Libri e letture, il conto della serva.

Prendo spunto da questo articolo di Nicola Lagioia che ho letto sul sempre ottimo blog di Giuseppe Genna per fare una riflessione - autoreferenziale come garba a me - sulla lettura e sui libri, nelle loro svariate forme e manifestazioni. Ho scoperto di essere una cosiddetta lettrice forte perché leggo per diletto all'incirca una cinquantina di libri all'anno, forse più. Di questi ne acquisto più della metà, mentre gli altri per la maggior parte li prendo in prestito oppure li scarico. Poi ne leggo anche una ventina per lavoro, tra manuali e testi vari. Sono stime fatte a occhio e croce, basandomi sull'esperienza, perché non mi piacciono gli strumenti come Anobii e Goodreads che permettono di tenere un conto preciso di ciò che si legge a patto che si aggiornino con costanza. Ma con le "cose online" io sono un'incostante patentata: l'unica cosa a cui mi senta legata è il blog e basta. Per il resto vale il detto fiorentino: "icché c'è c'è". Ma non divaghiamo. Dunque, dicevo che sono una lettrice sfegatata, ho le mie passioni/fissazioni e seguo abbastanza le novità. Compro tanti libri, anche per lavoro, non saprei quantificarne esattamente il numero, l'ho già detto, ma tra piacere e lavoro ne compro tanti. Tuttavia nella libreria canonica cerco di spenderci il meno possibile. Certo, la bellezza di un libro fresco di stampa, intonso e profumato (ebbene sì!) è impagabile, ma io subisco più facilmente il fascino di altri tipi di rivendite. Da sempre, infatti, frequento negozi e bancarelle del libro usato e, da qualche anno a questa parte, vado a fare acquisti anche nei mercatini in conto vendita dove trovo meno varietà, ma prezzi decisamente migliori. Inoltre qualche volume lo prendo su Ebay: grazie agli "alert" riesco a trovare a prezzi buoni "rarità" a cui ho fatto la bocca da anni. Poi sono un'appassionata, senza se e senza ma, degli ebook e possiedo un lettore con tecnologia e-ink da più di tre anni. Non riesco a ricordarmi come facessi prima di averlo. Ripeto: io sono un'entusiasta dell'ebook reader, il lettorino ha arricchito il mio ampio spettro di reperimento delle letture e da quando ce l'ho leggo di più. Molti volumi che di solito prendo all'usato (più che altro fantascienza e orrore), spesso me li scarico anche dalla rete e me li porto dietro per leggerli con comodo, per esempio in viaggio. Contrariamente a quanto mi capita di leggere su forum e blog, che a quanto pare sono frequentati da tanti simpatici luddisti impauriti, il possesso del lettore ebook non mi ha allontanata dai libri di carta che continuo a comprare e a leggere. Non so in quali percentuali, non m'interessa saperlo, so solo che è un'offerta in più e in certi casi è più comoda della stampa ordinaria. Quando vado in libreria sto attentissima agli sconti e ho una gerarchia mentale - personalissima e insindacabile - di cosa acquistare, con quale priorità e a che prezzo massimo. Sento puzzo di fregatura quando trovo volumi con poche pagine e caratteri da ipovedenti per allungare la minestra sciapa a venti Euro di prezzo di copertina. Mi sembrano una presa per il culo e allora ritiro il braccino e non compro. Poi non leggo i libri scritti da vip che si sono improvvisamente convertiti alla "letteratura". Forse per pregiudizio - per carità nessuno è perfetto - in realtà perché non ne ho mai trovato uno che mi abbia incuriosita e fatto venir voglia non dico di leggerlo, ma almeno di dargli un'occhiata approfondita. Io so solo che non voglio spendere venti Euro per un libro mediocre di poche pagine che mi dura una serata e che poi non rileggerò più, quindi cerco di informarmi prima di comprare e lascio perdere in attesa di saperne di più quando