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17 ottobre 2016

Le due me stessa


Ci sono due me stessa nel mondo.

C'è la me stessa del mattino e c'è la me stessa della sera.

Ci sono sempre state: una è più energetica e impulsiva, l'altra più stanca e riflessiva.

01 febbraio 2016

Il potere del sì per dire no: come trattare con gli scrocconi


Una volta un'amica mi ha detto che per vivere meglio avrei dovuto diventare "inaffidabile".

«Con certa gente puoi fare solo una cosa: diventa inaffidabile.»

Disse proprio così. "Certa gente" erano gli scrocconi, gli sfruttatori, i braccini corti con cui a tutti noi capita di aver a che fare.

20 gennaio 2015

Consigli per chi si vuole innamorare: le 36 domande del dott. Aron



Disclaimer. Lo so che ne ha già parlato il mondo delle 36 domande, ma io avevo cominciato a scrivere questo post la settimana scorsa, poi non ce l'ho fatta a finirlo e dunque lo pubblico oggi.

Allora pare che, una ventina di anni fa, uno psicologo sia riuscito a far innamorare due persone durante un esperimento di laboratorio. Da studi successivi, ne ha ricavato un metodo che oggi tutti possono usare. Esattamente: una tecnica, semplice e veloce, per innamorarsi a vicenda.

L'esperimento originale consisteva nel far incontrare in laboratorio un uomo e una donna (d'ora in poi le "cavie"), due soggetti eterosessuali che non si erano mai visti prima, farli sedere l'uno di fronte all'altra e infine farli sottoporre reciprocamente a una serie di domande, via via sempre più personali.

30 novembre 2014

Non è detto che la cosa peggiore che ci possa capitare sia quella che alla fine ci procurerà i danni più duraturi



Ieri, facendo la spesa alla Coop, non ho trovato il mio shampoo preferito. Non ci volevo credere: sono rimasta imbambolata per non so quanti minuti di fronte allo scaffale, ripercorrendo con lo sguardo attonito tutti i flaconi colorati, uno per uno, senza scorgere quello che cercavo.

Mi sono guardata intorno per protestare, ma in quel momento non c'erano commessi a raccogliere la mia accorata lamentela passivo-aggressiva.

06 marzo 2013

Spleen del ritorno a casa

baite nella neve (*)

Sono stata via, in un luogo con la neve che può cadere quanto le pare: tanto non blocca la città. Esperienze nuove queste. Sono ritornata a Firenze e sono triste come tutte le volte che ritorno a casa. È una tristezza nervosa, la mia, una sorta di riflesso condizionato dall'accumulo ad libitum di caterve di rotture di scatole quotidiane, mi ha spiegato una voce professionale amica, durante un aperitivo piuttosto alcolico in cui chiedevo lumi sul mio perenne spleen del ritorno. Di solito accade il contrario, come quasi tutta la letteratura insegna... Mentre ero via ci sono state le elezioni con: l'avvento di Grillo, l'arrivo dei "grillini" a Roma, la giacca a vento di Grillo. Confesso che mi piaceva molto quella giacca perché tiene calda la faccia e ripara dal vento. Poi però ho scoperto che costa troppo per i miei standard e allora non me la posso permettere. Dovrei fondare un partito per migliorare la mia situazione finanziaria. Oppure potevo fare un podcast e candidarmi anche io: se ce l'ha fatta tal Paolo Bernini chiunque avrebbe avuto chance...

(*) ho scelto questa immagine per l'idea di calma che riesce a dare. In realtà non sono un'amante dei posti isolati e difficilmente accessibili. In un luogo del genere mi romperei le scatole e tenterei il ritorno alla civiltà dopo non più di mezz'ora...

