Altre pagine

Visualizzazione post con etichetta crisi edition. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi edition. Mostra tutti i post

04 giugno 2015

Garante, call center in Albania e altri fastidi. Il call center aziendale che chiamava da un altro continente col prefisso della mia città.



In questi giorni sono piuttosto inviperita contro il garante della privacy e la famigerata "cookie law". Me ne sono dovuta occupare per lavoro e mi sono resa conto direttamente di quanto la normativa sia scritta male, e di quanto lasci troppo spazio alla discrezionalità di chi dovrà controllare e sanzionare.

23 dicembre 2014

Ma Matteo: proprio con i più sfigati te la dovevi prendere? Il Santo Natale si vede dalle piccole cose quotidiane...


La tipa dietro la scrivania è immersa in un libretto Sellerio tutto sbertucciato, con il bollino della biblioteca di quartiere.
Da dove mi trovo non vedo il titolo, riesco a leggere solo: Camilleri.

La tipa legge senza curarsi del resto, non ha risposto nemmeno al mio "buongiorno".
La osservo rapita, ha una faccia arcigna che in giro se ne vedono poche di così antipatiche.
Di tanto in tanto, appoggia il libro sul tavolo e sottolinea qualche frase a matita.

06 dicembre 2014

Lui dice di essere conte, ma invece sta in un seminterrato alla giapponese



Sono una persona fortunata.

Professionalmente, intendo.

Sono costantemente, quotidianamente circondata da persone che frullano, fibrillano. Good vibe a iosa, progetti, idee, start up, visioni, ecumenismo tecnologico tout court. Persone di spessore che sono consapevoli di aver tanto da dare e da trasmettere al mondo. Il mondo, ok? niente paesello o cittadina: globalizzazione delle idee e delle energie creative. Sinergie. Io sono un visionario, tra quattro anni questo modello sarà la norma, investimento è la parola d'ordine, vision, mission. Stiamo vendendo a Tokyo, siamo stati presenti alla Fiera più importante del Giappone, a fianco dei colossi. Siamo una realtà dinamica, non ci fermiamo perché questo paese ha bisogno di una spinta vera, di un impegno reale. Noi stiamo qui, abbiamo scelto di stare qui. Lo vogliamo. La nostra parola d'ordine è sostenibilità, chilometro zero, non ci interessa il profitto: la priorità sono le persone. Qualità, la qualità sempre. Attenzione ai dettagli.

29 ottobre 2014

Il drone che volava sulla campagna toscana per eludere i recensori di Trip Advisor

Guardo un'altra volta le immagini della facciata secolare, screziata dal sole d'estate.
L'inquadratura sale in un crescendo di velocità, finché la villa scompare e al suo posto spuntano le colline.
Cipressi, ulivi, ville, un campanile in lontananza.
Il campo di ripresa percorre filari di viti, campi morbidi, cavalli che galoppano su un prato.
Poi una zona industriale: capannoni, furgoni, un parcheggio.
«Questo lo tagliamo» dice con disappunto.

08 agosto 2014

Antoinette, pazza per la spesa. Contenta lei.


Antoinette ha 29 anni e vive nella periferia di Chicago. Chicago è una delle dieci città più care degli Stati Uniti. È dura approvvigionarsi per una madre che non lavora, come Antoinette. Lei è disoccupata, tuttavia non si considera così: il suo lavoro è far la spesa al supermercato coi buoni sconto.

E ne va fiera.

15 maggio 2014

La piscina delinquente

Entro camminando piano, mi aspetto di venir bloccata da un momento all'altro. Sono un po' intimorita, l'ambiente è elegante, un tempo le stelle erano addirittura cinque. Fa fresco, mi viene la pelle d'oca. Un silenzio irreale; il rumore di ogni passo rimbomba che sembra quasi un eco; camerieri in livrea dappertutto.
Mi viene incontro. Felpa slabbrata e jeans sdruciti. Unica concessione al lusso e alla femminilità: sandali a tacco alto che costano un mucchio di soldi. Anche se li ha comprati ai saldi, sono stati un salasso. Prima dell'acquisto, a casa mia c'è stato un simposio dal tema attualissimo e universale: con questa crisi che ci sconquassa, sarà mica un attimino indecente comprare dei sandali da centosessanta euri?