sento puzzo di farloccheria. Proprio così: sto attenta al rapporto quantità/prezzo. La qualità invece è un'altra cosa e mi baso sulla mia esperienza personale e su informazioni che acquisisco da fonti personalissime e selezionatissime. Sono un'entusiasta delle raccolte "tanta roba a prezzo modico"; adoro la collana i Mammuth di Newton Compton, per esempio, anche se poi sono difficoltosi da leggere perché scritti troppo fitti. Non ho molta simpatia per i volumi presentati da Fazio e affini, mi sanno sempre di letture farlocche, forse per un mero pregiudizio personale e, ripeto, insindacabile. Tranne alcune eccezioni, naturalmente, per esempio, un libro che ho amato molto quest'inverno è stato il Cimitero di Praga che ho scoperto in televisione da Fazio, oppure in altre trasmissioni "paraculturali" simili, anche se c'è da dire che se non l'avessi visto in tv l'avrei sicuramente letto lo stesso. L'ho preso in prestito alla biblioteca di quartiere e l'ho letto con gusto. Quando leggo i miei polpettoni Urania o affini li cerco sulle bancarelle, per prenderne di più a un prezzo inferiore. Una volta letti li rivendo o li presto a sacchettate perché non sono interessata a conservarli, solo quelli che mi piacciono particolarmente che allora cerco in altre edizioni o in lingua originale se scritti in una lingua che conosco. Ho amici anime buone che mi prestano letture più o meno valide, soprattutto quelle meno valide, della serie: "questo non lo comprare, fa cacare, te lo presto io," oppure "mi hanno puppato 15 Euro per 'sta cosa ignobile, non fare lo stesso errore..." ecc. Sono indignata per i prezzi dei libri: all'estero (Francia, Inghilterra, USA per la mia esperienza) costano molto meno. Negli ultimi anni, forse dall'avvento e per "colpa" dell'Euro ci sono stati degli aumenti mostruosi del prezzo dei volumi in libreria. Non giustificabili in questa proporzione, secondo me. Ma è un'osservazione che si può fare per tanti altri settori merceologici, quindi lascio perdere perché non ho elementi per puntare il dito. Io ho gusti trash, non lo nascondo, ma allo stesso tempo ho anche interessi particolari che mi richiedono visite periodiche alla Biblioteca Nazionale, perché Google libri è meraviglioso ma certi volumi nella sua interezza li trovo solo in Nazionale o in altre biblioteche maggiori. Tutto questo discorso a ruota libera per dire che, a mio avviso, la crisi dell'editoria non è una crisi dei lettori. La biblioteca di quartiere in cui vado più spesso è sempre piena di gente e al prestito/restituzione ci trovo perennemente la fila di utenti. Ed è una fila che mi fa molto piacere fare. Ci sono tanti anziani e genitori con i bambini, oppure vecchie zitelle che leggono compulsivamente. Ehm. E io sono contenta di aver preso in biblioteca certi libri perché sarebbero stati soldi buttati nel rapporto costo del volume e godimento conseguente. Sì sono sempre su quella faccenda di prima, il rapporto quantità/prezzo. Non so quale sia la soluzione a questa crisi, non sono un'editrice non ho il termometro del mercato (anzi un po' sì, ho le mie Edizioni il Piccione, ma questa è un'altra storia), ma in libreria vedo tanti volumi sciatti a un costo troppo alto. Allora sono d'accordo con l'autore dell'articolo quando scrive che la fuga dei lettori avviene  perché si sono "stancati di essere menati per il naso". Perché io non amo l'atteggiamento delle case editrici: siamo considerati consumatori passivi nel momento in cui c'è da comprare e da sborsare soldi. Al minimo dubbio, alla minima critica, il "prodotto libro" ritorna a essere Cultura con la c maiuscola e allora qualsiasi obiezione o critica sul prezzo diventa blasfemia da stigmatizzare. Il conto della serva.

