimonio è alla frutta, gli urge crearsi un nuovo giro di figa. Provarci con qualcuna che non si frequenta da vent'anni ha il suo porco fascino. Novità e vecchi tempi in un tutt'uno: malsano e morboso.
Sfanculare subito, tagliare corto. No, non voglio sapere che vita fai, nessuno ti ha ordinato di sposarti la fidanzatina del liceo, ora non ti lamentare. Non m'interessa.
Fingi un impegno, fai per pagare ma lui ti blocca. Con un gesto solenne, offre lui ci mancherebbe. Tira fuori un portamonete del nonno e ci mette minuti a contare gli spiccioli da dare alla cassiera. Ha una quantità incredibile di monete da uno e due centesimi da smaltire. Chiede alla cassiera di ricontarli perché pensa di averle dato di più. Mi allontano per non vedere la scena.
Appena ha lo scontrino in mano ribadisco l'impegno improvviso, saluto velocemente con convenevoli di circostanza: "alla prossima, è stato un piacere, non facciamo passare altri venti anni.". Lui cerca di trattenermi ma io sono decisa; mi viene la depressione solo a sentire quel tono di voce lagnoso che mi domanda a raffica di gente di cui non so più nulla da decenni.
Esco in strada e cammino veloce, mi allontano sollevata. Svolto a un angolo, poi ancora a quello successivo. Sola finalmente, maremma che appiccicume disperato.
Il cellulare vibra in tasca. Facebook mi avverte che ho una richiesta di amicizia. Accidenti a Facebook.

14 gennaio 2013

3 oroscopi online da non perdere


In ordine di gradimento e compulsione alla lettura:

1) Quello di Internazionale
2) L'Oroscopo della Susi Brescia
3) L'oroscopo di Paolo Fox, si avevo detto che, ma dai ogni tanto un'occhiata gliela continuo a dare (e poi è giornaliero, addattissimo per chi è "addicted"...)

Altri oroscopi che leggo ogni tanto, ma che mi danno meno soddisfazione: Branko e Horus.


12 gennaio 2013

La signora Goljadkin


Tutti abbiamo un sosia, come ci ricorda questa galleria fotografica di Repubblicapuntoit, composta da coppie di perfetti sconosciuti, ma simili tra di loro. Il Doppelgänger è un tema affascinante, che può riempire una mezz'oretta di tempo in un pomeriggio grigio e smorto come quello odierno.
Anche io ho una sosia in città che non ho mai incontrato. Lo so perché sono anni che spesso mi dicono che in giro c'è sta tipa tale e quale a me.
Il mio meccanico una volta mi ha domandato se mi fossi divertita a una certa partita di calcio a cui non sono mai stata. Ed era sicuro che io lo stessi prendendo in giro perché quella che aveva visto ero senz'altro io.
Poi mi è capitato di andare a cena fuori in un posto nuovo e il gestore della trattoria mi ha chiesto se lavorassi ancora nel negozio tal dei tali. Manco a dirlo un luogo in cui non ho mai lavorato, né sono mai stata.
Ma non finisce qui. Ci sono alcuni conoscenti dell'Antella che giurano di avermi vista alla casa del popolo in diverse occasioni. Ora io non metto piede in quella casa del popolo da almeno dieci anni, forse più, perciò ne deduco che sia sempre la mia sosia che si aggira più o meno nelle mie stesse zone, senza che ci incontriamo mai. Inquietante, vero?
Chissà se la incontrassi... riusciremmo a cogliere la somiglianza tra noi, così come la colgono gli altri? Mi starebbe simpatica oppure no? Conoscendomi credo di no e poi questa sosia mi sa di persona perfettina, con un'esistenza più stabile e appagante della mia. Insopportabile.
Reprimo un moto di antipatia spontanea per una tipa che non conosco. Però non ho problemi ad ammetterlo: la mia sosia mi sta sulle scatole, quando la incontrerò glielo dirò in faccia chiaro e tondo.

10 gennaio 2013

Il troppo stroppia, intervista di inizio 2013


Gattasorniona, ti posso disturbare per qualche domanda di inizio anno?
«Ma certo, caro intervistatore fantasma, chiedi quel che vuoi.»
Bene, secondo te, quando la "misura è colma"?
«La misura è colma quando inizia a provare un certo fastidio alle richieste più elementari. Mi fai quello? Mi fai questo? E via il primo moto è di insofferenza. No, non ti faccio un cavolo è la prima risposta che ti viene dal profondo del cuore, ma non puoi dire di no, anche per semplici ragioni di urbanità. Allora dici sì, ma lo fai controvoglia, sempre cercando di non concedere nemmeno una virgola in più ché tanto non verrebbe apprezzata, attaccandoti alle parole dette/scritte per poterti affrancare al momento opportuno dagli ingrati compiti. Perché tanto non ti vengono pagati, il lavoro non si pesa in certi casi.
Ma dopo tanti anni di professione...
«Appunto, caro intervistatore, proprio dopo tanti anni di professione. Quando lo sbattimento supera il guadagno e attenzione: con guadagno - anime belle - intendo cash, soldi, euri, €€€, bonifici, la grana... insomma qualsiasi valore che possa spendere subito dove mi pare per comprarmi quel che mi pare. Tutto il resto non conta.»
Grazie Gattasorniona. Propositi per l'anno 2013?
«Ma ti pare. Il 2013 sarà l'anno dell'Ariete, quindi non ho bisogno di fare propositi, verrà tutto da sé... ;)»