10 gennaio 2013

Il troppo stroppia, intervista di inizio 2013


Gattasorniona, ti posso disturbare per qualche domanda di inizio anno?
«Ma certo, caro intervistatore fantasma, chiedi quel che vuoi.»
Bene, secondo te, quando la "misura è colma"?
«La misura è colma quando inizia a provare un certo fastidio alle richieste più elementari. Mi fai quello? Mi fai questo? E via il primo moto è di insofferenza. No, non ti faccio un cavolo è la prima risposta che ti viene dal profondo del cuore, ma non puoi dire di no, anche per semplici ragioni di urbanità. Allora dici sì, ma lo fai controvoglia, sempre cercando di non concedere nemmeno una virgola in più ché tanto non verrebbe apprezzata, attaccandoti alle parole dette/scritte per poterti affrancare al momento opportuno dagli ingrati compiti. Perché tanto non ti vengono pagati, il lavoro non si pesa in certi casi.
Ma dopo tanti anni di professione...
«Appunto, caro intervistatore, proprio dopo tanti anni di professione. Quando lo sbattimento supera il guadagno e attenzione: con guadagno - anime belle - intendo cash, soldi, euri, €€€, bonifici, la grana... insomma qualsiasi valore che possa spendere subito dove mi pare per comprarmi quel che mi pare. Tutto il resto non conta.»
Grazie Gattasorniona. Propositi per l'anno 2013?
«Ma ti pare. Il 2013 sarà l'anno dell'Ariete, quindi non ho bisogno di fare propositi, verrà tutto da sé... ;)»

12 giugno 2012

Una lezione di economia da non perdere



Un'ora di lezione di economia da non perdere: Nino Galloni, economista e direttore generale del Ministero del Lavoro ripercorre la storia economica dell'italia dal dopoguerra a oggi. La crisi in tutti i suoi aspetti spiegata in modo chiaro, finalmente:
«Non ci dimentichiamo che alla fine degli Anni Settanta l'Italia aveva superato l'Inghiterra - e nessuno trent'anni prima poteva immaginare un risultato del genere - aveva quasi appaiato la Francia e stava minacciando la Germania. È uin quella situazione che si stabilsce in europa l'accordo per i cambi fissi...»

Da Il funzionario oscuro che faceva paura a Khol (link)

26 aprile 2012

Alla ricerca dell'espediente perduto

 Vintage Geekdom: Only suited for animal themed orgies.