L'anello di Möbius


Quando ero piccola ho inventato l'anello di Möbius . Esisteva già, ok, ma l'ho inventato anche io. Andò così. Mi avevano regalato dei rotoli di carta da calcolatrice che si erano ingialliti e non potevano più essere utilizzati. Allora ci costruivo lunghe strisce di Moebius e poi le disegnavo tutte - quasi sempre paesaggi con alberi, fiori e bambini con palloni e palloncini - sul quel foglio con una sola faccia. Si potevano indossare, oppure potevano decorare benissimo qualsiasi ambiente. Oppure potevano costituire la previsione puntuale, tramite arguta metafora, della mia esistenza futura. Comunque sia, senza falsa modestia: autentici sprazzi di genialità. È che mi ha fatto molto piacere ritrovarne un pezzo tra delle vecchie foto da scansionare.

Sosta dal lampredottaio




Da buona fiorentina doc mi fa sempre tanto ridere quando dai vari lamporeddottai in giro per la città si fermano forestieri che fingono entusiasmo per il nostro celebre panino, solo perché ne hanno sentito parlare con commozione da qualche oriundo nostalgico, ma senza aver ben chiaro di che si parli e di che roba sia. Ecco il lampredotto è uno dei quattro stomaci della mucca e si presenta come tale: una massa informe dal colore poco invitante grigio/beige. Wikipedia lo descrive benissimo:
È formato da una parte magra, la gala, e da una parte più grassa, la spannocchia. La gala è caratterizzata da piccole creste (dette gale) di colore viola dal sapore forte e deciso. La spannocchia invece ha un colore più tenue ed un gusto più morbido. Di colore scuro, prende il nome dalla lampreda, un tipo di anguilla una volta molto abbondante nelle acque dell'Arno, di cui ricorda la forma.*
Poesia. Ma son tanti quelli col sorriso tirato che fingono di avere l'acquolina in bocca, mentre il paninaro tira fuori dalla pentola il pezzo intero e ne taglia quanto gliene serve per imbottirci il panino. Poi sminuzza sul tagliere quel pezzo di medusa grigio/beige in piccoli pezzi, ma non troppo piccoli. Li raccoglie con la lama del coltello e li sistema sulla metà inferiore del panino a cui avrà tolto un po' di mollica centrale. Alla fine l'inzuppo della parte superiore del panino nel brodo di cottura dove riposa la bestia informe, può arrivare a togliere l'ultimo barlume di sorriso all'ignaro turista che pensava di mangiare chissà che altro.
Può fare schifo, ci mancherebbe. Io l'adoro e me lo farei in vena, tuttavia altre frattaglie mangiate in varie zone d'Italia mi hanno fatto cacare e non mi sono vergognata a dirlo lì per lì.
Ma oggi è stato divertente vedere tre o quattro casi del genere e il lampredottaio un po' alterato all'ennesima richiesta di condirlo col ketchup.

Fa un certo effetto!


Nell'edizione rara con copertina a colori. Fa un certo effetto... :)

Ovvio p.s. si scarica dal link nella colonna qui a fianco, gratis, naturalmente; Amazon non mi permetteva di caricarlo in solo download...

Ancora una volta ministra del culto


Quasi dimenticavo: sono diventata ancora una volta ministra del culto. A questo giro tocca a al Dudeismo, culto rispettabilissimo con una filosofia chiara e pragmatica in cui mi ritrovo perfettamente:
L'idea è questa: la vita è breve e complicata e nessuno sa che pesci pigliare. Quindi non fare nulla. Basta che te la prenda comoda. Smettila di preoccuparti tanto se riuscirai a spuntarla o no. Rilassati con gli amici e qualche birrino. E non importa se poi fai strike o se la butti nel canaletto di lato...*  
Ecco.


La realtà è un'altra cosa...


Una versione fatta con i pastelli de L'Urlo di Edvard Munch è stata aggiudicata da Sotheby's a New York per 119,92 milioni di dollari, diventando l'opera d'arte più cara mai venduta ad un'asta. Il pastello realizzato nel 1895 è il solo delle quattro versioni de "L'urlo" ancora di proprietà di un privato. Tanto per cianare: al cambio di oggi 119,92 milioni di Dollari sono 91,06 milioni di Euro. Niente male, anche se io preferisco il Picasso al centro.

