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05 agosto 2014

Il deserto dei tartari sotto casa

Mi aggiro di notte nel mio appartamento, scalza e in mutande a vita alta, come piacciono a me. Solo un giro di controllo prima di rimettermi a dormire. Il condominio sembra un altro, non ci sono i rumori di sempre.

Non so in quanti sono rimasti a casa, però sono sicura che almeno quelli di sopra siano approdati in altri lidi: son diversi giorni che non sento cadaveri spostati ad ore improbabili e le consuete gare di biglie di acciaio lungo il corridoio.

04 agosto 2014

Kill the algorithm: i micidiali call center estivi



Sempre più spesso le telefonate dai call center mi riempiono di livore*. Specialmente quelle estive. Specialmente quando rispondo da casa dei miei genitori perché, ogni volta, mi imbatto in operatori squallidi, arroganti, che pensano di parlare con persone anziane, impressionabili e raggirabili a loro piacimento. Alcune di queste telefonate hanno tutta l'aria di essere delle truffe belle e buone (purtroppo ho una certa esperienza in merito).
Tuttavia mi scoccia che non ci sia modo di segnalare questa gente alle autorità (magari facendo un numero apposito, subito dopo aver ricevuto la telefonata molesta)**.

31 agosto 2013

Buon anno!



Il mio agosto 2013:
Uso della bici: quotidiano (o quasi);
Notti insonni: 3 o 4 (evvai!);
Litigate telefoniche con mia madre: 1;
Attacchi di claustrofobia: 1 (maledetto ascensore senza specchio);
Attacchi di agorafobia: 1 (chiesetta di campagna: mi parevi innocua e invece...);
Attacchi di panico: 0;
Panini al lampredotto: 0;
Sbronze: 1;
Momenti di riflessione polemica e angosciata sul futuro prossimo venturo (Grecia, ti stiamo raggiungendo in allegria): tutti i giorni, più volte;
Feste: 1;
Cene con amici: 2;
Appuntamenti rimandati perché tanto è agosto e "non c'è nessuno" si fa a settembre quando siamo tutti: perso il conto, ma tanti;
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Intervento di emergenza per assistere amica in profonda crisi esistenziale: 2;
Utilizzo della fontanella di piazza Signoria: quasi quotidiano;
Magone allo stomaco, senza un motivo apparente, gratis, diciamo: tutti i giorni, per 10/15 minuti in media;
Episodi de I Soprano: intorno ai 20, forse qualcosina in più;
Libri letti: 4 o 5;
Barattoli di marmellata consumati per colazione: quasi 2;

25 agosto 2013

Abulia d'Agosto.



Praticamente sono al pascolo. Non ho voglia di fare niente: un momento di apatia totale che sconterò nei mesi autunnali con gastrite, insonnia ecc.
Ho passato un Agosto inutile, apatico, bolso. Ho svolto perlopiù attività inutili, anche se ho superato lo shock da incidente con pirata della strada e ho ripreso ad andare in bici senza paura e di questo sono contentissima. Agosto non è ancora finito, però intanto mi avvantaggio col resoconto. Veloce, ché la giornata è splendida e me ne voglio andare in bici.
L'unica cosa "concreta" che ho fatto in questo mese e di cui sono contenta: ho finito (per l'ennesima volta, da un anno a questa parte) il mio nuovo libro. Dopo le revisioni dei mesi scorsi - grazie ai cari amici Gatta e Mauro per i preziosi consigli, che ho seguito e di cui parlerò successivamente, in un post a parte - adesso il racconto ha preso un'altra piega e mi piace di più, anche se nel frattempo mi sono venute idee nuove e c'è ancora molto da lavorarci (ma non so ancora quando lo pubblicherò, le Edizioni il Piccione devono pazientare).
Poi ci sono stati i Soprano che non conoscevo quasi per niente. Bello, l'ho visto più di metà, posticipando all'anno prossimo la seconda visione di Lost che avevo programmato per questi mesi estivi.
Poi c'è stata la graditissima serie dei Labrancoteque, l'egozine di Tommaso Labranca. Uno più bello dell'altro, scaricateli se non l'avete ancora fatto. Il penultimo, per esempio, contiene tutti gli scritti labranchiani in tema "Madonna" (quella profana, ça va sans dire). Ma non finisce qui: nel n. 4 c'è una mia intervista a T.La. Soddisfazione tremenda.
Tuttavia il mio preferito è il 6: monotematico, è il racconto di un viaggio a Liverpool, che ho già ho riletto più volte.
Altra cosa appassionante sono stati i programmi di Real TV. Forse dovrei mostrare un po' di amor proprio e vergognarmi come una ladra a confessare candidamente tutto ciò. Ma il dovere di ciana mi spinge a raccontare che mi ci sono tuffata come una drogata in crisi di astinenza, sentendomi in colpa dopo ogni dose. Proprio come quando mangio la pastasciutta troppo spesso.
Programmi assurdi, dove ogni mestiere diventa protagonista. Per esempio c'è quello sui rigattieri (ma lì hanno un nome cool che adesso non ricordo), tizi che vanno alle aste dei garage/magazzini abbandonati per comprare cianfrusaglie e poi le rivendono. Poi c'è il programma dei tizi, buzzurri all'ennesima potenza, che fanno recupero crediti. E poi quelli più inquietanti, i tizi che hanno la mania di raccattare di tutto e vivono in case stipate all'inverosimile di schifezze da cui non si possono separare. Questi mi interessano anche a livello personale. Io vivo in una casa pressoché vuota (l'ho scritto tante volte), patologicamente sono tutto l'opposto di questi "accumulatori" (li chiamano così). Chissà come si chiama la mia passione per il vuoto domestico e chissà se prima o poi ci faranno un programma tv.
Sono opere di puro montaggio paraculo, dal ritmo veloce e dai contenuti sempre uguali, con ripetizioni continue, modello Teletubbies. Roba ipnotica.
Tra questi, il mio preferito credo sia Breaking Amish, che è anche quello più strano. Racconta di quattro tizi Amish che mollano la fattoria e la parrocchia in campagna per andare a cercare fortuna a New York (lo guardo online, in caso interessasse l'approfondimento).
Ed è subito autunno.