- Sono troppo vecchia per fare l'olgettina?
- Purtroppo sì, altrimenti sarebbe bellissimo, pensaci: una strada in discesa.
- Mah, non son mica tanto d'accordo; io c'ho la fobia kafkiana della giustizia. Se dovessi presentarmi a un processo penale morirei di paura...
- Macché paura, figurati, in quel caso tu c'avresti Silvio a ricompensarti del tempo perduto e dello stress versato. Ti pagherebbe bene: in soldi "sonanti" e in poltrone prestigiose da fancazzista parassita.
- Sarà... però io non la voglio la poltrona. Faccio un mestiere tecnico, preferisco di gran lunga una sedia ergonomica a cinque zampe, fatta rispettando i requisiti funzionali previsti dalle norme di sicurezza sul lavoro, UNI...
- Vedi che non sai pensare in grande? Sei povera dentro, hai una visione limitata. Qui si tratta di fare un mucchio di soldi.
- Certo, un mucchio di soldi, ma devi anche andare a letto con quella cariatide del Berlusca. Non è mica facile, io non ce la farei.
- Lo so, queste son cose da professioniste, impossibile improvvisare. Infatti le bagasce in questo business fanno bene a prendergli un sacco di soldi a quel vecchio laido.
- A parte il trombarci, ma pensa solo a sentirlo chiaccherare. T'immagini che coglioni?
- Infatti. Lasciamo perdere, su.
- E vabbè, lasciamo perdere.
- Ma allora qual è la strada giusta per uscire da questa semi-miseria - data dalla crisi internazionale siamo sempre a rischio Grecia quindi è giusto pagare per debiti che hanno fatto altri che hanno visssuto al di sopra delle loro possibilità... ecc. - che mi avrebbe anche stancata?
- La risposta ce l'hai davanti agli occhi.
- Cioè?
- Il blog.
- Il blog?
- Sì, proprio il blog. Aprire un blog di successo e...
- Ma che cavolo dici? Il blog! Ma senti che bischerata. Siamo nel 2012, abbiamo più di dieci anni di esperienza alle spalle, e tu mi parli ancora di blog come fonte di guadagno? Suvvia, siamo realisti.
- Fammici pensare un attimo, allora.
- Sì ma fai una cosa di giorno, ché qui si diventa vecchi e le cose peggiorano sempre di più.
- La Grecia incombe su di noi. Tu lo sai come sono le cose laggiù adesso, vero? E alla televisione non dicono nulla, 'sti bastardi.
- E dagli con 'sta Grecia. Guarda che noi siamo diversi dalla Grecia, proprio come paese, come risorse, abbiamo industrie che la Grecia non ha e...
- Vabbè,  ma l'hai sentito Monti? Qui stiamo a rischiare grosso: tassare, tassare, tassare altrimenti è maiala per tutti...
- Io di Monti non mi fido, voglio le elezioni subito e partiti coraggiosi indipendenti da influenze esterne, con leader decenti e italiani più svegli. Chiedo troppo?
- Sì, chiedi troppo.
- Lo so.
- Ma questo non risolve il problema iniziale: cosa fare per sfangare questo momento di crisi?
- Qui non si fattura, ci sono le tasse, gli anticipi, cristi e madonne. La soluzione deve essere immediata e possibilmente poco ortodossa ché mi son rotta i coglioni di essere sempre quella "a modo".
- Mmmm... sto pensando. Hai qualche soldo da parte?
- Sì qualcosa, son vent'anni che lavoro. Ma poca roba.
- Ecco. Adesso è il momento di chiudere la P.IVA che tanto l'avevi aperta per forza e ti costa un sacco di soldi e di dichiararsi disoccupati: io sono di-soc-cu-pa-ta.
- E poi?
- E poi vedi, intanto ti sei levata da questo meccanismo. Sfancula lo sfanculabile.
- Beh, ha un senso, mi piace. E poi?
- E poi... Tu non sei religiosa, vero?
- No. "Dio vede e provvede" con me non funziona. Anzi, mi pare una stronzata.
- Allora la vedo dura.
- Vabbè, intanto esco dal sistema.
- Poi prepara la valigia.
- Ottima idea.

30 marzo 2012

Una bella giornata, con riserva


Mi sono alzata senza fretta, concedendomi la mia colazione preferita: tè verde, pane integrale, marmellata di fragole. Poi mi sono preparata per andare in centro. Ho fatto una lunga passeggiata, è pieno di turisti e di polline da far paura; la bella stagione è iniziata alla grande. Quando ne ho avuto abbastanza del sole e della gente, sono andata a rifugiarmi nell'ufficio di un amico. Mi sono accomodata sul suo divano comodo, ho fatto un po' di conversazione alternandola alla lettura del giornale.
Tempo di metterci al corrente sulle rispettive vite e sono uscita di nuovo andando verso la Feltrinelli di via Cerretani e poi alla Edison in piazza della Repubblica. Ho sfogliato qualche libro per aggiornarmi sulle ultime novità, capire se sia uscito qualche cosa di imperdibile (no, non è uscito niente del genere), finché mi ha raggiunta un'amica per il pranzo.
Abbiamo mangiato un boccone facendo conversazione. Dopo il caffè ci siamo salutate con molta calma. A quel punto sono andata a un appuntamento di lavoro sulle colline. Il cliente mi ha offerto un altro caffè e Baci Perugina. Abbiamo parlato con tranquillità di fronte a una finestra su al panorama mozzafiato della collina di Fiesole; i telefoni erano muti e non siamo mai stati interrotti. Adesso mi sento coccolata e appagata dalla bella giornata. Perché è una bella giornata.
Tuttavia poiché nella vita non esiste il godimento fine a sé stesso, adesso sono anche molto preoccupata. Il lavoro è calato. Tanto, per tutti. La crisi si percepisce chiaramente: è nell'aria, come questo maledetto polline che mi irrita occhi e naso di continuo; impossibile non farci caso. Siamo tutti in recessione. Godiamoci il sole, la conversazione con gli amici, le belle letture.