Memento post


Ero in motorino e ho pensato a una cosa bellissima per scriverci un post. Almeno mi sembrava bellissima, mentre, sui viali di circonvallazione, andavo a ruota libera anche con i pensieri. Poi sono arrivata davanti al pc e non mi ricordavo più un cavolo. Buio assoluto, l'idea per il post sparita nel nulla. Sono dieci anni che regolarmente mi succede questa cosa. Non che il mondo perda nulla, sia chiaro, però mi fa ridere che mi succeda sempre mentre vado in motorino. Il motorino libera la mente, amplia gli orizzonti, oppure rincoglionisce, dipende dallo stato d'animo.

Dello scrivere per lo scrivere: follia al di là del self-publishing

You've been warned

Sto scrivendo un mucchio di racconti. È un'abitudine che ho da qualche mese. Prima tutto quello che mi passava per la testa finiva sul blog. Adesso ho iniziato a scrivere tanti raccontini che spesso non finisco e che poi salvo rigorosamente in txt in una certa cartella di Dropbox che condivido con tutti i miei computer (due di numero, il portatile e "quello grosso", ma fa più figo rimanere nell'indefinito). Scrivo cose di fantasia, roba inventata lì per lì e poi spippolata velocemente con l'idea di rivedere, finire, completare, perfezionare il tutto in un secondo momento. Secondo momento che non arriva mai, ça va sans dire. Il tutto sta in quella certa cartella remota che poi non apro mai. Fino a poco fa, quando non so perché ne co controllato il contenuto. Ci sono una sessantina di file. Davvero un bel po'. C'è pure l'abbozzo di un romanzo breve opera prima che s'intitola "Il Gatto" e parla di un gatto a pelo lungo, di quelli "signorini" col muso tutto schiacciato, ma che in realtà è un manfano di prim'ordine e trascorre le sue giornate girando tra i giaradini tutto sudicio e con tarzanelli di cacca attaccati alla pelliccia e facendo danni a minerali, animali, vegetali di ogni genere. Appartiene al mio periodo: "storie non convenzionali per bambini ché i figli degli amici si divertono un monte quando gliele racconto e questo mi legittima come storyteller infantile universale..." Periodo durato pochissimo, per fortuna. Perché mi sento ancora io una bambina e mi diverto di più a farmele raccontare le storie. Se poi sono storie un po' di fantascienza o contengono zombie famelici allora sono contentissima. Comunque, tanto per chiarire, le avventure del gatto manfano con la merda attaccata al culo sono un classico in certi ambienti casalinghi che frequento.

Alla ricerca dell'espediente perduto

 Vintage Geekdom: Only suited for animal themed orgies.

