Lezioni di stile: "Progetto Elvira" di Tommaso Labranca


Ieri sera, mentre la bomba d'acqua* si abbatteva su Firenze, lasciando casa mia al buio, non me ne sono curata più di tanto; munita di torcia elettrica, ho divorato* per l'ennesima volta Progetto Elvira, dissezionando Il Vedovo.

Il pretesto per questo saggio monografico di Tommaso Labranca è stato un remake cinematografico de Il Vedovo che ha fornito all'autore lo spunto per l'analisi, anzi la dissezione accuratissima della pellicola originale del 1959, diretta da Dino Risi e interpretata da Alberto Sordi nella parte di Alberto Nardi.



La trama del film la conosciamo tutti, e chi non l'avesse visto rimedi immediatamente** (e si vergogni anche un po')! Il Nardi è un personaggio squisitamente "labranchiano": emulazione fallita dell'industriale vero, imprenditore cialtrone, pieno di debiti, circondato da un entourage sgangherato. Un romano trasferito a Milano che si trova a progettare l'omicidio della moglie, Elvira Almiraghi, donna d'affari facoltosa e per nulla raggirabile, nonostante i continui tentativi del consorte. Tutto il film si gioca sul contrasto inconciliabile tra i loro mondi, e l'unico modo per superarlo è la scomparsa fisica di uno dei due. La storia è ispirata a un fatto di cronaca, il caso Fenaroli, accaduto l'anno prima dell'uscita del film.

Progetto Elvira è una lettura goduriosa e divertente su più fronti, a cominciare dal formato: un volume piccolo e ciccione, che non ti far venire voglia di posarlo. Poi la densità dei contenuti: monografia accuratissima, ricca di dettagli e informazioni, attenzione filologica, e generosi richiami storici e sociali.  Il film, infatti, viene analizzato fotogramma per fotogramma, smontato e rimontato sulla carta con rigore, fondendo insieme: gli elementi della trama, i dettagli di costume e gossip, le informazioni storiche e sociali. Il tutto condito con punte di "fan fiction" che espandono la portata del film: che faceva Elvira prima di conoscere il suo Cretinetti? E Alberto Nardi prima di salire al nord per tentare, senza riuscirci, di diventare milanese e imprenditore fino in fondo? Il risultato è un quadro che va al di là della trama del film e ci racconta tanto di più: il dopoguerra, il cinema, la Milano e i personaggi dell'epoca... la Flaminia, la Montecatini, le Serraglio... Per farla breve: io mi sono divertita un sacco a leggere questo libro.


È edito dalla casa Editrice 20090 e si acquista online, anche su IBS, per esempio.


 * Mi dispiace, non ho saputo resistere.

** Non sto scherzando:

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