14 luglio 2012

Momenti omeopatici alla menta

Cerco di combattere l'insonnia da caldo + stress con delle granaglie omeopatiche che contengono un po' di tutto: dalla valeriana alla caffeina. Sono scettica, ma decido di essere aperta di mente, di tentare e poi ho pagato 15 Euri per questi microgranuli dolciastri. Allora chiedo lumi agli amici "naturisti" ché io non ci capisco nulla di queste cose ma ci tengo a far le cose perbenino almeno per ammortizzare la spesa. Leggono gli ingredienti sul flacone e mi spiegano, ingrediente per ingrediente, i benefici che avrò sul mio corpo malandato che avrebbe bisogno di ben altro.  Tutti chiosano con un emblematico: "ma ci devi credere". Eccallà. Comunque decido di essere collaborativa: si fa quel che si può, passi di bimbo per cominciare. Tuttavia ringrazio e non faccio notare le incongruenze; io sono una tranquillona ed entrare in un giro di polemiche infinite sull'omeopatia e sulle sue infinite nuances, mi par una grossa perdita di energie. E io ne ho poche di energie adesso, quasi punte. Però c'è sempre quella questione che mi rimbalza nella testa e non me la spiego perché tutti me la raccontano in modo diverso. Sì, intendo proprio quella faccenda della menta. Menta sì, menta assolutamente no, oppure menta insomma? La mia cara amica L. mi ha detto di non farmi infinocchiare. Il dentifricio gradito agli omeopati "menta-free" costa un mucchio di soldi. Quindi per me menta sì, almeno in tubetto per lavarsi i denti, ma lontano dall'assunzione della granaglia. La menta è un vaso costrittore, onde per cui puoi mangiarla ma lontano dalle assunzioni del medicinale, mi dice un'altra amica interpellata. Menta assolutamente no. Mi dicono invece un altro tot  di persone. Io per non saper né leggere né scrivere ho deciso per conto mio: menta sì. Quando ho finito i granuli vado a farmi prescrivere lo Xanax.

14 febbraio 2012

Love me, I love me: San Valentino dalla parte dei single


Per chi non c'avesse fatto caso oggi è San Valentino. Poco fa al TG2, a mio avviso il non plus ultra dell'avanguardia in fatto di nuove tendenze, c'è stato un servizio su San Valentino vissuto dai single. Ovvero: la gente sola come la sottoscritta, come trascorre la festa degli innamorati? E non è una domanda da poco. Pare, infatti, che in Italia ci siano ben sette milioni (7.000.000) di single. Sinceramente pensavo qualcosina in più, ma comunque siamo sempre un bel numero di tutto rispetto. Tutta questa massa di persone, nella giornata dell'anno consacrata all'amore e agli innamorati, potrebbe soffrire di "qualche disagio" per via del bombardamento mediatico in atto. Allora è comparsa la psicologa televisiva di turno a spiegarci come sfangare San Valentino. Io adoro gli psicologi tv e mi piacerebbe incontrarne qualcuno di persona per vedere se anche nella realtà sono così squisitamente banali. Ma questa è un'altra storia. Insomma la dottoressa, con piglio serissimo ha dato i suoi consigli professionali per noi single che siamo costretti ad attraversare l'inferno di questa giornata che non ci appartiene. Dunque: per prima cosa non dobbiamo pensare all'Amore come a una cosa di coppia, invece dobbiamo pensarlo in "modo generale", partendo dall'Amore per sé stessi. Io mi amo. Ottimo consiglio, vero? Poi mi pare abbia consigliato di non dar retta alle minchiate televisive, o forse questo l'ho pensato solo io, adesso non ricordo esattamente. Infine hanno mostrato una grafica interessantissima, risultato di un sondaggione nazionale che ho cercato di memorizzare il più possibile e che ora tento di riproporre qui. La domanda era: "come passeranno San Valentino i single?" Molto semplice: il 45% circa lo trascorrerà a casa da solo/a, in attesa che passi (a macerarsi nel dolore della solitudine, aggiungo io). Il 42% circa lo trascorrerà a eventi per single: ritrovi tra amiche, fight club e robe così (per tentare di dimenticare il dolore immenso della solitudine siderale, aggiungo io). Il restante 23% circa lo passerà cercando un partner per la serata. Il tg parlava di cena fuori (e sana trombata estemporanea: viva i tromboamici, aggiungo io). Ecco. stasera inizia Sanremo.

09 gennaio 2012

10 idiosincrasie che rendono la mia vita e quella di chi mi sta intorno un po' più difficile


