28 maggio 2014

Il candidato



Luciano si guarda intorno spaesato. Sembra che non sappia dove si trova.

È casa sua.

Sua moglie Antonella ci fa accomodare in salotto. Lui la segue con lo sguardo a terra.
C'è una tv ultrapiatta.
Quarantotto pollici, dice lei.
Luciano è quasi in trance. Si riprende un po' solo quando inizia a supercazzolare di hd, pixel antani, risoluzioni, digitale e dolby surround.

Siamo stati convocati con urgenza ansiogena dai due. Non sappiamo perché. Sono stati misteriosissimi al punto che ho sentito puzza di Amway.
Però adesso li vediamo proprio male: stressati, tirati, gonfi. Lui ha uno sfogo sulla tempia. Ho paura che gli sia successo qualcosa di brutto. L'altro ospite pensa la stessa cosa. Siamo a disagio, entrambi li conosciamo da tanto, ma in fondo non sono così intimi.



In un angolo del salotto c'è un mobiletto Anni Ottanta incastrato tra la parete e la libreria. È opaco per la polvere, invece tutto il resto della stanza brilla lindo, illuminato dalle luci a led dimmerabili dell'Ikea, piazzate ad arte da Antonella che ha fatto quattro esami ad architettura, nei primi Anni Novanta.

- È la cantinetta di Luciano, - dice lei indicando l'angolo zozzo. - Lui non vuole che la spolveri.

- I vini devono essere polverosi, - dice lui, riprendendosi decisamente dalla trance. Ci mostra la collezione di Brunelli, Amaroni, un Sassicaia. Ah, i grandi vini. Rimette le bottiglie a posto con cura estrema. Come se fossero delle reliquie sacre e lui un prete irretito. Poi si spegne di nuovo.
Antonella si lamenta della passione enologica del marito: a volte lui addirittura partecipa a corsi serali sul vino ed esce. Luciano esce la sera. Ogni tanto, ma esce comunque troppo.

Annuiamo in silenzio.

Cammino nella neve attraverso una landa desolata. Sento solo lo scrocchiare dei miei passi. Un paesaggio immacolato, un'aria di ghiaccio, nuvole di vapore gelato mi circondano. Respiro aria pulita andando verso il nulla. Cornacchie morte cadono giù dal cielo e sprofondano nel manto candido facendo plof! Procedo nella pace più assoluta. La meditazione funziona. Una volta presa l'abitudine poi bastano pochi secondi per andare altrove.

Luciano ha un'espressione indecifrabile in volto. Tiene un vassoio tra le mani, con una bottiglia di Vernaccia e una di Coca, entrambe iniziate.

- Che prendete?

- Niente, grazie, siamo a posto così.

Si versa la Coca; Antonella prende un bicchiere di bianco, lo riempie fino all'orlo. L'odore acido della Vernaccia mi aggredisce le narici.

- Di che ci volevi parlare Luciano?

- ...

- Diglielo Luciano.

Lui è atterrito. Sarà malato?

- Dai, diglielo Luciano - lo incalza Antonella.

- Ecco, mi candido al Quartiere.

Tiriamo un sospiro di sollievo. Una leggera incazzatura inizia a scalpitare e crescere alla bocca dello stomaco.

- Ah, bene - dice l'altro ospite, senza convinzione.

- Bene, Luciano, dai. È una buona notizia. Movimento 5 Stelle, immagino? - domando senza interesse, solo per risollevare quel momento di cordoglio senza senso.

- No, PD - risponde la moglie.

L'aria gelata mi entra nei polmoni come se respirassi schegge di acciaio. Il paesaggio si aperto e di fronte a me c'è la vallata di neve. Una cornacchia precipita a pochi centimetri. Ne osservo il corpo di ossidiana nella neve: ha il collo rotto. Le sue sorelle volteggiano gracchiando lugubri nel cielo cromato. Continuo a camminare verso l'orizzonte.

- Ah, ma perché il PD? Tutte quelle cose che hai sempre detto, la casta, le ruberie, il casino della scorsa giunta comunale...

- Il motivo è semplice, le liste del M5S erano già al completo, - spiega Antonella, pragmatica. Poi di scatto si scola in un colpo solo mezzo bicchiere di vino. Se ne versa subito un altro.

Luciano ha l'entusiasmo di un malato terminale. Farfuglia qualcosa, non capiamo.

- Sono stata io ad insistere perché si candidasse col PD. Sennò a quest'ora era ancora a far politica al computer. Non c'è nulla fa fare: lui ha questa vocazione, la passione, Grillo... Io lo capisco anche. E gli ho detto: Lucianino, sei così preparato - mi posta sempre in bacheca delle cose... delle cose che mi lasciano a bocca aperta. Ma lo sapete: le manda anche a voi.
Insomma, gli ho detto: sei così preparato, hai un talento per la comunicazione, è il caso scendere in campo.
Dico bene? Non importa se a questo punto nel Movimento 5 Stelle non c'è posto. Il PD andrà bene, puoi dare il tuo contributo benissimo anche lì. Tanto, diciamolo, questi partiti sono tutti uguali... Ma l'importante è partecipare, dico bene?

Annuiamo tutti e tre, attoniti. Lei continua inesorabile.