05 gennaio 2012

Ufficiali giudiziari e Paolo Fox

Giustizia e Oroscopo

Gattasorniona ci racconti come hai iniziato questo 2012?
«Ma ben volentieri, caro intervistatore fantasma. Allora in ditta sono arrivati due ufficiali giudiziari in due giorni - sì, proprio uno al dì - per tentare di consegnare degli atti. Siccome il titolare e destinatario delle notifiche è all'estero, nessuno li ha ritirati per paura di lasciare la firma su roba che sicuramente finirà in tribunale. Ecco, questa è la notizia del giorno. Ed è anche la notizia clou di ieri. E questo mi fa riflettere, perché è inutile cercare spiegazioni di questa depressione cronica nei massimi sistemi, nelle micragne della vita contemporanea, nei vent'anni di berluconismo e altre bischerate new age. Perché quando si fa una vita come la mia è inevitabile diventare un tutt'uno con lo spleen depressivo. Diciamo che fa parte del gioco.»

Allora, come reagire? Qual è il modo di sfangarla?
«Non ne ho idea, sto ancora cercando la magica ricetta esistenziale che mi salverà da 'sto baratro nero che m'insegue inesorabile. E questa ricerca mi porta a esplorare territori inaspettati e spesso piacevoli, ad ascoltare le esperienze di persone che alla fine hanno trovato la loro formula per non lasciarsi sopraffare dalla quotidianità melmosa che ci lambisce tutti, di continuo.
Adesso so che la ricetta è molto personale e gli altri, se scelti con cura, possono solo essere fonte d'ispirazione e di conforto. Ma trovare l'alchimia giusta tocca solo a me. E questo lo posso fare anche trovando il coraggio di sfanculare le cose che, sulla base di esperienze passate, so già che non mi porteranno alcun giovamento, né vantaggi.
Perciò lo scrivo chiaramente: addio Paolo Fox, mi hai delusa, non ne hai azzeccata una nel 2011. D'ora in poi si torna da Rob Brezsny

03 gennaio 2012

3 primi piatti di alta gastronomia, ma dalla semplicità disarmante, che ti faranno impazzire

La mia spesa di ieri sera che ha ispirato questo post con dedica finale.

Dicono che nevicherà presto. Dicono. Allora a questo giro mi sono premunita in anticipo, in caso rimanessi bloccata in casa come l'anno scorso. Se dovesse succedere, infatti, avrò carboidrati e proteine vegetali a tirarmi su il morale per tutto il tempo che sarà necessario. Senza l'urgenza di ritornare nel mondo a tutti i costi come accade quando certi eventi straordinari ti prendono alla sprovvista e ti manca sempre qualcosa di fondamentale per riuscire a goderteli. E poi ci sono dei cibi che io collego direttamente allo stare in casa e all'inverno.
Tipo le penne lisce Barilla, cottura otto minuti di saggezza popolare pura: dove c'è Barilla c'è casa, perché dove c'è casa c'è pastasciutta.Voilà servito il sillogismo culinario dell'abbrutito. E io mi ci ritrovo  in tutto ciò. Eccome. Tornando allo specifco, io sostengo che penne lisce siano fatte apposta per essere abbinate al tonno. Non ammetto repliche: si tratta di un abbinamento perfetto. In questo caso ho scelto tonno al naturale poco calorico, ma che alla fine condirò con olio di olive mediterranee a crudo, per ottenere una pasta al tonno coi fiocchi. Mi raccomando: la vera pasta al tonno è soltanto quella fatta con la "ricetta dello studente", ché tutte le altre varianti sono solo dei volgari tentativi di rendere trendy il cibo che ci ha accompagnati negli anni dell'Università, se si è stati studenti fuori sede o se si frequentavano tanti fuori sede, come nel mio caso. Quindi fare la pastasciutta così provoca momenti proustiani a sfare, con spleen e struggimenti sul tempo che fu, ecc. Con la pasta al tonno si aprono dei mondi dimenticati e mi pare una gran cosa.
Poi ho acquistato dei magnifici ditali rigati con trafilatura al bronzo, qualsiasi cosa sia la trafilatura al bronzo non son mai riuscita a capirlo e ora che ci penso non m'interessa nemmeno approfondire l'argomento, btw. Ditali rigati biologici-mio-malgrado e integrali, sempre marca Coop. A dire il vero è un po' cara come pasta, l'ho pagata sugli 83 centesimi contro i 50 del mezzo chilo della Barilla, ma va bene così:  una volta ogni tanto si possono fare certe pazzie in cucina. A questa pasta ci abbino sempre e solo delle lenticchie coop, ovvero: lenticchie secche, reidratate e poi confezionate immediatamente per mantenerne inalterato il gusto. C'è scritto proprio così sull'elegante confezione in brick e io ci credo. Anche questo piatto va eseguito sempre con la "preparazione dello studente": stesse emozioni, stessi momenti proustiani, stesso riaffiorare di mondi remoti e via discorrendo.
Infine l'ultimo piatto del mio kit emergenza-neve: un ottimo riso Carnaroli indicato per risotti speciali, abbinato sapientemente a piselli finissimi raccolti e lavorati in giornata e anch'essi confezionati in brick. Da prepararsi, manco a dirlo, pure questo con la ricetta dello studente così si porta dietro tutte le suggestioni di cui sopra.
Ecco tre abbinamenti gastronomici ideali, con cui iniziare l'anno e affrontare i rigori dell'inverno, che dedico con tutto il cuore alla mia amica L. grande gourmet e pioniera del gusto, anche se non credo legga 'sto blog. Ma non ha importanza.
Infine, ci tengo a precisare che questo post di alta gastronomia non è una marchetta alla Coop. Nemmeno per sogno, sia chiaro. Ieri per caso ho fatto la spesa lì e ho preso i loro prodotti, ma potevano essere benissimo dell'Esselunga, della Conad, del Lidl, ecc. ecc.

