Follie claustrofobiche: gente che non sta tanto bene


Sarà che soffro di claustrofobia e questa sarebbe l'ultima delle cose che mi verrebbe in mente di fare, ma  la storia di questo tizio mi riempie di tristezza, ogni tanto ci ripenso e ritorno a cercarla. Non so se quelli di Repubblica ci abbiamo ricamato sopra o meno, però leggere di qualcuno che ha trascorso la propria vita a scavare volontariamente la propria miniera personale, mi fa scendere l'umore sotto i piedi. Sono triste per lui, intendo. Mi basta far mente locale un attimo. Voglio conservare la notizia per tutte quelle volte in cui mi sentirò giù al pensiero della vita che trascorre inesorabile, senza che riesca mai a fare tutto quello che vorrei. Ecco, d'ora in poi penserò alla miniera mono-familiare dello Svizzero e tirerò un sospiro di sollievo.

2 commenti:

  1. Me ne avevi parlato di questo soggetto pazzo, ti ha colpita questa notizia, mi sembra?!?! Lo sai che aspetto con "trepidante attesa" un post sull'isola delle Rose , ora che c'è il libro di Veltroni ne devi parlare.......tutte le volte che ne vedo la copertina o....che vedo lui.... mi vieni in mente!!!!!!! :DDDDDDDD _mau_

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  2. E maremma, avevo già risposto, mi ha mangiato il commento, com'è 'sta storia? Manco si fosse ritornati ai tempi di Splinder! L'Isola delle Rose noooooo! Ho già letto delle inesattezze in giro... E Veltroni no, non lo leggerò il libro, o forse sì, ma più in là, prendendolo in biblioteca. Diciamo che non mi pronuncio, anche perché a quanto ho capito ha scritto un romanzo, quindi la storia sarà più che altro di fantasia. questo blog è quasi morto, non ci viene più nessuno, mi chiedo: ha senso continuare?

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