Altre pagine

23 dicembre 2011

Ebook di Natale gratis + edizioni fai da te non si negano a nessuno...

La foto a tema distopico della graziosa copertina è fatta
con le mie zampette e non è un fotomontaggio.
- Versione breve:
Anche io ho fatto un ebook (un anno fa, ma questo è nella ver. prolissa). Si scarica gratis da qui!


- Versione prolissa:
Come "tutti" sanno, Splinder è arrivato agli sgoccioli della sua breve ma intensa vita: chiuderà a fine Gennaio 2012 come avverte quel boxino bordato di rosso sulla home page. E io su Splinder ho avevo ben otto anni di blog: una caterva di post, commenti e foto. Mi si stringe il cuore.
Fin dai tempi più remoti io ho nutrito un sano amore/odio per Splinder: disservizi, feed RSS che si aggiornavano con giorni e giorni di ritardo dalla pubblicazione del post, la famigerata schermata blu Splinder è in manutenzione...  erano all'ordine del giorno e mi facevano moccolare tutte le volte. Tuttavia per tante altre cose Splinder è stata una grande piattaforma e un punto di aggregazione eccezionale; grazie a S sono entrata in contatto con tanti blogger che continuo a seguire... bla bla bla.
Facciamola breve che ho il caffè sul fuoco: a un certo punto ho sentito l'esigenza di fare un backup dei miei post. Erano tempi non sospetti, nessuno si immaginava che un giorno Splinder avrebbe chiuso i battenti per sempre, nemmeno i "Masters of Splinder" stessi, ci scommetto. Non esisteva un sistema di salvataggio di tutto l'ambaradan, che infatti è stato messo a punto solo di recente (e pare con problemi di funzionamento anche lì, tanto per cambiare).
Ma sto divagando ancora - da vera recidiva dello spippolamento libero - quando invece la storia è semplice: ho salvato con molta calma un tot di post dal mio vecchio blog, scegliendo tra quelli che mi piacevano di più o che mi sarebbe dispiaciuto perdere in caso Splinder si fosse sfasciato in modo irreparabile (questa ipotesi è sempre stata stagliata sul mio orizzonte splinderiano). Insomma ho intrapreso un'attività di backup selettivo, fatta senza fretta. Così facendo mi sono ritrovata un anno fa con questa antologia autoreferenziale fatta a mio uso e consumo.
Poi mi sono divertita a convertire il file in epub e in altri formati di libri elettronici, tanto per fare un po' di esperimenti perché io sono un'appassionata di ebook e possiedo e uso con entusiasmo un ottimo lettore Sony, ormai da quasi tre anni. Al punto che mi reputo una pioniera del device! Anyway, ecco il mio ebook che è stato per un anno parcheggiato e dimenticato su Smashword. Ora che vecchio blog non esiste più, questo ebook è tutto quello che mi resta, dotato di layout presentabile, come "archivio del fu". Un'opera vecchia di un anno, si intitola Gattasorniona the Anthology ed è edita dalla mia casa editrice personale: Edizioni Il Piccione Firenze. Bello, vero? Perché sono cose note: al giorno d'oggi ce l'hanno tutto la casa editrice fai da te e io non mi faccio certo lasciare indietro. Si scarica l'epub direttamente da qui ed è disponibile anche in altri formati meno cool di epub su questa pagina di Smashword. E ora succosa anteprima editoriale: le Edizioni Il Piccione stanno preparando un altro mini-ebook che uscirà quando uscirà.

Parenti serpenti: il consueto post di Natale e lo spirito delle Feste


Prima di tutto Auguri di Buon Natale e Buone Feste a chi si trovi a transitare da queste parti. Forse scriverò ancora prima di Natale, forse no. Di sicuro andrò in giro per i blog preferiti a lasciare auguri e a leggere gli ultimi aggiornamenti.
Chiedo scusa, ma in questo periodo sono in una "fase-blog" in cui mi risulta molto difficile non scrivere del lavoro. E mi fo uggia da sola, figuriamoci a terzi. È che c'ho una specie fissa. Più che una fissa è un rimuginare continuo, incredulo. Ecco. Perché, porca miseria, non ero mai stata a lavorare in un ufficio così inefficiente e devo andarmene prima di perdere l'ultimo barlume di lucidità mentale. Adesso, per esempio, ci sono trenta gradi. Problema con la caldaia che dura da giorni perché qui non sono avvezzi a chiamare i tecnici se si rompe qualcosa. Ignorano come facevo io nei primi tempi della mia vita da single (linkerei il post se Splinder non fosse in fase terminale e tutto il mio vecchio blog è ormai irrecuperabile, ma so come rimediare ;). Comunque meglio questo caldo del gelo, certo, anche se ci sono state controindicazioni pesanti. Tutti ci siamo ammalati, con febbre altissima e dolori dovuti all'escursione termica tropici/artico che ci viviamo sulla nostra pelle. Tutti i giorni perdo sangue dal naso, copiosamente, perché si sa: super caldo vs superfreddo facilita queste cose. Ossignore, benedico l'anonimato di questo blog - che ho avuto il buon senso di non infrangere quasi mai in tanti anni di onorata carriera da blogger - perché adesso posso scrivere quello che mi pare. Ovvero che lavoro per gente demente e tanto, ma davvero tanto, incompetente. Al titolare l'unica cosa che interessa è la macchina super lusso che ha sotto il culo ogni momento che può. Ma è una tendenza che ho riscontrato spesso in un sacco di ditte, mica solo qui.
Un passo efficace per migliorare la bolsa classe imprenditoriale italiana - che suggerirei a un governo italiano quasiasi purché dinamico e sveglio (!) - sarebbe abolire all'istante qualsiasi forma di leasing sulle auto di lusso. Vuoi fare l'imprenditore? Bene, per legge scordati il SUV a spese dell'azienda - compratelo coi risparmi personali se ti pare - tanto ti fa solo rincretinire e poi non sai nemmeno guidare. Un tempo attribuivo certi eccessi a una diffusione mostruosa della cocaina. Ingenuamente vedevo cocainomani dappertutto. Invecchiando ho cambiato la mia percezione del mondo: adesso vedo stupidi dappertutto. Per chi fosse interessat* al tema suggerisco la gradevole sempre attuale lettura o rilettura de "le tre leggi della stupidità umana" di C. M. Cipolla (professore emerito di storia economica a Berkeley, mica uno ripescato dalla piena). Per la cronaca: io sono convinta di non far parte del gruppo degli stupidi ma di essere una bella rappresentante di quello dei "disgraziati/sprovveduti", altrimenti tutta una serie di cose della mia vita non si spiegherebbe.
Evabbè. La sto tirando per le lunghe. Ma sono in una pausa pranzo differita e solitaria e c'ho da sfogarmi. E poi in questi giorni sono più nervosa del solito. "Ho un nervo per capello", come mi ha detto al telefono un'amica esasperata perché la stavo facendo aspettare troppo senza riuscire a decidermi sull'orario di un appuntamento. C'è il Natale alle porte e tutti gli anni io sono agitata perché mi ritrovo in un vortice di impegni familiari a cui faccio sempre più fatica ad adattarmi. Ogni tentativo di cambiare certe dinamiche - anche di poco, per carità, ché nostro malgrado qui si segue la filosofia dei piccoli passi, ndr - diventa uno scontro con le alte geriatrie gerarchie familiari che in effetti è meglio evitare. Oppure se proprio scontro dev'essere, allora va programmata una strategia di guerra, sulla falsariga della letteratura del Machiavelli. Comunque sia, il risultato è che a Natale mi girano sempre più le scatole. E quest'anno auspico con tutto il cuore che la profezia dei Maya non sia solo una panzana new age; infatti spero con tutto il cuore che davvero l'anno prossimo succeda qualcosa che cambi un po' il corso del mondo. O almeno nella mia famiglia.

21 dicembre 2011

La Alba Parietti e la crisi economica


Mesi fa avevo salvato questa foto della Alba P. perché ci volevo scrivere un post. Mi aveva ispirata di brutto, sia la foto sia la frase completamente senza senso. Per circa due minuti, credo. Poi l'avevo rimossa dalla mente e dimenticata sul desktop in mezzo a una caterva di foto di gatti e di animali vari che raccolgo continuamente, in quanto zitella 2.0.
Sono malatissima, oggi. Influenza. Non sono andata in ufficio. Quando ho chiamato per avvertire mi hanno detto che sono ritornati tutti a casa perché son saltate le linee telefoniche. Mi scappa da ridere. Lavoro in un ufficio che non paga le bollette (no, non credo alla panzana del guasto, dai). Allora ho passato una mezz'ora su Skype con la mia collega S. aka Ridens. Sì perché io ho una collega che ride nervosamente di continuo, tipo tic nervoso. Eccallà. Quando è al telefono guai a incrociare lo sguardo col suo: sennò si mette a ridere e il suo interlocutore si sente preso per il culo con conseguenti scazzi e parti di merda, che alla fine fanno irritare Ridens perché lei ancora non si rende ben conto delle implicazioni del suo "problema". Considerando, poi, che l'ottanta percento del suo lavoro si svolge al telefono, praticamente io giro sempre a sguardo basso per la ditta, proprio come se avessi a che fare con un mostro demoniaco dai poteri extraterrestri, tipo Medusa. E non sempre questo accorgimento è sufficiente a sfatare quei risolini nervosi. Comunque Ridens mi ha detto che è piuttosto preoccupata perché ha notato che in ufficio ci sono delle cose che non vanno. E brava Ridens. Maremma santa, "cose che non vanno" mi pare un eufemismo fighetto: sta andando tutto allo scatafascio. E già da un bel po'. Il lavoro è diventato congiunturale al cento per cento e non ci posso fare nulla. Mi sono rassegnata. E poi: chissà se la Alba Parietti risente della crisi economica. Così, tanto per curiosità. buzzoole code

17 dicembre 2011

Il mondo deve sapere e io mi devo render conto meglio...


