Diario del fine settimana: colazione e momenti dimenticabili in società


«In casa tua l'unica cosa decente da leggere è la Bibbia.»
«Possiedo una Bibbia?»
Conversazioni casuali davanti al frigo. Colazione a base di tè, uva e Palmine questa mattina che sembra estate e invece non lo è più. Mentre sorseggio il tè verde bio marca Coop, guardo il palazzo di fronte e penso che non sono ancora andata al mare quest'anno. E adesso c'avrei proprio voglia di stare sul bagnasciuga coi piedi a mollo. Un tipo su un terrazzo fuma una sigaretta, tutto preso da quello che sta succedendo giù in strada. Mi affaccio incuriosita: in strada non c'è niente. Fuma pensieroso, indossando una tuta da ginnastica e dei mocassini marroni. Ma non rido del suo look allucinato, non me lo posso permettere, ci mancherebbe. Sono troppo consapevole della mia mise casalinga. Evito descrizioni umilianti, dico solo: ciabatte di spugna e pareo. Ripenso al mare, vorrei essere sulla spiaggia, adesso, a passeggiare. Oppure nella pineta in bicicletta. Mi mangio l'ultima Palmina ché son come la droga ed è un casino smettere.
«Posso usare il computer per fare un giochino?»
«Giochino?»
«Sì, il solitario.»
Perché il sabato mattina per me è sempre abbastanza melenso. Ma stamani c'ho lo spleen più accentuato e non me lo so spiegare. Allora analizzo la mia vita dei giorni scorsi, per scoprirne la ragione. C'è sempre un motivo quando girano le scatole. E infatti il motivo eccolo là: è tutta colpa di una cena a cui ho partecipato l'altra sera, a casa di un'amica di un amico. Una tizia sedicente scrittrice che ha pubblicato a pagamento un fascicolo di racconti su noi donne quarantenni, mi pare, e ha deciso di fare una presentazione dell'opera in casa sua. Quando sono arrivata nessuno mi ha salutata, nemmeno la padrona di casa sedicente scrittrice, che mi ha allungato una mano molle, tutta ingrugnita, per poi darmi subito le spalle e continuare la conversazione con un'altra tipa che non ha risposto al mio saluto. A quel punto io ero affascinata: mai vista una faccia così di culo. Il mio amico Gianni era da solo in cucina a preparare la pasta per tutti. La tipa sedicente scrittrice infatti aveva preparato solo una tavolata di fortuna nel corridoio di casa, infischiandosene del cibo. Naturalmente i posti erano insufficienti per tutti gli invitati. E comunque cazzi degli ospiti. La tipa sedicente scrittrice continuava la sua conversazione senza considerare nessuno. A me è toccata una sedia da bambini, di quelle basse basse, che ho sperato di sfondare con il mio culone importante, ma che invece ha resistito. Mentre in un angolo mangiavo pasta scotta, senza sale, condita con pomarola in barattolo da due soldi, mi è venuto in mente il protagonista di 78.08 di Tommaso Labranca che si viene a trovare in una situazione analoga (a dire il vero meno dramamtica della mia, ma tant'è). Allora ho fatto mente locale, mi sono avvicinata all'uscita e sono sgattaiolata via sorridendo felice alla tipa sedicente scrittrice che proprio in quel momento mi stava guardando perplessa. Libertà. Diobono. Libertà. Il mio amico Gianni non l'ho più sentito. Sarà ancora lì a ramazzare la stanza.

8 commenti:

  1. sono appena tornata dall'Esselunga, con le palmine.... erano scontate, ma le avrei prese lo stesso...

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  2. madonna mia...Lo vedi perché mi nascondo? Gli scrittori sono stronzissimiiii
    (Ma cosa sono le Palmine?)

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  3. Le palmine erano in testata alla coop, in offerta e per non andare in overdose le ho alternate coi ventaglini, illudendomi che la forma diversa e l'estetica più barocca significasse meno calorie. Strepitose

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  4. Io non le ho mai viste nè mangiate le Palmine :(((((
    l'unica Palmina che ho conosciuto, veniva alle elementari con me, la odiavo.

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  5. Diamond non le ho viste, me le sono perse! Meglio così perché quando sono in offerta perdo il controllo ne compro troppe e poi, per smaltirle, le porto anche agli amici come dessert (se è gente che segue lo slowfood life style il risultato è stupendo). I Ventaglini non ce li ho presenti. Dopo devo andare a far la spesa, ne approfitterò per ripassare questi fondamentali!
    @Susi, le Palmine sono dolcetti con la droga dentro (altrimenti non si spiega la mia dipendenza) che vendono alla Coop, ecc. roba industriale, come piace a me! Susi , il problema è che questa tizia che ho conosciuto NON è una scrittrice. Cavolo, pubblicare una tantum una cosa improponibile di 80 pagine (e a pagamento ) non ti fa diventare scrittore... suvvia.

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  6. no, non ti fa diventare scrittore, ma essere così aiuta ahahahahahha

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  7. Che tè, che non ti ho mai commentato ma son anni che ti seguo, quando fai dei post così semplicemente sei mondiale, altrochè Autore a Proprie Spese.
    Saluti

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