Di getto, senza pensarci tanto. Ecco che vuol dire essere donna quarantenne oggi. E poi un po' di sana autocritica ogni tanto ci vuole.
  1. Devo mettere sempre un pezzo di post-it a coprire la webcam del computer altrimenti mi sento spiata;
  2. quando esco dall'ascensore controllo sempre che non ci sia un ladro nascosto sulle scale di sopra o gli zombie che salgono da sotto;
  3. non riesco ad addormentarmi se ho più di due piatti sporchi nel lavello;
  4. devo aprire e/o eliminare immediatamente tutte le email che ricevo. Non tollero i "da leggere".
  5. non sopporto se mi rivolgono la parola mentre sto guardando un film, specie se di fantascienza;
  6. cerco sempre di mettere le cose per iscritto, anche con gli amici cari, anche quando proprio non sarebbe il caso;
  7. ho la tendenza a formulare le domande cercando di suggerirne le possibili risposte, in modo che l'interlocutore non divaghi facendomi perdere tempo (intollerabile); 
  8. prima di uscire di casa devo aver staccato la presa dello stereo dalla corrente. Sempre, eh. Sennò mi prende fuoco casa. Per forza.
  9. Sono spaventata dalla guida del 98% delle persone che conosco. Sono inspiegabilmente circondata da gente che non sa guidare manco per nulla. Fingo di avere il mal d'auto per diminuire il numero di viaggi in auto.
  10. Da anni faccio uso massiccio di futureme.org, un sito che consente di auto-inviarsi lettere nel futuro, per esempio tra un anno. Però io lo uso sempre e solo quando sono giù di morale o alterata (ubriaca, febbricitante, stressata, ecc.). Perciò ricevo regolarmente email deliranti da una me stessa psicolabile dell'anno prima e in cui non mi riconosco mai.
Perché poi rileggere queste cose fa bene, è una sorta di auto-analisi dei poveri. Adesso mi sento meglio. Inverto il trend e ora che sono rilassata ne approfitto per inviare un'email senza essere in stato di alterazione alla me stessa del futuro. Ecco.

05 gennaio 2012

Ufficiali giudiziari e Paolo Fox

Giustizia e Oroscopo

Gattasorniona ci racconti come hai iniziato questo 2012?
«Ma ben volentieri, caro intervistatore fantasma. Allora in ditta sono arrivati due ufficiali giudiziari in due giorni - sì, proprio uno al dì - per tentare di consegnare degli atti. Siccome il titolare e destinatario delle notifiche è all'estero, nessuno li ha ritirati per paura di lasciare la firma su roba che sicuramente finirà in tribunale. Ecco, questa è la notizia del giorno. Ed è anche la notizia clou di ieri. E questo mi fa riflettere, perché è inutile cercare spiegazioni di questa depressione cronica nei massimi sistemi, nelle micragne della vita contemporanea, nei vent'anni di berluconismo e altre bischerate new age. Perché quando si fa una vita come la mia è inevitabile diventare un tutt'uno con lo spleen depressivo. Diciamo che fa parte del gioco.»

Allora, come reagire? Qual è il modo di sfangarla?
«Non ne ho idea, sto ancora cercando la magica ricetta esistenziale che mi salverà da 'sto baratro nero che m'insegue inesorabile. E questa ricerca mi porta a esplorare territori inaspettati e spesso piacevoli, ad ascoltare le esperienze di persone che alla fine hanno trovato la loro formula per non lasciarsi sopraffare dalla quotidianità melmosa che ci lambisce tutti, di continuo.
Adesso so che la ricetta è molto personale e gli altri, se scelti con cura, possono solo essere fonte d'ispirazione e di conforto. Ma trovare l'alchimia giusta tocca solo a me. E questo lo posso fare anche trovando il coraggio di sfanculare le cose che, sulla base di esperienze passate, so già che non mi porteranno alcun giovamento, né vantaggi.
Perciò lo scrivo chiaramente: addio Paolo Fox, mi hai delusa, non ne hai azzeccata una nel 2011. D'ora in poi si torna da Rob Brezsny

05 settembre 2011

L'espediente lampredotto




Un nerd con evidenti problemi di comunicazione. L'urgenza di creare la solita sinergia, in vista di una collaborazione lavorativa regolata dai soliti tempi serrati. Per rompere il ghiaccio, ché questo ha problemi solo a dirmi "buongiorno", figuriamoci a telefonarmi se c'è qualche bega o solo per aggiornarmi.
Allora cerco di trovare un punto in comune. Qualcosa di cui chiaccherare, in modo che lui possa prendermi le misure, abbassando i suoi livelli di timidezza che rendono il lavoro molto, molto difficoltoso per entrambi. Alla fine trovo l'argomento comune che ci unisce: il lampredotto. Semplice.
Cominciano discussioni infinite sul mangiare ai vari baracchini sparsi per la città. Lì sì è buono, devi provarlo; là invece no, non lo sanno fare. Piccante o salsa verde? Sbucciato, mai? Ecc.
Li trovo tutti io, pensavo. Sono anche diventata brava a smazzarli, pensavo.