Qualche sera fa ho letto il libro di Michela Murgia Il mondo deve sapere. L'ha pubblicato diversi anni fa, ne avevo sentito parlare, ma all'epoca non aveva suscitato la mia attenzione. Adesso - complice una sacchettata di libri che mi è stata prestata da un'anima buona per affrontare le feste imminenti - ho avuto occasione di leggerlo. È una storia autobiografica ambientata sul lavoro, come riporta Wikipedia:
La protagonista del racconto viene assunta da un call center come telefonista; il suo compito è quello di vendere, attraverso tecniche di vendita invasive, un aspirapolvere, il Kirby. Le stravaganti tecniche motivazionali, il mobbing nei confronti dei dipendenti, le assurdità raccontate alle casalinghe al telefono e le reazioni delle stesse, le figure dei colleghi e dei capi vengono annotate e classificate, utilizzando un linguaggio colloquiale e uno stile ironico.
Si legge in un paio d'ore e secondo me ne vale la pena. In origine penso che fosse un blog, la struttura è quella e ogni tanto ci sono dei riferimenti ai post. Son rimasta solo un po' delusa dalla trama, perché mi auspicavo una nemesi finale che invece non avviene. Poi riflettendoci, credo che la protagonista abbia avuto la sua nemesi nella vita reale, proprio grazie alla pubblicazione del libro e allora va bene così.
Per il resto è il racconto di un mese di lavoro nel call center della Kirby, tra trucchi, manipolazioni, mobbing di un ambiente del genere, dove tutti, ma proprio tutti (titolare compreso), vengono plagiati con tecniche collaudate, in un perenne tentativo di lavaggio del cervello che nella maggior parte dei casi funziona alla grande.
Tempo fa ho raccontato di quando, per lavoro, ho partecipato alla composizione del testo di una telefonata-tipo "da call center" che poi i centralinisti avrebbero dovuto recitare ai potenziali clienti. Maremma, tutto uguale al libro, che tra varie cose, mi ha permesso finalmente di darmi una spiegazione plausibile sul perché anche nell'azienda dove lavoro ci sia uno psicologo fisso solo per fare i colloqui ai commerciali. Io cado dal pero e mi spiaccico a terra, perché si vede che sono bella matura. Ingenuamente, infatti, pensavo che l'azienda fosse in forte espansione e cercasse personale, invece la Michela Murgia mi ha aperto gli occhi sulla verità: abbiamo un turn over di venditori spaventoso e a quanto pare da manuale. Io per lavoro mi occupo di tutt'altre cose, queste dinamiche mi sfiorano solo di striscio, soltanto quando c'è da dare qualche parere tecnico, però mi mettono tanta tristezza addosso. L'unica telefonista che abbiamo in azienda è spiccicata al modello-ameba descritto nel libro della Murgia. Santo cielo, è impossibile farci un discorso. Qualsiasi discorso; fa impressione un tale concentrato di stolidità in un'unica persona. Pensavo che noi tecnici-nerd si fosse i disadattati di ogni situazione, ma non è così. C'è di peggio, di molto peggio. Perché è vero: al peggio non c'è mai fine. Il resto del call center, infatti, è in Tunisia e i ragazzi che ci lavorano hanno ordine di dire di essere mezzi francesi, se qualcuno chiede loro come mai abbiano l'accento "straniero". Io sono disgustata e sto mandando curriculum in giro, ma com'è noto non è il momento giusto, la crisi, il default, il fatto che ho quarant'anni, yawn. Lo sbadiglio è dovuto alla consapevolezza che non è mai stato il momento giusto per trovar/cambiar lavoro; son vent'anni e oltre che si passa da una crisi all'altra, da un "momento sbagliato" all'altro, da un'emergenza planetaria a una tragedia economica scampata per un pelo come adesso, senza soluzione di continuità. Forse è l'ora che mi svegli un altro po'. E non solo io.

13 dicembre 2011

Solo per amatori del genere: il fitness online secondo me

Negli ultimi tempi mi sto dedicando al fitness e alle diete. Fitness fatto col mouse a colpi di clic, ça va sans dire. Perciò vorrei condividere quelli che attualmente sono i miei due blog di riferimento in materia.
Cominciamo dal primo. Dunque, c'è questo tizio, manco a dirlo americano, che oltre ad assomigliare un casino a Ben Stiller fa il personal trainer "fisicatissimo". Si chiama Drew Manning, ed è uno di quelli col corpo scolpito e pompato da diete rigorose e sessioni di palestra interminabili. Uno di quelli, per intendersi, che ama farsi fotografare mentre gonfia ogni lucido muscolo del corpo, mascherando lo sforzo con un sorriso tiratissimo. Insomma Drew è uno di quei tizi che quando li incontro li liquido con un sorrisino chiamandoli "manzi" e indugiando sempre con lo sguardo sulle chiappe sode*. Tutto l'opposto di Ben Stiller che, a mio avviso è un gran figo e mi garba un monte... ma non divaghiamo**. Allora, circa sei mesi fa questo tizio culturista ha deciso di provare l'ebbrezza di ingrassare come un porco, nutrendosi solo di junk food e smettendo di punto in bianco di fare esercizio fisico. E il sistema ha funzionato più che bene. Dopo mesi di questa vita di svacco, tutta documentata online, Drew ce l'ha fatta: è diventato un butrillo. Poi ha iniziato, col piglio dell'esploratore, la sua nuova vita da ciccione, subendone tutte le ripercussioni fisiche e sociali. Da manuale. Una tragedia a sentir lui... Per farla breve, adesso ha cominciato il percorso di ritorno verso una vita in forma e "normale". Ha 'sto blog, Fit 2 fat 2 fit, che seguo abbastanza assiduamente dove, giorno per giorno, racconta tutto quello che mangia, quante volte va di corpo e di come il suo fisico stia recuperando (esercizi, salute ecc.). Mia nonna basa tutta la sua socialità su questi tre topic, da anni. È troppo avanti la nonna... Ad averlo saputo le avrei aperto un blog a suo tempo, c'avrei sicuramente fatto un mucchio di euri con gli AdWords...
Poi c'è un altro blog sullo stesso tema e che seguo più che altro per la filosofia che rappresenta: ingranforma.com di Costantino della Gherardesca, che sta cercando di dimagrire online e pubblica dei podcast fuori di testa sulla dieta che sta facendo dove delira dalla fame o fa cose straordinarie, tipo far esaminare il contenuto del suo frigorifero a una modella, secca come un'acciuga, che si nutre solo d'aria. Non me ne perdo uno, naturalmente.

* Pardon, a quanto pare oggi ho l'ormone fuori controllo.
** Idem

07 dicembre 2011

La crisi, la manovra il divano e Bree Van de Camp


Ieri sera ho bevuto 1,2 litri di camomilla ma non sono riuscita a prendere sonno prima delle due e trenta del mattino. Tutto è cominciato quando ho avuto la bella idea di interrompere la sacra visione divaneé di un episodio di Desperate Housewives per guardare, quasi in tempo reale, il monologo di Mario Monti al programma di Vespa, dove era andato a illustrare i punti salienti di 'sta finanziaria "spaccaossa". Non entro nel merito perché non ho ancora avuto il coraggio di leggere la manovra (però ho il file sempre qui con me, nella chiavetta usb che tengo al collo; perversa, vero?), ma si sapeva da mesi, mesi e ancora mesi (fanculo Berly & Co.) che la situazione è davvero brutta. Tuttavia la cura proposta mi sembra raffazzonata oppure preparata con cura machiavellica da un manipolo di entomologi sociali di provenienza aliena, dipende dai punti di vista.
A quanto ho potuto capire, infatti, mancano alcuni grandi temi che mi stanno molto a cuore e che di solito influenzano il mio voto. A proposito: contrariamente ai più, io sono tra quelli che spera di votare presto. Comunque, dopo aver sentito tutto il discorso di Monti, interrotto di tanto in tanto da un Vespa gongolante e abbronzatissimo... ma forse è il mio monitor che fa così, perché ora che ci penso ieri anche Bree Van de Camp aveva un bel colorito sano e lei di solito è così diafana... ma sto divagando. Insomma, dopo aver sentito tutto il discorso di Monti, averne apprezzati gli aspetti didattici ed espositivi, adesso non sono affatto tranquilla. Per nulla. Ho dei brutti presentimenti per il mio, nostro futuro. Non so come ma Monti non è riuscito a convincermi della bontà di questi sacrifici, però mi ha convinta benissimo che a breve ci sarà una nuova emergenza nazionale (o europea che poi è quasi lo stesso) e nuove misure sanguinose. Lo sento. E poi una la notte non dorme.