23 dicembre 2011

Parenti serpenti: il consueto post di Natale e lo spirito delle Feste


Prima di tutto Auguri di Buon Natale e Buone Feste a chi si trovi a transitare da queste parti. Forse scriverò ancora prima di Natale, forse no. Di sicuro andrò in giro per i blog preferiti a lasciare auguri e a leggere gli ultimi aggiornamenti.
Chiedo scusa, ma in questo periodo sono in una "fase-blog" in cui mi risulta molto difficile non scrivere del lavoro. E mi fo uggia da sola, figuriamoci a terzi. È che c'ho una specie fissa. Più che una fissa è un rimuginare continuo, incredulo. Ecco. Perché, porca miseria, non ero mai stata a lavorare in un ufficio così inefficiente e devo andarmene prima di perdere l'ultimo barlume di lucidità mentale. Adesso, per esempio, ci sono trenta gradi. Problema con la caldaia che dura da giorni perché qui non sono avvezzi a chiamare i tecnici se si rompe qualcosa. Ignorano come facevo io nei primi tempi della mia vita da single (linkerei il post se Splinder non fosse in fase terminale e tutto il mio vecchio blog è ormai irrecuperabile, ma so come rimediare ;). Comunque meglio questo caldo del gelo, certo, anche se ci sono state controindicazioni pesanti. Tutti ci siamo ammalati, con febbre altissima e dolori dovuti all'escursione termica tropici/artico che ci viviamo sulla nostra pelle. Tutti i giorni perdo sangue dal naso, copiosamente, perché si sa: super caldo vs superfreddo facilita queste cose. Ossignore, benedico l'anonimato di questo blog - che ho avuto il buon senso di non infrangere quasi mai in tanti anni di onorata carriera da blogger - perché adesso posso scrivere quello che mi pare. Ovvero che lavoro per gente demente e tanto, ma davvero tanto, incompetente. Al titolare l'unica cosa che interessa è la macchina super lusso che ha sotto il culo ogni momento che può. Ma è una tendenza che ho riscontrato spesso in un sacco di ditte, mica solo qui.
Un passo efficace per migliorare la bolsa classe imprenditoriale italiana - che suggerirei a un governo italiano quasiasi purché dinamico e sveglio (!) - sarebbe abolire all'istante qualsiasi forma di leasing sulle auto di lusso. Vuoi fare l'imprenditore? Bene, per legge scordati il SUV a spese dell'azienda - compratelo coi risparmi personali se ti pare - tanto ti fa solo rincretinire e poi non sai nemmeno guidare. Un tempo attribuivo certi eccessi a una diffusione mostruosa della cocaina. Ingenuamente vedevo cocainomani dappertutto. Invecchiando ho cambiato la mia percezione del mondo: adesso vedo stupidi dappertutto. Per chi fosse interessat* al tema suggerisco la gradevole sempre attuale lettura o rilettura de "le tre leggi della stupidità umana" di C. M. Cipolla (professore emerito di storia economica a Berkeley, mica uno ripescato dalla piena). Per la cronaca: io sono convinta di non far parte del gruppo degli stupidi ma di essere una bella rappresentante di quello dei "disgraziati/sprovveduti", altrimenti tutta una serie di cose della mia vita non si spiegherebbe.
Evabbè. La sto tirando per le lunghe. Ma sono in una pausa pranzo differita e solitaria e c'ho da sfogarmi. E poi in questi giorni sono più nervosa del solito. "Ho un nervo per capello", come mi ha detto al telefono un'amica esasperata perché la stavo facendo aspettare troppo senza riuscire a decidermi sull'orario di un appuntamento. C'è il Natale alle porte e tutti gli anni io sono agitata perché mi ritrovo in un vortice di impegni familiari a cui faccio sempre più fatica ad adattarmi. Ogni tentativo di cambiare certe dinamiche - anche di poco, per carità, ché nostro malgrado qui si segue la filosofia dei piccoli passi, ndr - diventa uno scontro con le alte geriatrie gerarchie familiari che in effetti è meglio evitare. Oppure se proprio scontro dev'essere, allora va programmata una strategia di guerra, sulla falsariga della letteratura del Machiavelli. Comunque sia, il risultato è che a Natale mi girano sempre più le scatole. E quest'anno auspico con tutto il cuore che la profezia dei Maya non sia solo una panzana new age; infatti spero con tutto il cuore che davvero l'anno prossimo succeda qualcosa che cambi un po' il corso del mondo. O almeno nella mia famiglia.