03 gennaio 2013

Cronaca dell'acquisto di un ebook con i maledetti #DRM Adobe

Ho comprato un ebook protetto da DRM Adobe. Ho sbagliato e non lo farò mai più. Lo giuro solennemente. Ho cliccato con disinvoltura, troppa, ma pensavo davvero di aver acquistato un file di testo vero e proprio, per la discreta somma di quasi €10 (dieci euri).
Per un gruzzolo del genere ti devono dare il file e basta. Invece no, ecco i maledetti DRM Adobe. E io me ne sono accorta soltanto dopo averlo pagato, porca miseria.
Da fedele lettrice di blog come Baionette Librarie e Gamberi Fantasy avevo imparato a stare alla larga dai DRM e da schifarli di default, perché per me vale la regola che se reperire un libro deve creare rotture di scatole allora è meglio passare al successivo e cercare per altri canali, ma sempre con calma e convenienza quello "problematico". Non dico che libro fosse, non ha importanza ai fini del discorso.
Dunque, pago la bellezza di 10 euri e immediatamente ricevo la mail con il link per scaricare il file. Allora accedo alla mia area utente di Ultima Books e scopro che ho appena comprato un file protetto da DRM Adobe e non il libro vero e proprio. Potrò visualizzarlo su 6 "devices" in tutto: 3 fisse e tre mobili, poi rizzati. Ma come, è roba mia, io lo visualizzo dove mi pare, quando mi pare, stiamo scherzando? Possiedo due computer e due lettori di ebook, già son fuori dai giochi. Non esiste.
Comunque clicco sul download dell'epub e invece mi viene fuori un file .acsm. Ma che roba è? Non esiste caricarlo direttamente sul lettore, giammai, prima bisogna installare il programma gratuito (e vorrei anche vedere) Adobe Digital Editions, ma solo dopo esserci crearti un Adobe ID.
Di punto in bianco il mio mac impazzisce (o rinsavisce, dipende dai punti di vista) e non mi fa più collegare ai siti Adobe. Da Twitter apprendo che il problema è solo mio. Allora prendo il mio vecchio portatile con Windows XP (sì io ce l'ho ancora e funziona bene), creo l'ID richiesto, scarico e installo il software Adobe Digital Editions che mi crea una cartella dal nome "My Digital Editions" o giù di lì, dove ci piazza il file epub del libro. Ma è una situazione strana perché quella cartella è tipo un'enclave della Adobe sul mio hard disk. Il mio file epub pagato ben 10 euri non lo posso né copiare altrove, né aprire con Sigil per fare le modifiche al foglio di stile come piace a me.
Eppure la settimana scorsa sempre da Ultima Books ho comprato Mu, l'ultima fatica letteraria di Tommaso Labranca, un file epub, perfetto e semplice che ho aperto subito per sistemare i font come piace a me e infine ho archiviato in Calibre senza tante storie. Ma quello non aveva i maledetti DRM...
Dunque ritorniamo invece al presente con gli odiosi DRM. Quando mi sono resa conto che non potevo aprire il libro che avevo pagato €10 per sistemare i font come piace a me ho moccolato e ho avviato amule scaricando quel titolo in venti minuti scarsi. Non è pirateria, l'avevo già comprato e pagato. Ok?
Poi c'ho pensato e ho deciso di usare il mio file, non quello di altri, perché proprio l'averlo pagato mi dava la certezza che non contenesse errori e poi volevo andare fino in fondo a questa storia.
L'unico sistema però era craccarlo, per eliminare una volta per tutte i maledetti DRM. Un'operazione semplice, come ci ha insegnato a fare il Duca in un tutorial preziosissimo disponibile sul suo blog: Togliere i DRM dagli eBook: guida per principianti.
Ho seguito passo per passo la guida che è precisa e nemmeno tanto difficile. Basta seguire i vari step alla lettera, avere un po' di dimestichezza col computer, ma insomma, nemmeno poi tanta. In pochi minuti ho avuto il mio file epub sbloccato e utilizzabile su Calibre.
A quel punto l'ho aperto per  sistemare finalmente i font come piace a me e ci ho trovato un codice caotico. Ho aperto anche il file che avevo scaricato piratato e ho constatato che a livello di codice e struttura fosse messo molto meglio dell'originale che - ripeto - ho pagato 10 Euro. Porca miseria.