02 dicembre 2011

12, anzi 13 funzioni di Facebook che forse non conosci ma che invece potrebbero essere molto utili...

Foto e traduzione parziale e personalizzata di 12 Things You Didn’t Know Facebook Could Do

Condivido una cosa che ho scritto per un'amica. Si tratta di una traduzione "alla buona" e molto, molto personalizzata di un articolo del NYT dove si spiegano alcune funzionalità meno conosciute di Facebook ma che invece sono piuttosto utili. La incollo qui, senza tante revisioni perché non ho tempo, devo andare di corsa alla Coop. In caso di errori atroci, infamatemi pure nei commenti (ma sempre con eleganza e urbanità, please):

01 dicembre 2011

Allora, non vado mica a rubare, io!

La commercialista mi sta aspettando. Vado a chiedere spiegazioni sul perché a questo giro il fisco italiano si sia accanito così tanto sulla mia persona, quando sapevo per certo che stavolta ci sarebbero andati con la mano più leggera, perché ho da farmi scalare un bel tot. di cose pagate in più l'anno scorso... Insomma tutto il solito meccanismo contorto, di cui ci si capisce poco. Solo che alla fine quella fregata sono io. E mi do una pacca sulla spalla per aver scritto "fregata" e non ciò che mi passava davvero per la testa. Signora dentro, sono!
La mia commercialista ci capisce pochissimo di come funzioni il meccanismo contributivo statale e lo subisce in tutti i suoi aspetti più perversi. Oppure le piace passare da sprovveduta. Mah, una delle due. Comunque devo andare lì a cercare di capire e poi incazzarmi per forza. Se rimani calmo il professionista non capisce, non arriva a comprendere che la tua pacatezza è soltanto indice di urbanità ed educazione. No, lui/lei scambia la calma per approvazione del suo agire alla carlona. Allora mi devo incazzare, sennò il messaggio: "sei una fava" non passa. Invece è necessario che passi. Ho deciso: tra le tante, userò "la frase", il mio cavallo di battaglia preferito nelle faccende fiscali: "Allora, non vado mica a rubare, io!" Ecco, adesso devo proprio andare. Adesso. Preferirei uno schiaffo o una botta in testa piuttosto. Si capisce anche dal post.


25 novembre 2011

Facebook oggi #2:


Per chi se li fosse persi, gli ultimi trend "copia-incolla sul tuo stato" di Facebook, tutti raccolti oggi (foto compresa).
IMPORTANTE E URGENTE ..........FATE GIRARE: IL
GOVERNO MONTI HA INTENZIONE DI METTERE UNA
TASSA SU TUA MAMMA, TUA SORELLA, IL CANE, IL
GATTO, IL TOPO, L'ELEFANTE, NON MANCA PIU'
NESSUNO, SOLO NON SI VEDONO I DUE LEOCORNI. SE
SEI ANCHE TU CONTRO LA TASSAZIONE PREVENTIVA E VUOI CHE I DUE LEOCORNI VENGANO RITROVATI INFORMA I TUOI AMICI

ATTENZIONE!!!! NUOVO ATTACCO AL WEB FATE GIRARE: IL GOVERNO MONTI HA INTENZIONE DI METTERE UNA TASSA SU TUTTI QUELLI CHE CREDONO ALLE COSE SCRITTE SU FACEBOOK TUTTO IN MAIUSCOLE E COI PUNTI ESCLAMATIVI!!!!!!! SE VUOI CONTINUARE A CREDERE GRATIS A QUALUNQUE BUFALA FAI COPIA-INCOLLA SUL TUO STATO! È IMPORTANTE!!!!!
FATE GIRARE: TUTTI QUELLI CHE CREDONO A QUALUNQUE COSA VENGA SCRITTA SU FACEBOOK PURCHE' SIA TUTTO IN MAIUSCOLE. SE VUOI CONTINUARE A CREDERE GRATIS A QUALUNQUE MINCHIATA FAI COPIA-INCOLLA SUL TUO STATO. E' IMPORTANTE

Ma basta ironia: torniamo alle cose serie:
"CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell'aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA"
E finiamo con un ballino di buoni sentimenti, a cominciare dalla mamma:
Una mamma - ti porta 40 settimane sotto il suo cuore.
Una mamma - è sempre lì per te.
Una mamma - è l'unica persona che ci si può fidare al 100%.
Una mamma - è l'unica donna che ti amerà per sempre.
90% delle persone non avrebbe mai il coraggio di copiare nel suo profilo, perché si vergognano o qualsiasi altra cosa. Se ami tua madre, copia e incolla tuo stato.

Questo è per tutti coloro che sono sulla mia lista amici. Mi piace leggere di voi notizie buone e per quelle cattive ci sosteniamo nei momenti bui. Amo le immagini e link. Sono felice di potervi annoverare come miei amici .Grazie mille per essere una parte della mia vita, anche se non parliamo regolarmente, voi siete nei miei pensieri.Vediamo chi è attento ... Se ti piace questo post, per favore copia questo come il tuo stato solo per un minuto, dimostra che apprezzi realmente la famiglia e l'amicizia ♥♥♥

Grazie FB. Per i tanti appassionati del "fate girare, cazzo", questo è il raccolto precedente: Facebook oggi #1

e-book gratis? Su Liber Liber ci sono i classici in formato ePub!

Un noto esemplare di "gatta di biblioteca"

Comunicazione di servizio per la gioia dei possessori di ebook reader come me che si trovassero a passare da queste parti. In occasione del sedicesimo anniversario di attività, Liber Liber ha cominciato a rilasciare i libri anche in formato ePub. Sono file senza i terribili DRM, che funzionano su tutti i tipi di lettore in commercio, anche sul mio che è di tre anni fa e, poverino, ormai regge l'anima coi denti. Si possono scaricare gratuitamente dal sito oppure scegliere di pagare ciascun e-book € 0,99, per sostenere Liber Liber che da anni fa un lavoro a mio avviso straordinario e l'eurino proprio se lo merita tutto!

22 novembre 2011

I sorprendenti effetti collaterali degli eventi banali


Hanno tagliato gli alberi davanti a casa mia. Non so perché l'abbiano fatto, non mi sembravano malati. Son rientrata una sera e ho trovato la via spoglia. Un effetto strano questa strada, non c'ero abituata: gli alberi smorzavano la scenografia alienante, tutta palazzoni e macchine parcheggiate alla cavolo, che offre la location. Certo, ci sono anche dei lati positivi che non posso non apprezzare. Adesso, per esempio, posso vedere in qualsiasi momento il mio motorino parcheggiato in strada e - durante le sempre più frequenti insonnie notturne - accertarmi che nessuno l'abbia rubato o vandalizzato. Un bel guadagno, è innegabile. Oppure, quando sto alla finestra, posso vedere chi arriva e chi esce nel condominio e individuare subito chi fa casino o non mette la spazzatura nei cassonetti.
È straordinario: anche un banale taglio di alberi riesce a darmi una bella spinta verso la zitellaggine siderale.

21 novembre 2011

Harry Potter vs Stephen King

La foto non c'entra un cavolo col post, mi piaceva e ce l'ho messa!

Mi hanno scritto un paio di persone chiedendomi di trasferire direttamente qui tutto il blog che è su Splinder, invece di fare tanti passaggi disorientanti. Beh, mi dispiace, lo so che sarebbe la soluzione più semplice e anche logica, ma io non lo so fare. Mi manca la conoscenza tecnica e, purtroppo, non ho nemmeno le energie per imparare (oppure per capire se si possa fare). Ho tante cose più importanti da fare in questi giorni; per esempio leggere: Harry Potter, un libro qualunque tre quelli di Fabio Volo e di Faletti. Mi sono data questo compito culturale prioritario animata dalla volontà di aggiornarmi. Non sto scherzando e lo scrivo senza spocchia, sia chiaro. Non ho mai letto nulla dei tre, mi sento esclusa dalle conversazioni e poi son curiosa come una scimmia. Quindi ho cominciato con Harry Potter libro numero uno, aspettandomi una lettura quantomeno rilassante. Tuttavia alla seconda pagina mi sono scoraggiata di brutto perché mi sono resa conto di essere "proprio tanto" fuori età per Harry Potter, a occhio e croce di almeno di una venticinquina d'anni. Un abisso temporale incolmabile, tanto vale mettersi l'animo in pace una volta per tutte. Allora ho deciso di lasciar perdere HP e, prima di attaccare gli altri due, di prendere l'ultimo di Stephen King che è senza dubbio una lettura/divertimento più adatta a una vecchia babbiona delle mia età.