21 dicembre 2011

La Alba Parietti e la crisi economica


Mesi fa avevo salvato questa foto della Alba P. perché ci volevo scrivere un post. Mi aveva ispirata di brutto, sia la foto sia la frase completamente senza senso. Per circa due minuti, credo. Poi l'avevo rimossa dalla mente e dimenticata sul desktop in mezzo a una caterva di foto di gatti e di animali vari che raccolgo continuamente, in quanto zitella 2.0.
Sono malatissima, oggi. Influenza. Non sono andata in ufficio. Quando ho chiamato per avvertire mi hanno detto che sono ritornati tutti a casa perché son saltate le linee telefoniche. Mi scappa da ridere. Lavoro in un ufficio che non paga le bollette (no, non credo alla panzana del guasto, dai). Allora ho passato una mezz'ora su Skype con la mia collega S. aka Ridens. Sì perché io ho una collega che ride nervosamente di continuo, tipo tic nervoso. Eccallà. Quando è al telefono guai a incrociare lo sguardo col suo: sennò si mette a ridere e il suo interlocutore si sente preso per il culo con conseguenti scazzi e parti di merda, che alla fine fanno irritare Ridens perché lei ancora non si rende ben conto delle implicazioni del suo "problema". Considerando, poi, che l'ottanta percento del suo lavoro si svolge al telefono, praticamente io giro sempre a sguardo basso per la ditta, proprio come se avessi a che fare con un mostro demoniaco dai poteri extraterrestri, tipo Medusa. E non sempre questo accorgimento è sufficiente a sfatare quei risolini nervosi. Comunque Ridens mi ha detto che è piuttosto preoccupata perché ha notato che in ufficio ci sono delle cose che non vanno. E brava Ridens. Maremma santa, "cose che non vanno" mi pare un eufemismo fighetto: sta andando tutto allo scatafascio. E già da un bel po'. Il lavoro è diventato congiunturale al cento per cento e non ci posso fare nulla. Mi sono rassegnata. E poi: chissà se la Alba Parietti risente della crisi economica. Così, tanto per curiosità. buzzoole code