- Sono troppo vecchia per fare l'olgettina?
- Purtroppo sì, altrimenti sarebbe bellissimo, pensaci: una strada in discesa.
- Mah, non son mica tanto d'accordo; io c'ho la fobia kafkiana della giustizia. Se dovessi presentarmi a un processo penale morirei di paura...
- Macché paura, figurati, in quel caso tu c'avresti Silvio a ricompensarti del tempo perduto e dello stress versato. Ti pagherebbe bene: in soldi "sonanti" e in poltrone prestigiose da fancazzista parassita.
- Sarà... però io non la voglio la poltrona. Faccio un mestiere tecnico, preferisco di gran lunga una sedia ergonomica a cinque zampe, fatta rispettando i requisiti funzionali previsti dalle norme di sicurezza sul lavoro, UNI...
- Vedi che non sai pensare in grande? Sei povera dentro, hai una visione limitata. Qui si tratta di fare un mucchio di soldi.
- Certo, un mucchio di soldi, ma devi anche andare a letto con quella cariatide del Berlusca. Non è mica facile, io non ce la farei.
- Lo so, queste son cose da professioniste, impossibile improvvisare. Infatti le bagasce in questo business fanno bene a prendergli un sacco di soldi a quel vecchio laido.
- A parte il trombarci, ma pensa solo a sentirlo chiaccherare. T'immagini che coglioni?
- Infatti. Lasciamo perdere, su.
- E vabbè, lasciamo perdere.
- Ma allora qual è la strada giusta per uscire da questa semi-miseria - data dalla crisi internazionale siamo sempre a rischio Grecia quindi è giusto pagare per debiti che hanno fatto altri che hanno visssuto al di sopra delle loro possibilità... ecc. - che mi avrebbe anche stancata?
- La risposta ce l'hai davanti agli occhi.
- Cioè?
- Il blog.
- Il blog?
- Sì, proprio il blog. Aprire un blog di successo e...
- Ma che cavolo dici? Il blog! Ma senti che bischerata. Siamo nel 2012, abbiamo più di dieci anni di esperienza alle spalle, e tu mi parli ancora di blog come fonte di guadagno? Suvvia, siamo realisti.
- Fammici pensare un attimo, allora.
- Sì ma fai una cosa di giorno, ché qui si diventa vecchi e le cose peggiorano sempre di più.
- La Grecia incombe su di noi. Tu lo sai come sono le cose laggiù adesso, vero? E alla televisione non dicono nulla, 'sti bastardi.
- E dagli con 'sta Grecia. Guarda che noi siamo diversi dalla Grecia, proprio come paese, come risorse, abbiamo industrie che la Grecia non ha e...
- Vabbè,  ma l'hai sentito Monti? Qui stiamo a rischiare grosso: tassare, tassare, tassare altrimenti è maiala per tutti...
- Io di Monti non mi fido, voglio le elezioni subito e partiti coraggiosi indipendenti da influenze esterne, con leader decenti e italiani più svegli. Chiedo troppo?
- Sì, chiedi troppo.
- Lo so.
- Ma questo non risolve il problema iniziale: cosa fare per sfangare questo momento di crisi?
- Qui non si fattura, ci sono le tasse, gli anticipi, cristi e madonne. La soluzione deve essere immediata e possibilmente poco ortodossa ché mi son rotta i coglioni di essere sempre quella "a modo".
- Mmmm... sto pensando. Hai qualche soldo da parte?
- Sì qualcosa, son vent'anni che lavoro. Ma poca roba.
- Ecco. Adesso è il momento di chiudere la P.IVA che tanto l'avevi aperta per forza e ti costa un sacco di soldi e di dichiararsi disoccupati: io sono di-soc-cu-pa-ta.
- E poi?
- E poi vedi, intanto ti sei levata da questo meccanismo. Sfancula lo sfanculabile.
- Beh, ha un senso, mi piace. E poi?
- E poi... Tu non sei religiosa, vero?
- No. "Dio vede e provvede" con me non funziona. Anzi, mi pare una stronzata.
- Allora la vedo dura.
- Vabbè, intanto esco dal sistema.
- Poi prepara la valigia.
- Ottima idea.

Momenti mainstream di editoria fai da te: vediamo i numeri, facciamo le somme


Questo è un post "informativo". Mi è stato chiesto di consigliare una piattaforma di pubblicazione di testi. Io ho pubblicato due ebook su Smashwords e lo considero un ottimo servizio online.
Senza tanti fronzoli, né interfacce di alta giocoleria circense, ma con una grafica semplice ed essenziale, Smashwords dà la possibilità di pubblicare nei formati elettronici più diffusi: ebook, pdf, mobi, ecc.
Ogni libro ha la sua pagina dedicata sul sito, dove si possono trovare tutte le info, la copertina, i link di condivisione social e altri strumenti utili. Queste sono le mie:


Volendo si può includere il libro anche nel Catalogo Premium che è collegato alle e-librerie più conosciute come Apple iBookstore, Barnes & Noble, Sony, Kobo, WH Smith, FNAC, the Diesel eBook Store, eBooks Eros, Baker & Taylor, e altri si aggiungono continuamente alla lista di distribuzione.