16 novembre 2011

Cose che amo della mia città


Un antico ossario in fondo a una buca di lavori stradali in piazza del Carmine. Tanti resti umani senza nome e affastellati senza pietà, che rivedono la luce dopo secoli e secoli passati lì. Poco più di un metro sopra, la città cresceva, si sviluppava, diventava moderna e si riempiva all'inverosimile di turisti in frotte che oggi si fermano a fotografarli. Son cose che mi affascinano...

15 novembre 2011

Splinder: la profezia del 24 novembre


Siccome in questi giorni non succede granché ed è tutto una gran noia*, mi sono messa a seguire con interesse la questione Splinder: chiude o non chiude?
Dopo otto anni passati a bloggare lì mi ci sono affezionata e son curiosa di sapere qual è il suo destino. A dire il vero un sacco di blogger, blasonati e non, hanno iniziato da Splinder, poi è una piattaforma tutta italiana e per me c'ha avuto una bella importanza nella storia dei blog italiani fin dagli albori, quando ancora non esisteva Facebook e tutta la socialità online si divideva tra forum e blog.
Insomma io voglio bene a Splinder nonostante tutto: mi ha ospitata per tanto tempo, mi ha fatta incavolare in mille modi, ma mi ci sono anche divertita un sacco.
Tuttavia è sempre meglio aver paura che buscarne, perché c'ho un'esperienza in merito: a suo tempo persi buona parte delle immagini del mio blog, quando all'improvviso Dada chiuse Supereva e tutti i suoi hosting gratuiti (n.b. sempre Dada, recidiva, crea precedenti). Perciò ho deciso di salvare tutto il contenuto del vecchio Gattasorniona, compresi i commenti, per non perderlo in caso il 24 novembre fosse davvero la fine di tutto il mondo Splinder. Ma perché il 24 novembre? E che ne so, è una voce che ho letto da più parti e che mi è stata confermata da gente che conosce qualcuno in Dada, perché Firenze è una città piccola, un "paesone" ecco, e allora si sa tutto di tutti. E io sono curiosa di vedere se succederà davvero; anche se, nel caso chiudano sul serio, non mi aspetto niente di buono: mi basta vedere che fine ha fatto il "cugino" americano di Splinder: www.motime.com (non lo linko, son solo loghi e suonerie) per intravederne il destino poco roseo. Speriamo di no.

(* disclaimer per l'utente sensibile: trattasi di incipit ironico)

14 novembre 2011

Vita in un ufficio al tempo della crisi infinita: austerity ah ah ah


Mi piacciono un casino i momenti come questi. Ufficio deserto, tutti fuori a prendere il caffè e a far due passi. I telefoni sono calmi e la temperatura ambientale è stranamente accettabile. Niente ipotermia, oggi. Di lusso. Di solito trascorro i momenti di tranquillità come questi, scartabellando con morbosa necessità una cartella mastodontica di nome appoggio_doc_bk piena zipilla di documenti vecchi che qualcuno ha abbandonato sul mio pc. Per farla breve: "braco" alla grande che è successo in questa ditta prima che arrivassi io, perché quando ho preso informazioni su questo posto sapevo che sarei approdata in una situazione non facile e... porca miseriaccia ladra, nelle mie esplorazioni telematiche trovo solo conferme a tutti i miei timori. Chi a suo tempo mi ha dato le informazioni fu anche troppo misurato. Qui siamo su un Titanic, ma molto meno elegante. Mi rendo conto che mi devo cercare un altro lavoro al più presto ché qui non hanno i soldi per pagare il telefono dei rappresentanti né l'assistenza tecnica. I server vengono attaccati in media una volta al mese da pirati informatici scrausi - suppongo, perché altrimenti attaccherebbero aziende serie; noi non si fa curriculum - che cancellano tutto, piazzando schermate blu elettrico e musica Heavy Metal al posto delle nostre applicazioni. Ma c'è poco da fare, la mancanza cronica di manutenzione si fa sentire a tutti i livelli. Il mio pc è un bolo di virus incarogniti e software craccati con l'accetta che mandano in tilt il sistema almeno una volta al dì. Ma non c'è nessuno che lo ripari perché son cose note: l'assistenza tecnica costa. A dire il vero con la collega abbiamo provato a sistemarlo noi. Ma la copia taroccata di Windows Vista che si ripropone in continuazione, tipo peperonata con le bucce, non ci ha permesso di arrivare molto lontano. Tutto ciò è così italiano mi ha detto lo Stanis la Rochelle di turno quando gli ho raccontato come funzionano le cose nel mio ufficio. Mah.
La foto l'ho trovata in un blog fuori di testa che ho salvato immediatamente tra i preferiti, nella cartella "imprescindibili": fantozziade.blogspot.com, ogni post, un fotogramma del film Fantozzi.

10 novembre 2011

Attività oniriche interessanti in tempo di crisi globale: nuove opportunità professionali

Stanotte ho sognato che di lavoro facevo la stampatrice di denaro personalizzato. Ma tutta roba legale, eh! Avevo un mio studio, proprio come quelli dei tatuatori, solo che ci fabbricavo i soldi. I clienti facevano le loro richieste e io gli stampavo i soldi a loro gusto: con le immagini dei gatti di casa, con i personaggi dei cartoni animati, con i ritratti di parenti e fidanzati, oppure creavo simpatici fotomontaggi con personaggi famosi, ecc. Ed ero anche piuttosto brava a disegnare: le banconote venivano fuori davvero belle.
Ecco, in caso di default italiano e uscita dall'Euro, mi propongo fin d'ora al Ministero del Tesoro e alla Banca d'Italia, come designer di banconote: c'ho tante idee in testa...

08 novembre 2011

Come un pesce rosso

L'asteroide gigante Vesta che è già passato il Luglio scorso.

Spippolavo cercando info sull'asteroide YU55 che proprio in queste ore dovrebbe passare vicino alla Terra. In questi momenti è facile pensare alla grandezza dell'Universo, agli spazi siderali e, naturalmente, a quanto sono piccole e micragnose le cose terrestri.
Sono sempre queste le situazioni in cui il mio pensiero, forse atterrito da tanta grandezza, vira inspiegabilmente oltre, in luoghi inaspettati. Così mi ritrovo a stupirmi di quante siano le parole della "socialità enogastronomica" che mi stanno beatamente sulle scatole e di elencarle qui ad una ad una:
- brunch
- apericena
- stuzzichino
- bellini
- ape (per aperitivo)
- "fare l'aperitivo"
- degustazione (strausato per pasti normalissimi)
- foodblogger
- fusion
- giapi (per ristorante giapponese)

Asteroide? Quale asteroide?

31 ottobre 2011

Momento frù frù

In tutta la mia vita professionale, non ho mai affrontato degli alti e bassi come in questo periodo, delle vere e proprie montagne russe. Ne soffre tutto l'ufficio. Nell'arco delle ventiquattr'ore si passa dall'esaltazione più totale alla depressione più cupa. Tutti. Certo, in questi casi il contesto è fondamentale e gioca un ruolo chiave nell'eziologia della nevrosi collettiva. Se l'ufficio è popolato e guidato da pazzi esauriti che navigano a vista, allora anche per me sarà molto più facile cadere preda degli sbalzi di umore repentini. Che poi gli sbalzi di umore in sé sarebbero anche gestibili. Il problema è che nel mio caso ho tutto il pacchetto completo: insonnia, disturbi intestinali, gastrite, fame e voglia di fumare isteriche.
Quando attraverso un periodo come questo, chiamiamolo frù frù per comodità, penso sempre a cambiare qualcosa della mia vita, a mutare direzione. Che poi il cambiamento si può chiamare in tanti modi: la chiave di volta, l'apripista, il mule, l'evento x, il big bang(!), ecc. Non ha importanza il nome, ma l'energia fresca e le prospettive nuove che ne dovrebbero conseguire. Purtroppo a questo giro sono a corto di idee e di energie. Non mi resta che sperare in una bòtta di culo provvidenziale. Ma faccio fatica a crederci.