02 agosto 2013

L'assedio


Il rumore di un battito d'ali, simile a un grido strozzato. Rimango di sasso. È il piccione che si avvicina alle serrande abbassate. Lo sento quando si posa sul davanzale anche se non emette nessun rumore. Sono fuori, lo vedo lassù che finge di guardare lontano, mentre scagazza sul mio cornicione. Sono dentro, io so che è lì. Gruga all'improvviso, le mani si bloccano sulla tastiera. L'azione comincia, scateniamo l'inferno. Il caldo fiaccante sparisce in un istante, l'aria ritorna respirabile, l'attenzione è tutta lì fuori, a pochi centimentri. Bastardo, cadrai sotto i miei colpi. Mi alzo lentamente, anche il più piccolo rumore potrebbe far scappare la preda. Ma io oggi voglio il mio tributo di sangue, mi spetta, ho accumulato l'anzianità necessaria, santo cielo. Afferro l'arma e mi preparo al fuoco. Al corpo, devo mirare al corpo. Faccio piano, mi metto in posizione, pronta alla raffica definitiva. Con l'altra mano afferro la fettuccia della serranda, in alto, perché il colpo deve essere uno e secco. Mi acquatto, devo fare pipì, ma ora non è il momento dei bisogni corporali. Ora è il momento dell'azione. Colpo secco. La serranda si alza. Faccio fuoco, anzi acqua, lo schizzo fa un arco nel cielo. Il piccione è lontano, questa volta illeso. Vado in bagno per pipì e ricarica di pistola ad acqua, cantando fiera dilegua, o notte, tramontate, stelle, all'alba vincerò, vincerò, ecc.

23 agosto 2012

Sul caldo torrido a #Firenze

A Firenze fa un caldo cane, perciò mi sento in dovere di farne un post. È emergenza Arno, emergenza anziani, emergenza acqua, emergenza gente che vive nei sottotetti e rischia la liquefazione ogni volta che mette piede in casa. Insomma, c'è un caldo potentissimo che non dà tregua. Il comune ha pure rilasciato un dataset dei luoghi freschi, i posti dove si può andare a trovare un po' di refrigerio.
Soffro di insonnia amplificata dal caldo atroce, naturalmente, ma con l'età son diventata pigra e non esco più in giro di notte - come facevo una volta agli albori del blog - a prendere il fresco e a godermi gli scorci suggestivi che offre tanto generosamente la mia città. Infatti ho notato che, svoltati i 40 (anni, non gradi!), l'insonnia mi prende domestica, con camminamenti nervosi lungo il corridoio, soste lunghissime alla finestra della cucina per carpire anche il più piccolo alito di vento e una voglia di fumare che mi porta via. Tutto qui, niente più girate notturne in motorino. Infine ritorno a letto esausta ma anche soddisfatta di me perché ancora non ho ricominciato con l'odioso e costoso vizio, nonostante tutto. Evvai.
Poi mi annoio, cosa che d'inverno non mi succede, chissà perché, allora faccio cose a caso tipo iscrivermi a Linkedin e ora ho il profilo anche lì con tutte le mie attività professionali che mi danno tanto lustro. È un profilo molto bello e ci tengo a condividerlo perbene anche qui: http://www.linkedin.com/in/gattasorniona. Credo di aver spammato un po' di contatti con questa cosa, chiedo scusa, ma all'inizio non ero padrona del mezzo. Ora men che mai, ma mi è già passata la voglia del giocattolo. Adesso, per esempio, potrei andare a cuocere un uovo al tegamino sulle panchine di piazza S. M. Novella. La carne no, c'hanno bell'e pensato:

