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17 agosto 2016

Non è la destinazione, ma il viaggio che conta: London calling


Arrivo trafelata nel piazzale di S.M. Novella, giusto in tempo per mettere il culo sul sedile di un autobus fatiscente, carico di fiorentini su di giri, e diretto a Pisa, dove mi attende il solito volo scrauso Ryan Air comprato a caro prezzo all'ultimo momento.

In aeroporto la trafila è estenuante, ripongo deodorante, crema e struccante dentro a un sacchetto trasparente e mi unisco al serpentone di mini trolley.

Passo i controlli, ingollo un caffè che sa di ammoniaca e finalmente mi siedo. Ravano nello zaino cercando di pescare il Kindle, ma mi interrompo subito. C'è di meglio intorno a me. È in atto, infatti, un episodio live di Airport Security "Pisa Edition".

17 maggio 2016

Le cheerleader dell'e-book

Pare che il libro di carta sia ritornato in auge, le cheerleader isteriche* dell'e-book finalmente sono state sconfitte. Negli ultimi tempi ho letto diversi articoli sulla riscossa del caro libro di carta nei confronti del freddo e-book. Come se ci fosse stato un duello all'ultimo sangue, e il cattivo elettronico avesse avuto il compito di uccidere il buon cartaceo.

01 aprile 2016

Il taccuino


Ho l'abitudine di portare sempre con me un taccuino. Lo tengo in borsa, chiuso da un elastico, per evitare che si spampani nell'eterno marasma che c'è da quelle parti.
La consapevolezza di averlo lì mi regala un tot. di tranquillità. Le rare volte in cui me lo scordo, infatti, chiedo sempre un pezzo di carta, perché mi dà ansia sapere di non aver niente su cui poter scrivere alla bisogna.

28 gennaio 2016

Veglie notturne e frammenti di pensieri: il passato che tenta di riproporsi




Novoli, interno notte.

- Sono atterrita dalla limitatezza del mio vocabolario.

Lo dico a voce alta, anche se sono sola in casa.

Sono ore che cerco di scrivere un paragrafo su una roba che dovrei conoscere bene, invece adesso il vuoto siderale. La mente annullata, come poteva succedere solo a scuola, durante un'interrogazione a sorpresa.

01 dicembre 2015

Melensa e sbilenca


Quando sto po' di tempo senza scrivere diventa difficile ricominciare e ritrovare il ritmo. È come riprendere a fare sport dopo una lunga pausa a base di bagordi e divano. All'inizio pare una cosa senza senso, ma poi quando cominciano a far male i muscoli, le tossine vanno via col sudore, e il respiro si regolarizza, senti che lo sforzo fa bene e ti spingi a continuare. Allo stesso modo, scrivere un post dopo aver perso l'abitudine pare un'attività senza senso e piuttosto faticosa, ma andando avanti senti che fa bene, ecc.
E in più in questo periodo sono melensa. Abbacchiata, quasi 'na morticina. Una cosa insopportabile. Eppure non va nemmeno tutto così male. Ho passato periodi ben peggiori.
Allora che cosa c'è che non va? Ci ho pensato per un po' e sono arrivata alla conclusione che sia un problema di baricentro. Il mio è spostato, proprio come quello della torre di Pisa, e mi aggiro nel mondo tutta sbilenca. Un mal di schiena che mi allieta da un paio di giorni conferma questa teoria. Così mi scervello per recuperare un po' di joie de vivre, che così mi faccio uggia da sola. Se adesso trovassi la famosa lampada col genio dentro, non saprei che cavolo chiedergli.
Ci penso a cosa potrei desiderare, mentre la mente si annulla. Ecco, questo è lo stato d'animo che mi accompagna in questi giorni.
Melensa e sbilenca.

06 luglio 2015

Prova di esistenza in vita dall'abisso dei 44° percepiti #diario

Sono poco lucida.
Naturalmente è colpa di queste temperature infernali e di questa umidità fuori controllo.
Sento caldo solo a guardare il giallo del blog.
Forse dovrei cambiare il template in uno grigio-ghiaccio finché la canicola finirà.
Ma sono a casa, se dio vuole.

24 aprile 2015

Eccoci, con piano B (scaduto)

Ci sono, ma latito mio malgrado. A volte succede. Il blog è il mio hobby rilassante, la parentesi antistress in una vita tutto sommato non sgradevole. Tuttavia ormai mi conosco bene: quando passano più di due settimane in cui produco solo bozze perché non ho tempo di organizzarmi e fare un post intero, è un brutto segnale: stress che monta e poi si manifesta all'improvviso in pochi, collaudati, modi inopportuni: ingestione di calorie inutili, insonnia, visione bigia dell'esistenza condita con malumori antisociali.
Non sto dicendo che il blog curi tutti i mali e protegga da qualsiasi avversità, però nel mio caso aiuta un casino.
Sarei curiosa di sapere per quante altre persone sia così.

P.s. Comunque, se avessi ancora vent'anni, di certo prenderei in considerazione il "piano B":

22 gennaio 2015

L'inizio di un amore frikkettone




Il tetto della casa sbucava dalle cime grigie degli alberi spogli. Sul tetto scuro, coperto di borraccina, un camino lasciava uscire un filo di fumo che si arricciava tutto dopo pochi metri di ascesa in cielo.


Palmira camminava con attenzione sul sentiero verso la casa. Stava facendo buio. Tra le mani teneva una teglia tiepida di lasagne vegetariane: carciofi, carote, patate e besciamella con latte di soia


In prossimità sentì la musica di Rino Gaetano.

11 settembre 2014

Tu chiamale se vuoi, emozioni

Son tre giorni che scartabello casa moccolando con passione e fantasia.  Ho perso un oggetto a cui tenevo molto. Non so quando né come. Ogni tanto mi succede, non ci posso fare nulla.

Mia nonna diceva: la casa non ruba ma nasconde.

Casa mia pare che si diverta un mondo ad eclissare cose a caso ma sempre quando servono, così, tanto per farmi impazzire.

Ma in questo momento ho un problema ben più grosso per le mani.

Un problema di emozioni.

22 agosto 2014

Diario dell'estate oscura: in agosto a Firenze con Real Time e Dmax



Ho speso questa estate in giro in bicicletta ed a curare con amore piante di basilico e di limoni. Le verdi creature, con estrema riconoscenza, mi hanno ripagata con abbondanti foglie profumate per la pomarola e fette fresche per il tè freddo.

È stata un'estate affollata, non sono mai mancati gli amici che, complice la crisi, sono rimasti quasi tutti in zona. Pochi soldi, poca voglia di spendere, perché chissà in autunno come si metterà col lavoro. Dal 2008 ogni anno va sempre peggio e l'antifona è stata colta abbondantemente.