26 ottobre 2011

Blog

Qualcuno mi ha detto che il blog è morto. Molto meglio aprirsi una pagina Facebook e scrivere lì. Questa cosa mi fa rabbrividire. Io sono all'antica su qualsiasi argomento, lo so. Ma quando si parla di tecnologie del trastullo divento talebana. E poi il blog è una cosa seria.
Son successe tante cose in questi giorni che non saprei da che parte rifarmi. A dire il vero tutte le mie energie le spendo per le eterne e inutili emergenze al lavoro e per star dietro a una certa situazione che ho in casa. Non scendo nel dettaglio ché si tratta della vita di un'altra persona e non mi va di cianarne più di tanto. Dirò solo du' parole: unemployed and homeless. Potrebbe essere il canovaccio perfetto per una sit-com con i fondali in cartone e le risate registrate. Ora che ci penso: mi sa che mi convenga prendere degli appunti e poi tentare di rivenderli agli sceneggiatori di Un posto al sole, almeno ci faccio qualche Euro. Comunque in questo periodo sono piuttosto impegnata a star dietro alle beghe altrui. La situazione dovrebbe ritornare alla normalità (mi scappa da ridere) la settimana prossima, almeno lo spero. Sennò potrei anche darmi fuoco come quell'imbecille che ha fatto finta di suicidarsi perché non è stato ammesso al Grande Fratello. Io mi sono stupita che continuino a farlo il GF. Preferisco ricordarmi le prime edizioni che guardavo con piacere, o rileggermi i resoconti del GF3 e GF4 di Zoro che si possono ancora scaricare dal suo blog. L'ho detto: sono all'antica su qualsiasi argomento. Prima è meglio.
«Guardi l'orologio e non sai dove cazzo. Tu, comunque, dietro a quel tempo veloce.» A. Nove Superwoobinda

12 ottobre 2011

Effetto Zoolander e Grande Crisi


Nella ditta "nuova" dove lavoro hanno giù cominciato a fare i furbini e a pagare in ritardo. Da qui la necessità di scrivere questo post di sfogo: è la mia auto-terapia preferita. Attenzione: la ricetta contiene succo di bile allo stato puro e parolacce q.b.
E poi io col lavoro ne ho passate troppe e adesso non lascio correre più nulla. Specialmente quando mi rendo conto che la Grande Crisi viene presa a pretesto per fare gli stronzi. Ma rimaniamo sul punto e ritorniamo al mio ufficio. Il titolare è un classico, passa dall'arroganza al piagnisteo con tutti: clienti, collaboratori, dipendenti. È simpatico anche se un po' cafone, però lui è convinto di essere chic. Nonostante tutte le arie da imprenditore vissuto che si dà, in realtà è solo un parvenu del mestiere: finirà stritolato al primo alito di vento. E questo non mi fa stare tranquilla per nulla, perché di questi tempi le ventate sono improvvise, gelide e distruttive. Metaforicamente parlando, naturalmente.
Comunque oggi il tipo s'è incazzato perché nessuno di noi ha pensato di pubblicare sul blog aziendale du' parole di cordoglio per il povero Steve Jobs. Porca miseria. È vero, siamo stati dei brutti snob: potevamo pensarci e scrivere una cosa originale, qualcosa che non si sia letto da nessun'altra parte, tipo: stay hungry, stay foolish... per esempio. Invece nulla, abbiamo soprasseduto, non siamo sincronizzati con il presente.
Mentre ascoltavo questa parte di merda, pensavo che come minimo il povero Steve Jobs si starà girando nella tomba nel vedere come il capo usa il suo stilosissimo Mac Air, sottile come una fetta di mortadella coi pistacchi. Non gli riesce usarlo, non ce la fa proprio, s'incasina anche sui tre pallini: rosso, arancio e verde, questi sconosciuti. Una cosa da non credere, pare ci sia candid camera perché non si può essere così maldestri senza una precisa volontà d'intrattenimento.
Però, ripensandoci, il capo non è mica l'unico con il "Mac-handicap"; mi capita spesso di partecipare a riunioni di lavoro con gente che ha l'ultimo modello di laptop Mac in bella vista e poi non lo sa usare e lo maltratta con zampate da primate. Un tempo i soggetti dello stesso stampo sfoggiavano i Rolex alle riunioni aziendali. Ma il Rolex faceva tutto da sé, bastava solo caricarlo di tanto in tanto. Il computer è un pochino più complesso, necessita di un minimo di applicazione per impararne le funzioni base. Sennò scatta l'effetto Zoolander.

11 ottobre 2011

Scampolo d'estate a Firenze

Scampolo d'estate a Firenze

Ho sentimenti ambivalenti per la mia città. La amo e la odio. Contemporaneamente. Oggi mi sono fermata al Piazzale Michelangelo, ho fatto due passi e scattato questa foto col cell - ma tanto non dà l'idea della bellezza della giornata. Pensavo: "ma quanto è bella 'sta città!" E subito dopo: "me ne devo andare da qui, manca l'aria."

03 ottobre 2011

#vascomerda


Tolgo il post sulla pagina di Vasco Rossi perché non vi è modo su questo benedetto Blogspot - e nel 2011, cavolo mica il 1997, per dire - di mettere la foto della pagina incriminata ingrandibile fino a renderla leggibile. Sono tecnologicamente demotivata.

01 ottobre 2011

Diario del fine settimana: colazione e momenti dimenticabili in società


«In casa tua l'unica cosa decente da leggere è la Bibbia.»
«Possiedo una Bibbia?»
Conversazioni casuali davanti al frigo. Colazione a base di tè, uva e Palmine questa mattina che sembra estate e invece non lo è più. Mentre sorseggio il tè verde bio marca Coop, guardo il palazzo di fronte e penso che non sono ancora andata al mare quest'anno. E adesso c'avrei proprio voglia di stare sul bagnasciuga coi piedi a mollo. Un tipo su un terrazzo fuma una sigaretta, tutto preso da quello che sta succedendo giù in strada. Mi affaccio incuriosita: in strada non c'è niente. Fuma pensieroso, indossando una tuta da ginnastica e dei mocassini marroni. Ma non rido del suo look allucinato, non me lo posso permettere, ci mancherebbe. Sono troppo consapevole della mia mise casalinga. Evito descrizioni umilianti, dico solo: ciabatte di spugna e pareo. Ripenso al mare, vorrei essere sulla spiaggia, adesso, a passeggiare. Oppure nella pineta in bicicletta. Mi mangio l'ultima Palmina ché son come la droga ed è un casino smettere.
«Posso usare il computer per fare un giochino?»
«Giochino?»
«Sì, il solitario.»
Perché il sabato mattina per me è sempre abbastanza melenso. Ma stamani c'ho lo spleen più accentuato e non me lo so spiegare. Allora analizzo la mia vita dei giorni scorsi, per scoprirne la ragione. C'è sempre un motivo quando girano le scatole. E infatti il motivo eccolo là: è tutta colpa di una cena a cui ho partecipato l'altra sera, a casa di un'amica di un amico. Una tizia sedicente scrittrice che ha pubblicato a pagamento un fascicolo di racconti su noi donne quarantenni, mi pare, e ha deciso di fare una presentazione dell'opera in casa sua. Quando sono arrivata nessuno mi ha salutata, nemmeno la padrona di casa sedicente scrittrice, che mi ha allungato una mano molle, tutta ingrugnita, per poi darmi subito le spalle e continuare la conversazione con un'altra tipa che non ha risposto al mio saluto. A quel punto io ero affascinata: mai vista una faccia così di culo. Il mio amico Gianni era da solo in cucina a preparare la pasta per tutti. La tipa sedicente scrittrice infatti aveva preparato solo una tavolata di fortuna nel corridoio di casa, infischiandosene del cibo. Naturalmente i posti erano insufficienti per tutti gli invitati. E comunque cazzi degli ospiti. La tipa sedicente scrittrice continuava la sua conversazione senza considerare nessuno. A me è toccata una sedia da bambini, di quelle basse basse, che ho sperato di sfondare con il mio culone importante, ma che invece ha resistito. Mentre in un angolo mangiavo pasta scotta, senza sale, condita con pomarola in barattolo da due soldi, mi è venuto in mente il protagonista di 78.08 di Tommaso Labranca che si viene a trovare in una situazione analoga (a dire il vero meno dramamtica della mia, ma tant'è). Allora ho fatto mente locale, mi sono avvicinata all'uscita e sono sgattaiolata via sorridendo felice alla tipa sedicente scrittrice che proprio in quel momento mi stava guardando perplessa. Libertà. Diobono. Libertà. Il mio amico Gianni non l'ho più sentito. Sarà ancora lì a ramazzare la stanza.

26 settembre 2011

Sfankulare


io sfankulo.
tu sfankuli.
egli sfankula
noi sfankuliamo
voi sfankulate
essi sfankulano


Con la k, ovvio. È il mio nuovo mantra. E anche il mio nuovo modo di essere. Sfankulare sempre, ma con classe. grazie amica L. per avermi passato un briciolo di saggezza.

Oggi niente foto sul post ché il vaffanculo sembra copyright del movimento di Beppe Grillo e non ho voglia di sbattermi per approfondire la ricerca...

25 settembre 2011

Libri di blogger che amo: l'ultimo della Susi e divagazioni sul tema

Questa estate l'ho dedicata quasi esclusivamente alla lettura di ebook, specialmente le ferie. Di solito alterno carta/pixel, ma questa volta mi sono portata in viaggio solo il magico lettore, con tutti i titoli che mi è parso, e non ho sofferto la solita sindrome da mancanza di letture vacanziere che mi compromette il relax dei giorni di riposo lontana da casa.
Mi piace leggere gli ebook: per i romanzi è l'ideale, il lettore mi permette di girare con un peso umano nella borsa, nonostante sia un modello vecchio e piuttosto massiccio.
Perciò sono stata entusiasta nello scovare per caso (sì, per puro caso, perché all'inizio lei mica lo diceva!) il terzo libro della Susi Brescia: Il bar a sud est.
La Susi è una blogger storica, di quelle che leggo da così tanti anni che nemmeno mi ricordo quando ho cominciato. Il libro si compra online qui. Io l'ho acquistato, l'ho caricato sul "lettorino" e infine ho fatto questa foto oscena col mio cellulare scrauso che non rende giustizia alla copertina che, a mio avviso, è molto bella e mi ricorda un certo dipinto di Kazimir Malevič che vidi in una mostra a Firenze, intorno al Novantuno o forse Novantadue, che ora non sono riuscita a ritrovare su Internet per fare un bel fotomontaggio come avrei voluto. Ma, visto che son passati vent'anni da quando lo vidi, forse quel quadro non c'entra un cavolo e io mi ricordo fischi per fiaschi. Boh. Non fa bene alla salute soffermarsi su certi dettagli del passato remoto e poi sto andando fuori tema.
La Susi sforna più o meno un libro all'anno e io ne sono fedele lettrice, perché scrive storie sempre piacevoli da leggere. Il bar a sud-est mi è piaciuto, secondo me vale la pena leggerlo. Poi mi piace come la Susi scrive e racconta i problemi del Sud; è critica, disillusa ma senza piagnistei. Brevemente: è la storia di un'amicizia tra due donne che nasce in modo inaspettato, ciascuna con i propri fantasmi e con il proprio retroterra di dolore bello peso. Lo sfondo è quello del mare di Puglia con all'orizzonte una vicenda drammatica a cui abbiamo assistito tanti anni fa e a cui sinceramente non pensavo più. E brava Susi!

