24 novembre 2014

Fenomenologia dei pensieri negativi che mi (ci) accompagnano passo passo, giorno per giorno

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Sto cercando di occuparmi il più possibile del mio benessere. Dopo una certa età queste cose diventano molto importanti. Adesso per me è tutto un fare attenzione alle energie, alle negatività, alle persone troppo "needy", come dicono gli americani che in quanto all'esaltazione delle prospettive individuali sono maestri indiscussi.

23 novembre 2014

Godetevi anche questi 60 euri e ciao

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Oggi il babbo mi ha accolta al consueto pranzo domenicale annunciandomi gongolante che dovrò pagare il canone RAI anche se non ho la tv.
«Non è giusto, babbo.»
«Saranno una sessantina di euro all'anno e li prenderanno dalla bolletta dell'Enel. Dalla bolletta di tutti, capisci?»
«Ho capito, babbo, ma non è giusto. Io non ho la tv, vado a vedere Real Time dagli amici, lo sai. E poi i programmi della RAI non mi piacciono. Sono identici a quelli di Mediaset, pubblicità compresa. Perché dovrei avere il desiderio di guardare quella roba?»
«Chi se ne frega di quello che fai te. Piuttosto pensa a tutti gli evasori che se dio vuole d'ora in poi dovranno pagare.»
Poi mio padre ha fatto un elenco -in effetti piuttosto lungo - di persone che conosce che non pagano il canone, ma che hanno la tele a casa. Da adesso, volenti o nolenti, glielo prenderanno dalla bolletta della luce e lui pagherà di meno proprio perché pagheranno tutti.
Io invece sborserò dei soldi per qualcosa che non possiedo e non ho mai usato in casa mia (almeno negli ultimi dieci anni) e perciò che non mi dà alcun beneficio.
Non ho aggiunto altro; a quel punto avevo negli occhi un caleidoscopio sbrilluccicante con le facce frollate di: Giletti, Pippo Baudo, la Parietti, Amadeus... tutti che ridevano puntadomi il dito contro.
Solo un piatto di tortellini in brodo avrebbe potuto guarirmi da quelle allucinazioni perverse. E così è stato.
Abbiamo pranzato a televisione spenta.
Adesso, prima della sonnolenza postprandiale (a cui purtroppo non posso dare soddisfazione perché tra poco vado a lavorare), do un'occhiata veloce a quello che offre hic et nunc il palensesto RAI.
E ci trovo: sul primo canale una gara di automobili. Sul due invece c'è l'inspiegabilmente longevo Quelli che il calcio. È un programma dalla tristezza suprema, sempre condotto da un presentatore con la voce insopportabile (la Simo, la Cabello, questo di adesso di cui non ricordo il nome), che ha per protagonista il campionato di serie A. In realtà il programma consiste nel parlare il meno possibile delle partite di calcio in atto, senza mai far vedere agli spettatori nemmeno un secondo di gioco*. Nel contorno i commenti allucinati e continui di una mandria di gente proveniente dal più infimo sottobosco periferico dello spettacolo, gente che sbarca il lunario in questo modo. E d'ora in poi pagati anche da me. Infine su la rossa** RAI 3 una televendita di prodotti sanitari.
Beh, vado a lavorare.

* per questo ci sono i canali a pagamento:cacare il lesso e vedere le partite di calcio senza altre bischerate.
** magari.

29 ottobre 2014

Il drone che volava sulla campagna toscana per eludere i recensori di Trip Advisor

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Guardo un'altra volta le immagini della facciata secolare, screziata dal sole d'estate.
L'inquadratura sale in un crescendo di velocità, finché la villa scompare e al suo posto spuntano le colline.
Cipressi, ulivi, ville, un campanile in lontananza.
Il campo di ripresa percorre filari di viti, campi morbidi, cavalli che galoppano su un prato.
Poi una zona industriale: capannoni, furgoni, un parcheggio.
«Questo lo tagliamo» dice con disappunto.

03 ottobre 2014

Imprevedibili e inaspettate conseguenze nella realizzazione del mito del posto fisso

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Doriana si guarda intorno circospetta. Ha le gambe pesanti e la schiena anchilosata. Lo capisco guardandola da lontano. Ormai la conosco bene.
Le faccio un cenno con le braccia. Lei indica il bar all'angolo.

22 settembre 2014

La p.o. della Provincia di Solcazzo

2 commenti:
Cerco di essere criptica a questo giro.
Ma c'ho la necessità dello sfogo.
Perché i miei post come questo qui sotto, sono davvero tanto più blandi rispetto alla cruda realtà delle cose.
Ieri, per esempio, mi sono trovata nel mezzo di una fiera affollata e afosa all'inverosimile, col mio referente dalla Provincia di Solcazzo (inutile dire quale, non è il punto del post) che mi ha comunicato l'orario sbagliato e ha dimenticato di lasciare spazio per il tema da affrontare.

16 settembre 2014

Nobili e dipendenti pubblici: praticamente la stessa cosa

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Giornate con livelli di stress che si possono tagliare a fette e poi usarle per farcire un panino: "sandwich allo stress e sanguinaccio, con una spruzzatina di succo di bile". Rende l'idea perfettamente.
Si avvicinano l'autunno e lo spleen depressivo.
Le giornate silenziose, i contrasti di luce dell'estate rimangono un ricordo languido. Ora è tempo di foschia e ansia diffusa: più stress per tutti.

11 settembre 2014

Tu chiamale se vuoi, emozioni

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Son tre giorni che scartabello casa moccolando con passione e fantasia.  Ho perso un oggetto a cui tenevo molto. Non so quando né come. Ogni tanto mi succede, non ci posso fare nulla.

Mia nonna diceva: la casa non ruba ma nasconde.

Casa mia pare che si diverta un mondo ad eclissare cose a caso ma sempre quando servono, così, tanto per farmi impazzire.

Ma in questo momento ho un problema ben più grosso per le mani.

Un problema di emozioni.

22 agosto 2014

Diario dell'estate oscura: in agosto a Firenze con Real Time e Dmax

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Ho speso questa estate in giro in bicicletta ed a curare con amore piante di basilico e di limoni. Le verdi creature, con estrema riconoscenza, mi hanno ripagata con abbondanti foglie profumate per la pomarola e fette fresche per il tè freddo.

È stata un'estate affollata, non sono mai mancati gli amici che, complice la crisi, sono rimasti quasi tutti in zona. Pochi soldi, poca voglia di spendere, perché chissà in autunno come si metterà col lavoro. Dal 2008 ogni anno va sempre peggio e l'antifona è stata colta abbondantemente.

20 agosto 2014

La percezione dei propri momenti di crisi attraverso gli occhi degli altri può scatenare un giustificabilissimo e irrefrenabile istinto omicida

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 Frammenti dal passato

«Finalmente avrai del tempo libero da dedicare a te stessa!» aveva detto una pseudo voce amica qualche sera prima, cercando di aiutarmi ad estrarre frammenti positivi da quella che per me era una tragedia senza precedenti.

«Con tanto tempo libero puoi fare cose che non hai mai potuto fare» aveva aggiunto un'altra voce.