Studio traiettorie thailandesi, visualizzando colori caldi e sole a palate, mentre il gelo che sale dal basso mi dà la sgradevole sensazione di avere il calzino bagnato


Pausa pranzo, voglia di diario.
Come ai vecchi tempi, quelli in cui tutto era due punto zero.
Pesto con forza i tasti neri di una tastiera estranea.
Ho appena ordinato su 20090.eu Agosto Oscuro, raccolta di poesie di Tommaso Labranca. Ma ne parlerò in modo più esteso quando avrò letto il volume che è uscito oggi, acquistatelo e regalatelo per Natale o quando vi pare.
Prima di comprare il libro ho dato un'occhiata a un certo gruppo Facebook che bazzico con smaccata autoindulgenza, Naufraghi di Splinder, formato da ex splinderiani nostalgici. Perché com'era bello il momento Splinder che se non c'eri, non puoi capire.
E mentre ripensavo a quei tempi lì, mi è caduto l'occhio sul libro de La Pizia, Mondo blog, testo di riferimento per comprendere il mondo dei primi blog.
E anche lì: come si stava bene al tempo dei primi blog, quando eravamo pochi e ci si conosceva tutti. E in effetti in Mondo blog La Pizia va letteralmente a casa dei blogger, uno per uno, gli suona il campanello per intervistarli vis a vis.
Impensabile adesso, fa senso anche solo raccontarlo.
E probabilmente anche allora c'era qualcuno che rimpiangeva il tempo in cui questi siti strani, dal nome antipatico - blog - fatti solo di una pagina a scorrere, ancora non erano così diffusi e se si aveva qualcosa da dire lo si poteva fare benissimo con un sito web costruito con Front Page e pubblicato su Supereva o un servizio del genere.
E via discorrendo, si potrebbe andare a ritroso fino ai piccioni viaggiatori e alla caccia col falcone. È un gioco divertente, e anche facile.
Invece il contrario è difficilissimo.
Faccio fatica, infatti, a immaginarmi il futuro.
In effetti è un attività un attimo più complessa.
Sicuramente in un futuro prossimo diremo che era bello stare in massa su Facebook a discutere di quisquilie e indignarsi con sconosciuti invece di... ecco chissà come sarà tra una decina d'anni la nostra vita online.
Forse registreremo tutti podcast, come le chat vocali di Whatsapp, oppure comunicheremo con un linguaggio pittografico, fatto di emoticon e disegnini.
Pausa pranzo finita.
Un tempo, duravano di più.

Commenti

  1. Già, Splinder è stato davvero un momento bello. Grazie per avermi ricordato l'entusiasmo con cui allora bloggavo e com'era bello perdere ore a commentare facendo dei commenti il vero interesse di ogni post (ce ne fu uno, era d'estate, nel quale lanciavo una sorta di gara a postare i migliori video musicali: ne venne fuori una roba magnifica, botte e risposte che costruirono una play-list da capogiro...)
    Il futuro è già qui, e per come la vedo tempo che finirò per tornare ai piccioni viaggiatori e alle missive consegnate a mano (anche se non escludo l'idea, che ogni tanto mi frulla in testa, di scrivere dei post da riprodurre in migliaia di fotocopie da distruibuire a mano nei supermercati o da infilare, ovviamente anonimi, dentro alle cassette della posta).
    Qui ormai è tutto un web marketing, un'autopromozione, un fare blog marchettari per tirare su qualche centesimo.
    FB mai aperto, Twitter mi diverte a tratti, e a tratti mi angoscia per la rapidità con cui arrivano solo pessime notizie.
    Insomma, Splinder è stata una bella stagione del web, quando tutti eravamo autentici, ingenui e bellissimi.
    Lo siamo ancora, ne sono certa, ma la rete è roba da cannibali ormai...

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    Risposte
    1. Ci sono ancora dei posti online belli, tipo Reddit. E ho notato che stanno ritornando di moda le newsletter, a mio avviso segno che c'è un bisogno di ripensare la comunicazione (anche per cazzeggio, come in tanti blog).

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