Già che c'ero ho cercato l'altro post che scrissi sui libri della Susi, così c'è la panoramica completa delle sue pubblicazioni (perché lei mica le dice!). Mentre cercavo questo link ho trovato un post del 2008 sui blog che seguo e che hanno pubblicato dei libri: Blogger che pubblicano libri. Forse dovrei rifarne uno aggiornato, perché manca un sacco di roba; per esempio manca il libro della Orlà, Coming Out, una raccolta di racconti molto teneri sul tema: "è meglio essere nero che gay perché se sei nero non devi dirlo a tua madre" (cit. dalla quarta di copertina, qui il libro), che ho letto un po' di tempo fa, di cui non avevo scritto nulla. Ma faccio fatica a tenere il ritmo!

23 settembre 2011

Via, più veloce della luce

The Mule (link)
In questi giorni faccio fatica a non parlare di lavoro. Sto soccombendo - diciamo così - inesorabilmente alla solita routine. Sento che l'impulso al cambiamento, al tentare cose nuove si sta affievolendo e piano piano le vecchie, pigre dinamiche ritornano a guidare la mia vita. Però che tristezza rendersi conto che è solo il banale lavoro il centro della mia esistenza!
No, non è bello, dai. Se poi penso che in questo stesso momento, da un'altra parte del mondo neanche tanto lontana, è stata superata la velocità della luce, mi sento ancora più strana.
Infatti queste scoperte scientifiche mi ricordano che l'Universo con la U maiuscola se ne fotte beatamente delle mie beghe di ufficio. Anzi: l'Universo se ne fotte di tutte le beghe di lavoro del mondo. Mi rassegno all'idea che allora non c'è nulla di speciale: tutta la vita è solo un istante privo di significato.
Eccallà. Bello. Quando ho questi pensieri, dopo un primo momento in cui rimango attonita e apatica, poi non so mai se sentirmi sollevata e legittimata a farmi i cavoli miei in leggerezza, oppure se deprimermi ancor più profondamente per la consapevolezza dell'assoluta mancanza di senso delle mie giornate.
Maremma santa e pensare che cinque minuti fa la mia intenzione era solo scrivere due parole su Breakin Bad. Volevo dire che mi piace molto e che è stata una gradita scoperta... Ah già: è iniziato anche Park and Recreation...

21 settembre 2011

Cali di zuccheri

The Budget Cuts Edition su Flickr
Ho pranzato dieci minuti fa, mangiando un panino al prosciutto cotto e un mini gelato, il tutto al volo e respirando l'aria meravigliosa di questa giornata meteorologicamente perfetta. Per tutta la mattina sono passata da un appuntamento all'altro, sparando antani e ricevendo fuffa in cambio. C'ho delle crisi di coscienza che si tagliano col coltello. E poi c'ho anche una paranoia sociale (fondatissima e quasi certa, per carità) che non mi dà respiro: aspetto la fine dell'Euro con timore e sollievo. Non mi so spiegare perché mi sia presa così: non si tratta della solita paranoia da disastro nucleare ecologico imminente che ricorre sempre nei miei incubi notturni. Questa volta c'ho un chiodo fisso, diurno e diverso dal solito: il default italiano e la fine dell'Euro. Vabbè, almeno diversifico le mie idiosincrasie sociali. Mi sono anche scoperta a discutere con passione, tra me e me, che no, rivoglio le lire, non la squallida lira pesante, chi se ne frega della lira pesante, ma chi l'ha inventata questa stronzata. Vuoi mettere, invece, le lire? Mille lire, diecimila lire. Ok? Perché poi in preda a questi pensieri una sbarella e si esaurisce per forza. Allora troviamo un'attività nuova, anche da fare in rete, mi consiglia una collega zen in vena di gigioneggiare. 
«Per esempio?» Chiedo tra l'incuriosito e il sornione, aspettandomi la cazzata. E infatti:
«Per esempio, diventiamo food bloggers
«Che?!»
«Sì, sono i blogger che parlano di cibo, noi apriamo un blog di ricette, cuciniamo, facciamo le foto...»
Poi ho staccato la spina, meglio pensare al default e alla Lira svalutata, ma solo alla Lira doc, non a quella pesante, per carità.

19 settembre 2011

Colgo, dunque sono: Settembre

Il famoso fico vezzoso
In questi giorni passo la maggior parte del mio tempo libero a spippolare su internet, cercando informazioni per organizzarmi un molto vario ed eventuale soggiorno all'estero. Non so se alla fine lo farò davvero, ma nel frattempo I act as if... che mi pare una cosa molto positiva. Sto entrando anche nell'ordine di idee di cambiare lavoro, o meglio azienda, ché dove sono ora son tutti matti ed è meglio aver paura che buscarne. Questa, più che volontà di cambiamento, è un puro istinto di sopravvivenza. Perciò mi guardo intorno e faccio bene. Poi sto cercando un'attività ricreativa nuova da fare in inverno, perché ogni anno mi piace imparare a fare cose nuove, o frequentare ambienti diversi. Non so ancora di preciso che cosa mi piacerebbe, intanto ci sto pensando e valuto le possibilità e cerco di cogliere le occasioni. Eccoci, questo è Settembre. Il mese della mia frutta preferita, l'ho scritto anche altre volte, e il mese delle nuove partenze, metaforiche e non. Rami secchi da sfrondare o già sfrondati e nuove possibilità all'orizzonte, almeno lo spero. Dalle mie parti si respira un fermento sfruzzichino e corroborante. Solo per me è così?

15 settembre 2011

Salve, sono un utente fake di Facebook

Ciao mondo, 
mi chiamo UFF e sono un Utente Facebook Fittizio. Ovvero sono un fake, come dicono gli smanettoni. Sono stato creato da una società di servizi di intermediazione, al solo scopo di amministrare un tot. di pagine Facebook dedicate al nulla e anche per fare social networking ché va tanto di moda. Il tutto a scopo subdolamente commerciale, ça va sans dire. Allora, la cosa funziona così: l'utente Facebook che rientri nella fascia dei beoti, può cliccare sul mitico "mi piace", diventar fan del nulla. A quel punto è in mio potere e come UFF ho il compito di fargli vedere tutta la pubblicità aziendale, che naturalmente maschero per bene, spacciandola per notizie sfiziose di prima mano.
L'utente poi mi scrive (sì, cavolo, scrive sempre!) per avere altre notizie, ché le stronzate non gli bastano mai, oppure scrive per ricevere info commerciali con finti sconti, voucher, saldi outlet (parola magica) e visionare prodotti normalissimi sentendosi però privilegiato nel farlo. Sono questi i momenti in cui penso che Berlusconi non avesse poi tutti i torti quando dichiarò in un'intervista del 2004 che: "il cliente, il pubblico, sono come un bambino di undici anni che fa la seconda media, e neanche tanto intelligente".
Ma in fondo: io che ne posso sapere? Sono solo un UFF, creato a tavolino da tizi più interessati a sbranarsi pizze a domicilio, cercando di contenere i rutti da Coca Cola. Per esempio, la foto sgranata del mio profilo è stata presa da un catalogo online dei primi anni duemila: il piano americano di un bel ragazzo sulla trentina, vestito casual e un bel sorriso sotto la barba incolta e sexy. Mi hanno fatto figo, comunico leggerezza e bella vita! E io sono figo davvero, anche se in realtà non esisto, e devo confessare che la mia vita online è per lo più gestita da una quarantenne sorniona che ci si diverte come una matta. Almeno così mi sembra, perché quando la sento spippolare sulla tastiera ridacchiando tra sé e sé io mi preoccupo molto.
In fede,
UFF