26 giugno 2012

Noi uncool


Punto della situazione di un estate da sfigata.

Noi uncool, per gli amici sfigati cronici, in estate siamo preda di depressioni piuttosto devastanti. Tutti, infatti, hanno delle cose fighissime da fare e una vita sociale incredibile, posti meravigliosi per trascorrerci i fine settimana ed eventi glam in città a sfare. Ho calcolato che in estate il settanta, anche ottanta per cento delle persone che conosco diventa irreperibile e più fumoso del solito al momento di fissare anche un'uscita banale, tipo un cinemino. Ma tant'è, non voglio entrare nell'intimità di questa massa di fortunati con la socialità pregna che mi gravitano intorno facendo sempre cose fantastiche. Potrei sembrare invidiosa. Io la mia estate me la trascorrerò quasi tutta a casa, ho un po' di lavoro adesso e dopo mesi di calma piatta è ossigeno miracoloso, perciò non mi posso muovere finché non finisco l'incarico. E quando finirò sarà già ora di ricominciare. Il che va bene, figuriamoci, meglio così che non aver lavoro. Tuttavia è anche molto deprimente perché non c'è nessuno in giro e un cinema, un aperitivo, una birra in compagnia sono già diventati un problema, come di solito accade nelle due settimane centrali di agosto, in cui regolarmente inizio a parlare da sola di fronte agli specchi di casa. Quindi ho deciso di organizzarmi delle attività da fare a casa, per trascorrere la sera del "quality time" in compagnia me stessa. Accetto suggerimenti, naturalmente; ci sarà pur qualche sfigata o sfigato come me che passi da queste parti... Prima di tutto, come faccio ogni estate da tre anni a questa parte, ho da leggere altri tre o quattro libri del ciclo di Dumarest, la saga di fantascienza di EC Tubb in 33 romanzi, tutta piena di viaggi nello spazio, pianeti di ogni genere con un protagonista davvero figo. Poi sto scrivendo un altro ebook che pubblicherò con le mie edizioni Il Piccione appena sarà pronto, a questo punto a settembre, forse più in là, vediamo.  Non ne anticipo il tema, faccio la misteriosa. Poi...  tempo per il post scaduto in questa pausa pranzo pomeridiana e caldissima. [continua...?]

24 agosto 2011

Agosto in città e scie chimiche

Stamani ho avuto difficoltà a trovare un bar aperto nel solito tragitto casa/ufficio. Tutti chiusi per ferie. Eppure lavoro in centro e abito in una zona molto popolata. Certo, potevo deviare il percorso e cercare un bar alternativo, ma ero sicura che ne avrei trovato almeno uno dove far colazione passando dalla solita strada di tutti i giorni. Invece mi sbagliavo. Però pensavo che, porca miseria, Firenze è una tra le città più turistiche del mondo, questa morìa d'agosto non è mica bella. E pensavo anche che se io potessi andrei in ferie in altri periodi, tipo ottobre o febbraio, col cavolo che c'andrei d'agosto. Nel frattempo è arrivato il collega salutista che mangia solo gallette insipide a base di polistirolo espanso, dicendo che son sane e che tutti dovrebbero fare come lui e che la caffeina è veleno! Fin qui nulla di male se non fosse che il collega salutista è in sovrappeso quanto me. Allora penso che ci sia qualche cosa che non torna nel suo regime alimentare, ma mi guardo bene dal farglielo notare, perché non voglio ritrovarmi in una discussione sulle disfunzioni dei cicli metabolici, l'ipotiroidismo, le scie chimiche (infila questo topic dappertutto) e altre cose così. Allora sono andata al minimarket all'angolo e ho comprato delle merendine di una sottomarca sconosciuta e un succo di frutta altrettanto poco blasonato. Poi ho fatto colazione seduta sugli degli scalini all'ombra di una chiesa e alla fine sono stata pure contenta di non aver trovato il bar aperto.