- E poi può fare grandi cose anche con il PD. Io questa fissa per il M5S io non è che l'ho tanto capita. Prima entra, ritagliati il tuo spazio, fatti notare. Poi ci sarà sempre tempo per passare al Movimento. In una seconda fase, dai, ma all'inizio accontentati - dice. Poi lancia uno sguardo di fuoco sul marito che rimane muto e immobile come un sasso. Occhio spento e cuore di cemento.

- Ok.

- Certo.

- Diglielo anche te,  - continua lei.

- ...

- Diglielo, Luciano.

- L'hai già fatto te - mormora Luciano.

- Ok, ci fa molto piacere - dice l'altro ospite - ma perché ci avete convocati così d'urgenza? Vi confesso che mi ero un attimo preoccupato di fronte a tanto mistero.

- Io avevo pensato alla Amway, mi è successo altre volte di... - dico

- Abbiamo bisogno di voi per la campagna elettorale e anche per il post camapagna elettorale.- dice Antonella.

- In che senso?

- Sì, un sito internet, una app per l'iPhone. Cosette così, ci servono per rimanere in contatto con i cittadini, - continua lei.

- Scusate, ma non vi basta un blog su piattaforma gratuita e una pagina Facebook, come tutti? Perché andare a spendere soldi per una cosa che non vi rimborsano neanche? - domanda l'altro ospite.

- Perché certe cose non le rimborsano, vero? - chiedo.

 Una sensazione di paura mi pervade.

- No, - risponde Luciano, finalmente mostrando emozioni. - Non rimborsano un cazzo di queste spese, che al giorno d'oggi, nel 2014 la Rete... cazzo, se sono necessarie.

- E allora siete sicuri che vi convenga? Lo dico contro il mio interesse.

- Come interesse? Siamo qui sono a chiedervi un favore, tra amici. In fondo si tratta di un blog. Tu lo fai, sei un programmatore, che ti ci vuole? E tu invece lo scrivi, è una vita che pubblichi cazzate su internet, ti dovrebbe venire facile.

- Ah tu sai...

- Sì, lo sanno tutto oramai.

Le cornacchie in cielo si muovono compatte, uno stormo sincopato, spariscono inghiottite dalle nuvole e poi ricompaiono. Ogni tanto qualcuna mulinella giù, stecchita.

- ...

- Comunque per quanto mi riguarda io non lavoro gratis, - dice l'altro ospite.

- E io non mi posso prendere l'impegno di scrivere un blog per qualcun altro. Non ce la faccio a mandare avanti nemmeno il mio come vorrei... - aggiungo come se gli dovessi delle spiegazioni. Ma vaffanculo.

Lei ci lancia sguardi da serial killer. Scioglierebbe i cani, se solo li avesse.

- Ah, se la mettete così. - dice acida.

- Guarda che puoi aprirti un blog gratis, non c'è bisogno del mio intervento. - ripete l'altro ospite.

- Il mio è gratis su...

- Lo so che il tuo è gratis. Ma non lo voglio così.

- Perché?

- Vorrei qualcosa di professionale, per lui. - dice lei, indicando con la testa il marito.

- Allora ti faccio un prevent...

- Cioè, fammi capire: proprio non ci vuoi aiutare? Una cosa semplice. - dice lei, sembra offesa. - Luciano, faglielo vedere, sennò pensano che non sappiamo di cosa si parla.

Lui apre il blog di Beppe Grillo sull'ipad.

Cornacchie impazzite frantumano i vetri della finestra. Invadono la stanza come uno stormo di calabroni giganti. Alcune colpiscono coi becchi aguzzi come frecce la cantinetta che si sfascia all'istante, come una vecchia cassetta di frutta. Le bottiglie pregiate precipitano a terra: un lago rosso si allarga inesorabile fino a bagnarci i piedi. Il freddo della valle entra nella stanza. La meditazione fa bene. Riporta le cose nella loro giusta prospettiva. Respiri lunghi e profondi, aiutano a mantenere la calma.

- Vedi Luciano, questo non è tanto semplice. C'è un'azienda che cura il blog di Grillo, a tempo pieno. Quella di Casaleggio. Insomma, lo saprai meglio di noi.

- Ma il movimento, i volontari... - farfuglia lui.

- No no, è proprio una società. Avranno schiavi che ci lavorano, non lo metto in dubbio, ma insomma: c'è un investimento qui dietro e un impiego di risorse consistente...

- Come schiavi? Chi Grillo? Che cazzo dite?

Luciano è scandalizzato. La disinformazione impera in questo mondo. Ci manderà dei link, non siamo informati.

Antonella torna all'attacco, si gira verso di me.

- Ma tu non potesti scrivere una cosa del genere? In fondo si tratta di un articoletto al giorno, - chiede irritata. Si versa l'ultima ditata di vino. La beve alla goccia, senza ritegno.

Se l'erano immaginata più facile. Una passeggiata di salute.

- Vabbè ragazzi, allora non ci capiamo - dice l'altro ospite.

Ammiro la sua calma. Io non posso aprire bocca , so che darei in escandescenze.

- Credo sia giunta l'ora di andare - riesco appena a mormorare.

Ci salutiamo con freddezza e usciamo sconsolati.



ps ogni riferimento a fatti e persone realmente accaduti è puramente casuale.

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