07 dicembre 2011

La crisi, la manovra il divano e Bree Van de Camp


Ieri sera ho bevuto 1,2 litri di camomilla ma non sono riuscita a prendere sonno prima delle due e trenta del mattino. Tutto è cominciato quando ho avuto la bella idea di interrompere la sacra visione divaneé di un episodio di Desperate Housewives per guardare, quasi in tempo reale, il monologo di Mario Monti al programma di Vespa, dove era andato a illustrare i punti salienti di 'sta finanziaria "spaccaossa". Non entro nel merito perché non ho ancora avuto il coraggio di leggere la manovra (però ho il file sempre qui con me, nella chiavetta usb che tengo al collo; perversa, vero?), ma si sapeva da mesi, mesi e ancora mesi (fanculo Berly & Co.) che la situazione è davvero brutta. Tuttavia la cura proposta mi sembra raffazzonata oppure preparata con cura machiavellica da un manipolo di entomologi sociali di provenienza aliena, dipende dai punti di vista.
A quanto ho potuto capire, infatti, mancano alcuni grandi temi che mi stanno molto a cuore e che di solito influenzano il mio voto. A proposito: contrariamente ai più, io sono tra quelli che spera di votare presto. Comunque, dopo aver sentito tutto il discorso di Monti, interrotto di tanto in tanto da un Vespa gongolante e abbronzatissimo... ma forse è il mio monitor che fa così, perché ora che ci penso ieri anche Bree Van de Camp aveva un bel colorito sano e lei di solito è così diafana... ma sto divagando. Insomma, dopo aver sentito tutto il discorso di Monti, averne apprezzati gli aspetti didattici ed espositivi, adesso non sono affatto tranquilla. Per nulla. Ho dei brutti presentimenti per il mio, nostro futuro. Non so come ma Monti non è riuscito a convincermi della bontà di questi sacrifici, però mi ha convinta benissimo che a breve ci sarà una nuova emergenza nazionale (o europea che poi è quasi lo stesso) e nuove misure sanguinose. Lo sento. E poi una la notte non dorme.

14 novembre 2011

Vita in un ufficio al tempo della crisi infinita: austerity ah ah ah


Mi piacciono un casino i momenti come questi. Ufficio deserto, tutti fuori a prendere il caffè e a far due passi. I telefoni sono calmi e la temperatura ambientale è stranamente accettabile. Niente ipotermia, oggi. Di lusso. Di solito trascorro i momenti di tranquillità come questi, scartabellando con morbosa necessità una cartella mastodontica di nome appoggio_doc_bk piena zipilla di documenti vecchi che qualcuno ha abbandonato sul mio pc. Per farla breve: "braco" alla grande che è successo in questa ditta prima che arrivassi io, perché quando ho preso informazioni su questo posto sapevo che sarei approdata in una situazione non facile e... porca miseriaccia ladra, nelle mie esplorazioni telematiche trovo solo conferme a tutti i miei timori. Chi a suo tempo mi ha dato le informazioni fu anche troppo misurato. Qui siamo su un Titanic, ma molto meno elegante. Mi rendo conto che mi devo cercare un altro lavoro al più presto ché qui non hanno i soldi per pagare il telefono dei rappresentanti né l'assistenza tecnica. I server vengono attaccati in media una volta al mese da pirati informatici scrausi - suppongo, perché altrimenti attaccherebbero aziende serie; noi non si fa curriculum - che cancellano tutto, piazzando schermate blu elettrico e musica Heavy Metal al posto delle nostre applicazioni. Ma c'è poco da fare, la mancanza cronica di manutenzione si fa sentire a tutti i livelli. Il mio pc è un bolo di virus incarogniti e software craccati con l'accetta che mandano in tilt il sistema almeno una volta al dì. Ma non c'è nessuno che lo ripari perché son cose note: l'assistenza tecnica costa. A dire il vero con la collega abbiamo provato a sistemarlo noi. Ma la copia taroccata di Windows Vista che si ripropone in continuazione, tipo peperonata con le bucce, non ci ha permesso di arrivare molto lontano. Tutto ciò è così italiano mi ha detto lo Stanis la Rochelle di turno quando gli ho raccontato come funzionano le cose nel mio ufficio. Mah.
La foto l'ho trovata in un blog fuori di testa che ho salvato immediatamente tra i preferiti, nella cartella "imprescindibili": fantozziade.blogspot.com, ogni post, un fotogramma del film Fantozzi.

10 novembre 2011

Attività oniriche interessanti in tempo di crisi globale: nuove opportunità professionali

Stanotte ho sognato che di lavoro facevo la stampatrice di denaro personalizzato. Ma tutta roba legale, eh! Avevo un mio studio, proprio come quelli dei tatuatori, solo che ci fabbricavo i soldi. I clienti facevano le loro richieste e io gli stampavo i soldi a loro gusto: con le immagini dei gatti di casa, con i personaggi dei cartoni animati, con i ritratti di parenti e fidanzati, oppure creavo simpatici fotomontaggi con personaggi famosi, ecc. Ed ero anche piuttosto brava a disegnare: le banconote venivano fuori davvero belle.
Ecco, in caso di default italiano e uscita dall'Euro, mi propongo fin d'ora al Ministero del Tesoro e alla Banca d'Italia, come designer di banconote: c'ho tante idee in testa...