12 settembre 2011

Momento new age prima del caffè: interrogarsi sul karma

Ogni volta che in un raro momento positivo, sorrido alla vita e, spinta dal desiderio legittimo di vivere meglio, faccio dei buoni propositi di auto-evoluzione personale e auto-miglioramento per me stessa, per il mio futuro, perché io valgo ©, ecc.
Ecco, sono queste le uniche volte in cui percepisco l'esistenza reale e tangibile del cosiddetto karma. Infatti, proprio nel momento esatto in cui decido che: da oggi basta, d'ora in poi andrò avanti con allegria, affrontando tutti gli ostacoli e le sfighe col sorriso di chi ama stare al mondo, perché tutto sommato la vita è bella... Beh, tempo dieci minuti e mi ritrovo due multe in mano per un totale di quasi duecento Euro. Eccallà.
Ma non sono le multe a farmi tappare la vena. È il maledetto tempismo perfetto che mi ammazza sempre ogni ottimismo e mi dà la conferma che esista sul serio una divinità personale, dotata di un grosso telecomando (io me la figuro così), in grado di provocare piccole sfighe antipatiche, ogni rara volta che vivo un momento di sollievo esistenziale.
Questa divinità agisce in base a una formula precisa: evento fortunato -> sfiga, dove la freccina indica la quasi immediatezza dei due stati. È matematico e squisitamente causale: un attimo di spinta positiva e di visione del mondo ottimista mi costa immediatamente un evento disturbante estemporaneo, che arriva proprio in quel frangente a rovinarmi quell'istante in cui ero riuscita finalmente ad essere ottimista.
Karma, mi dicono. E io ne prendo atto: karma. Suona anche male, karma. E mi fa nascere subito un altro dubbio. Il fatto che non si sia mai verificata la situazione contraria, ovvero sfiga -> evento fortunato, mi dà da pensare ulteriormente. Possibile che 'sto karma sia solo punitivo, frustrante e a senso unico? No, dai.

09 settembre 2011

Brainstorming, backstage, call centre

Oggi al lavoro ho avuto un'esperienza interessantissima, di quelle che sono formative e inquietanti allo stesso tempo. Ho partecipato a una seduta di brainstorming per creare il testo ideale della telefonata da far recitare agli addetti al call centre che stanno vendendo i nostri servizi. Non è la prima volta che lavoro con il backstage dei call centre, ma è la prima volta che sono presente al momento della scrittura del testo della telefonata tipo, o meglio dell'algoritmo della telefonata tipo. 
L'obiettivo è non lasciare respiro all'interlocutore, l'operatore deve riuscire a chiuderlo in uno spazio verbale da cui non possa più uscire (se non interrompendo la telefonata) e cercare di fargli accettare un appuntamento con uno dei nostri piazzisti. Naturalmente non deve mai saltar fuori chiaramente che l'appuntamento lo stanno prendendo con un venditore di servizi qualsiasi, no! Il tutto va fatto passare come se si trattasse di una visita specialistica assolutamente improcrastinabile e a tutto vantaggio dell'interlocutore. A parte gli inevitabili conati di vomito, ma celati perfettamente sotto il mio carapace di professionalità, ho trovato questo momento creativo molto interessante. Mi sono resa conto di quanto io subisca nel quotidiano certi meccanismi che son coercitivi e anche di quanto io sia pigra a smascherarli, perché son tecniche terra terra che mirano a convincere persone indaffarate che in quel momento abbiano poca voglia di collegare il cervello. E mi sono resa conto anche di quanto c'è dietro a una telefonata di call centre. Allora ho deciso che d'ora in poi a ogni telefonata promozionale, io riaggancerò la chiamata immediatamente, lo giuro, senza nemmeno dire: «no, grazie.»

08 settembre 2011

Appunti da nerd


Leggo sul Corriere che esce il film amatoriale italiano «Dark Resurrection volume 0», liberamente ispirato alla saga di Guerre Stellari. In realtà questo film, anzi: fan film, è il secondo del suo genere e dello stesso regista. Il primo «Dark Resurrection 1» è uscito nel 2007 e all'epoca io me lo sono visto tutto, compreso il film del making of durante il festival della fantascienza di Anghiari. Me lo ricordo bene perché la sala della proiezione era piena zipilla di merchandising per collezionisti di Star Wars: action figures, spade laser, modellini, cazzi e mazzi, ecc. e io non volevo più venir via da lì. Allora presa dall'entusiasmo nerd mi guardai il lungo filmato del dietro le quinte delle riprese, pallosissimo visto che si trattava di una cosa amatoriale, recitata da attori semi sconosciuti se non sconosciuti del tutto, ma grandi fan di Guerre Stellari e che si erano addirittura fatti i costumi da sé e dati appuntamento per girare le scene. All'epoca ci scrissi anche questo post sul vecchio blog, da cui si può vedere il trailer di DR1 che ha conservato intatta la sua vena comica negli anni e pare scritto dai tre autori di Boris, con tutto quel susseguirsi a caso di facce preocupate, basite e sconcertate. Tra gli attori del primo episodio c'era anche il ragazzo fresco di vittoria all'Isola dei famosi, quello spagnolo e bonazzo, Sergio qualcosa mi pare, che si vede pure lui in un'espressione basita.  Tutto questo per dire che non mi sarei mai aspettata un sequel di quella roba, invece mi sbagliavo. E allora mi andrò a vedere, dove, come quando sarà possibile, anche questo secondo film, perché sono nerd dentro e certe cose mi scatenano un certo non so che.

05 settembre 2011

L'espediente lampredotto




Un nerd con evidenti problemi di comunicazione. L'urgenza di creare la solita sinergia, in vista di una collaborazione lavorativa regolata dai soliti tempi serrati. Per rompere il ghiaccio, ché questo ha problemi solo a dirmi "buongiorno", figuriamoci a telefonarmi se c'è qualche bega o solo per aggiornarmi.
Allora cerco di trovare un punto in comune. Qualcosa di cui chiaccherare, in modo che lui possa prendermi le misure, abbassando i suoi livelli di timidezza che rendono il lavoro molto, molto difficoltoso per entrambi. Alla fine trovo l'argomento comune che ci unisce: il lampredotto. Semplice.
Cominciano discussioni infinite sul mangiare ai vari baracchini sparsi per la città. Lì sì è buono, devi provarlo; là invece no, non lo sanno fare. Piccante o salsa verde? Sbucciato, mai? Ecc.
Li trovo tutti io, pensavo. Sono anche diventata brava a smazzarli, pensavo.


01 settembre 2011

Facebook oggi:


Per chi se li fosse persi, gli ultimi trend degli status di Facebook, tutti raccolti oggi:
STANNO METTENDO FILMATI PORNOGRAFICI A NOSTRO NOME NELLE BACHECHE DEI NOSTRI PROFILI SENZA CHE NOI CE NE POSSIAMO ACCORGERE, NOI NON LI VEDIAMO, MA LE ALTRE PERSONE SI, COME SE FOSSE UNA NOSTRA PUBBLICAZIONE, A VOLTE APPARE PERSINO UN NOSTRO COMMENTO. SE VEDETE UNA COSA SIMILE NELLA MIA BACHECA AVVISATEMI E NON APRITELO PERCHE' E' UN VIRUS...COPIATE E PASSATE

ATTENZIONE!!! FB è di nuovo cambiato senza avvisarci!
Guarda la tua barra dell'indirizzo: se vedi scritto "http" o solo "www" invece di "https" significa che non hai una sessione protetta, e quindi rischi un'intrusione.
Vai su "Account - Impostazioni Account - Protezione - Navigazione Protetta - Modifica - Spuntare La Casella - Cliccare Salva Modifiche.
Copia e incolla questo Msg nel vostro stato per avvisare tutti.

"Invece di continuare a ripetere a chi guida una moto che è pericolosissima e ci si muore...pensa a guardare 2 volte mentre guidi, mentre ti immetti sulla strada principale! Controlla bene negli specchietti quando cambi corsia! Prima di girare! Rimani dalla tua parte della strada, soprattutto in prossimità di una curva! Rispetta le distanze di sicurezza! Tieni gli occhi sulla strada e lontani dal tuo cellulare!"
Se hai a cuore qualcuno che guida la moto..copincollalo sulla tua bacheca oggi.

ITALIANI IMBECILLI: Viene proposta una tassa sugli stipendi multi-milionari dei calciatori e sulle loro società e inizia uno sciopero nazionale delle partite; i media mettono questo sciopero su tutte le prime pagine e il popolo ignorante, a cui viene tolto mensilmente il 40% dello stipendio per pagare il debito pubblico, è più affranto per la mancanza della partita domenica che per la mancanza di un futuro stabile per i loro figli. Copia e incolla anche sulla tua bacheca

MESSAGGIO PER TUTTI GLI ITALIANI ONESTI: GIULIO TREMONTI CHIEDE DI AUMENTARE L'ETA' DELLE PENSIONI PERCHE' IN EUROPA TUTTI LO FANNO. NOI CHIEDIAMO, INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI PERCHè IN EUROPA TUTTI LO FANNO E DI DIMEZZARE GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHE' IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO. SE APPROVI, PUBBLICA LO STESSO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO !!! COPIA E INCOLLA PASSATELO DAVVERO RAGA'!!