31 ottobre 2011

Momento frù frù

In tutta la mia vita professionale, non ho mai affrontato degli alti e bassi come in questo periodo, delle vere e proprie montagne russe. Ne soffre tutto l'ufficio. Nell'arco delle ventiquattr'ore si passa dall'esaltazione più totale alla depressione più cupa. Tutti. Certo, in questi casi il contesto è fondamentale e gioca un ruolo chiave nell'eziologia della nevrosi collettiva. Se l'ufficio è popolato e guidato da pazzi esauriti che navigano a vista, allora anche per me sarà molto più facile cadere preda degli sbalzi di umore repentini. Che poi gli sbalzi di umore in sé sarebbero anche gestibili. Il problema è che nel mio caso ho tutto il pacchetto completo: insonnia, disturbi intestinali, gastrite, fame e voglia di fumare isteriche.
Quando attraverso un periodo come questo, chiamiamolo frù frù per comodità, penso sempre a cambiare qualcosa della mia vita, a mutare direzione. Che poi il cambiamento si può chiamare in tanti modi: la chiave di volta, l'apripista, il mule, l'evento x, il big bang(!), ecc. Non ha importanza il nome, ma l'energia fresca e le prospettive nuove che ne dovrebbero conseguire. Purtroppo a questo giro sono a corto di idee e di energie. Non mi resta che sperare in una bòtta di culo provvidenziale. Ma faccio fatica a crederci.

12 ottobre 2011

Effetto Zoolander e Grande Crisi


Nella ditta "nuova" dove lavoro hanno giù cominciato a fare i furbini e a pagare in ritardo. Da qui la necessità di scrivere questo post di sfogo: è la mia auto-terapia preferita. Attenzione: la ricetta contiene succo di bile allo stato puro e parolacce q.b.
E poi io col lavoro ne ho passate troppe e adesso non lascio correre più nulla. Specialmente quando mi rendo conto che la Grande Crisi viene presa a pretesto per fare gli stronzi. Ma rimaniamo sul punto e ritorniamo al mio ufficio. Il titolare è un classico, passa dall'arroganza al piagnisteo con tutti: clienti, collaboratori, dipendenti. È simpatico anche se un po' cafone, però lui è convinto di essere chic. Nonostante tutte le arie da imprenditore vissuto che si dà, in realtà è solo un parvenu del mestiere: finirà stritolato al primo alito di vento. E questo non mi fa stare tranquilla per nulla, perché di questi tempi le ventate sono improvvise, gelide e distruttive. Metaforicamente parlando, naturalmente.
Comunque oggi il tipo s'è incazzato perché nessuno di noi ha pensato di pubblicare sul blog aziendale du' parole di cordoglio per il povero Steve Jobs. Porca miseria. È vero, siamo stati dei brutti snob: potevamo pensarci e scrivere una cosa originale, qualcosa che non si sia letto da nessun'altra parte, tipo: stay hungry, stay foolish... per esempio. Invece nulla, abbiamo soprasseduto, non siamo sincronizzati con il presente.
Mentre ascoltavo questa parte di merda, pensavo che come minimo il povero Steve Jobs si starà girando nella tomba nel vedere come il capo usa il suo stilosissimo Mac Air, sottile come una fetta di mortadella coi pistacchi. Non gli riesce usarlo, non ce la fa proprio, s'incasina anche sui tre pallini: rosso, arancio e verde, questi sconosciuti. Una cosa da non credere, pare ci sia candid camera perché non si può essere così maldestri senza una precisa volontà d'intrattenimento.
Però, ripensandoci, il capo non è mica l'unico con il "Mac-handicap"; mi capita spesso di partecipare a riunioni di lavoro con gente che ha l'ultimo modello di laptop Mac in bella vista e poi non lo sa usare e lo maltratta con zampate da primate. Un tempo i soggetti dello stesso stampo sfoggiavano i Rolex alle riunioni aziendali. Ma il Rolex faceva tutto da sé, bastava solo caricarlo di tanto in tanto. Il computer è un pochino più complesso, necessita di un minimo di applicazione per impararne le funzioni base. Sennò scatta l'effetto Zoolander.