LA GENTE DOVREBBE CAPIRE CHE I BAMBINI DISABILI NON HANNO UNA MALATTIA, MA E' UNA CONDIZIONE, NON CERCANO CURE, MA ACCETTAZIONE...NEMMENO PIETA', SOLO RISPETTO...IL 93% DI PERSONE NON COPIERA' E INCOLLERA' QUESTO NELLA SUA BACHECA...FARAI PARTE DEL 7% CHE LO FARA' E LO LASCERA' ALMENO UN GIORNO?...FALLO IN FAVORE DI TUTTI I BAMBINI CON DISABILITA'...GRAZIE DI CUORE

Sono della generazione del "per favore", "buongiorno", "buonasera", "arrivederci e grazie", "scusa ho sbagliato", del rispetto per gli anziani, del chiedere permesso, cedere il passo o il posto a sedere a una signora o a un anziano. Salutare con un sorriso, amare le persone per quello che sono non per quello che hanno o mi danno, o per come possono essermi utili.
Mio padre e mia madre mi hanno insegnato a trattare bene le persone.
Se sei di questa generazione, copia nella tua bacheca.

Pompiere: 1.800 euro per salvare le vite,
Maestro: 1.200 per prepararti per la vita,
Dottore: 2.200 euro per mantenere la vita,
Operaio: 1.200 euro magari per rimetterci la vita...
...e vanno in pensione oltre i 65 anni.
...Deputato: guadagna 30.000 euro per fottere la vita degli altri, ma non basta, ha treni, aerei, posteggi, ecc. pagati, e la pensione la prende dopo appena una sola legislatura.
SE QUESTO STATO DI COSE TI DISTURBA METTI MI PIACE E PUBBLICALO SULLA TUA BACHECA

30 agosto 2011

Tutta colpa dei RHCP


Mi sento vecchia, in questi giorni. Non riuscivo a capire da dove venisse fuori tutto 'sto spleen geriatrico. Poi ho letto il questo post di Accento Svedese e ho capito qual è la causa: è tutta colpa dei Red Hot Chili Peppers. Alla radio, infatti, passano continuamente il loro nuovo pezzo, "The Adventures Of Rain Dance Maggie", che tra l'altro mi piace molto. Però ogni volta che lo ascolto mi ricordo che "Californication" è stato l'ultimo album di musica che ho comprato su cassetta, almeno così potevo ascoltarlo in macchina. Dopo "Californication" l'ho abbozzata una volta per tutte di comprare le cassette perché non era più il caso di spendere un sacco di soldi* per un oggetto che la maggior parte delle volte mi durava pochissimo e finiva immancabilmente col nastro aggrovigliato e strappato dalla mia vecchia autoradio, all'epoca nota serial killer di cassette di musica.
Adesso le cassette non esistono più e un giovane non sa nemmeno che prima erano l'unico modo per ascoltare la musica quando si era in giro. Insomma, sono cose che mi tolgono la spensieratezza, un carico di briscola esistenziale. Ecco. Forse è meglio se mi vado a fare un mini-gelato, di quelli con poteri taumaturgici istantanei.

*Anche L.15.000, mica una sciocchezza!

26 agosto 2011

Esiste un manuale di sopravvivenza urbana del single rimasto solo in città d'estate quando tutti gli amici sono o dicono di essere in luoghi fichissimi a fare ferie da dio?

La maggior parte dei miei amici sono spariti, tutti ancora in ferie, tutti in luoghi ameni e molto esclusivi dove ci si diverte un sacco. Così in questi giorni è un problema trovare un'anima per andare a bere una birra e far due chiacchere in città. Di conseguenza passo la maggior parte delle serate per conto mio, chiusa in casa a guardare le serie americane, come l'ottimo 30 Rock, e per forza di cose compenso i vuoti affettivi sociali mangiando quantità notevoli di gelatini. Sì quelli mignon, la mia nuova passione: mini-coni e mini-stecchi, ma solo di sottomarche semi-sconosciute, possibilmente comprati al discount, ché Coop ed Esselunga son diventate troppo chic per i miei gusti. Mi gratifico così. Tuttavia non ho perso la testa del tutto e sono perfettamente conscia che non mi posso permettere di mangiare a oltranza 'sta roba che fa ingrassare. Così stamani ho fatto voto di non mangiare mini-gelati per almeno due giorni. E ora sono qui nervosa e rimugino: devo fare qualcosa per rimettere in sesto la mia vita sociale. C'è qualche cosa che non va nelle mie frequentazioni in termini di equilibri e di flussi. Passo periodi super-intensi in cui tutte le sere c'è qualcosa da fare che si alternano repentini a periodi di solitudine siderale. È questo i destino dei single? Rimanere soli in certi periodi dell'anno? Ci sarebbe da scriverne un trattato. Oppure un manuale sul muoversi da soli in una città medio piccola come questa, quando si svuota per le vacanze. Certo, un manuale con consigli generali a chi è da solo, sul benessere, sulle attività consigliate, sulla dieta ideale da seguire in allegria e senza accumulare i cartoni della pizza accanto alla porta, ehm. E poi in questo manuale ideale ci dovrebbero essere anche le info specifiche di un po' di città italiane. Perché noi single siamo in tanti e questa esperienza viene sicuramente condivisa da altri e altre come me; sì proprio in questo momento, in altre città come questa che offrono non tanto ma nemmeno poco (ci sono posti ben peggiori, tipo al paese dove non si sta mai da soli, ma questo è tutto un altro problema che affronterò in un altro momento, forse). Ci devo pensare bene.

24 agosto 2011

Agosto in città e scie chimiche

Stamani ho avuto difficoltà a trovare un bar aperto nel solito tragitto casa/ufficio. Tutti chiusi per ferie. Eppure lavoro in centro e abito in una zona molto popolata. Certo, potevo deviare il percorso e cercare un bar alternativo, ma ero sicura che ne avrei trovato almeno uno dove far colazione passando dalla solita strada di tutti i giorni. Invece mi sbagliavo. Però pensavo che, porca miseria, Firenze è una tra le città più turistiche del mondo, questa morìa d'agosto non è mica bella. E pensavo anche che se io potessi andrei in ferie in altri periodi, tipo ottobre o febbraio, col cavolo che c'andrei d'agosto. Nel frattempo è arrivato il collega salutista che mangia solo gallette insipide a base di polistirolo espanso, dicendo che son sane e che tutti dovrebbero fare come lui e che la caffeina è veleno! Fin qui nulla di male se non fosse che il collega salutista è in sovrappeso quanto me. Allora penso che ci sia qualche cosa che non torna nel suo regime alimentare, ma mi guardo bene dal farglielo notare, perché non voglio ritrovarmi in una discussione sulle disfunzioni dei cicli metabolici, l'ipotiroidismo, le scie chimiche (infila questo topic dappertutto) e altre cose così. Allora sono andata al minimarket all'angolo e ho comprato delle merendine di una sottomarca sconosciuta e un succo di frutta altrettanto poco blasonato. Poi ho fatto colazione seduta sugli degli scalini all'ombra di una chiesa e alla fine sono stata pure contenta di non aver trovato il bar aperto.

23 agosto 2011

Le inattese opportunità della crisi e Vasco Rossi

Mi trovo, mio malgrado, a fare la copywriter aziendale. E questa cosa dura già da qualche mese. L'ho scritto anche nello stato di Facebook, cercando qualche suggerimento di lettura per saperne di più. Tutti i giorni scrivo articoli promozionali e mi diverto pure a farlo. Sono diventata velocissima: con poche indicazioni in meno di mezz'ora produco un pezzo di mille parole battute da pubblicare sullo scrauso blog aziendale o su altri media commerciali altrettanto scrausi. A essere sincera mi sembra una presa per il culo dell'utente internet medio, perché su quel blog e sui vari comunicati mi fanno scrivere un sacco di bischerate, gonfiate all'inverosimile per fare volume o per guadagnare la considerazione del signor Google. Ma a quanto pare la qualità del contenuto non ha importanza (o forse sono io che sono troppo esigente) e cominciano ad arrivare i risultati in temini di contatti proficui.
Adesso ho da aggiungere anche questo "skill" al mio cv e ricominciare a inviarlo in giro, perché sarà anche divertente questa nuova attività in questa nuova azienda, ma a questo punto meglio puntare a un ufficio meno improvvisato. Cavolo, mi faccio paura. Che mi stia trasformando in un personaggio di Labranca, di quelli con le pretese letterarie completamente fuori luogo? Oppure si tratta solo di una nuova opportunità che sarebbe meglio sfruttare in pieno (qualsiasi cosa voglia dire all'atto pratico) perché non si sa mai e da cosa nasce cosa?
Vedremo. Ho altre questioni per la testa in questi giorni. Per esempio, come mai ogni volta che vado su un quotidiano online per cercare di informarmi sulla Libia mi ritrovo invece ad assumere informazioni sullo stato psicofisico di Vasco Rossi? Ho capito, son tre concetti, ormai si sanno a mente: si ritira dalle scene tutti i giorni, c'ha un dolore alla schiena e Ligabue gli garba poco.

19 agosto 2011

Segrete fascinazioni

Mi duole ammetterlo, ma subisco sempre queste suggestioni imbarazzanti e ipnotizzata dal nulla non posso fare a meno di cliccare sul famigerato colonnino.