Più o meno è tutto qui. L'aspetto negativo è che è tutto in inglese e che ci sono tante linee guida da seguire per pubblicare. per esempio ho dovuto ripubblicare la copertina dell'ultimo ebook perché era troppo corta (di 5 pixel) rispetto alle misure richieste e questo bastava a tenere l'ebook fuori dal catalogo Premium. E chi sono io per privare il mondo di cotanta opera d'arte?
Comunque vale la pena sbattersi un po' a sistemare tutti i cavilli. Una volta che il sistema ha accettato l'ebook come buono e ben formattato non sono richiesti altri interventi. Inoltre dal cruscotto di amministrazione di ciascun utente si possono consultare delle statistiche molto semplici per capire  quante volte il file sia stato scaricato e in che giorni. Forse dei report un pochino più dettagliati sarebbero auspicabili perché si rimane con la voglia di saperne di più, tipo quali siano i formati preferiti dagli utenti, da quali piattaforme si scaricano di più, ecc. Ma a pensarci bene, forse è meglio così, almeno non perdo tempo a spippolare nei meandri dell'area di amministrazione.

Infine i numeri: Gattasorniona the anthology, l'antologia dei post del vecchio blog su Splinder, dal 13 gennaio 2011 è stato scaricato ben 392 volte. Invece A nessuno interessa cosa hai mangiato per pranzo!, la raccolta di stati precotti di Facebook, dal 24 marzo 2012 ha avuto 47 download. Mi sembra niente male!

Momenti poetici sotto la pioggia

L'angolo della poesia mi regala sorrisi inaspettati mentre percorro, solitaria, il marciapiede. Fotografo passando, distratta da una voce amica.
Ed è subito caffè.

L'interesse per le anticipazioni di Beautiful

Il primo cast di Beautiful.
Correva l'anno 1987.
Cazzarola, ero una bimba,  andavo ancora a scuola.

Metto le mani avanti, anche se ha poco senso farlo. A dire il vero ha poco senso anche questo post. Ma tant'è. Dunque, ho smesso di guardare Beautiful intorno al 2007. Da allora non l'ho più visto: nemmeno per caso. Tuttavia continuo ancora adesso a ricevere tante visite da parte di chi cerca le anticipazioni delle puntate. Non ne sono sicura, ma credo che dipenda da qualche strana alchimia tra Blogspot e il vecchio blog su Splinder che in qualche modo continua a dire la sua.
Ogni tanto mi arrivano anche email con la richiesta di spoiler sugli episodi americani, a cui ho sempre risposto dicendo che non ne so nulla, avendo pubblicato un solo post nel 2005 sulla presunta fine imminente di Beautiful. Post che è stato smentito nei fatti perché a quanto pare la soap è ancora viva e vegeta e non ci pensa nemmeno lontanamente a tirare il calzino. Vabbè. E poi vorrei aggiungere che non me ne frega più nulla di sapere che stiano combinando Ridge e Brooke che si godano la promiscuità incestuosa, la pensione e il sole della California, per quanto mi tange. 
Ma la faccenda non finisce qui. Giorni fa mi ha scritto Lucia (ho l'autorizzazione a pubblicare il suo nome) chiedendomi di rimettere online quel post del 2005 dove raccontavo un po' di spoiler che avevo appreso da una cugina di ritorno dagli USA. Mi ha fatto ridere questa richiesta, ma la accontento volentieri perché mi è stata chiesta gentilmente ed è un attimo recuperare quel post dal file di backup. Ripeto questo è un post che scrissi nel 2005 - sette anni fa, il 28/01/2005, per l'esattezza - ed è stato verificato inattendibile da più fonti. Però è tanto, tanto morboso, forse è proprio questo che ne spiega il successo...

Ho da raccontare uno "scoop". Allora, sono stata a cena da una cugina che ha appena passato un periodo negli USA. Mi ha raccontato che laggiù Beautiful sta finendo.Sì, Beautiful chiude! Me lo sono fatto ripetere più volte perché non riuscivo a capacitarmente. Trauma e senso di vuoto. Oddio, finisce Beautiful! E' comprensibile che questa notizia mi faccia impressione. Beautiful, infatti, mi ha accompagnata per più di metà della mia vita.Una volta superato il primo shock, mi sono fatta raccontare un po' di anticipazioni e sono rimasta ancor più traumatizzata.Dunque, primo scoop: Brooke scopre di essere figlia di Eric Forrester. Maremma santa. Mancava solo questa!Eric, infatti, in gioventù aveva avuto una storia con Beth, la mamma di Brooke. Questa storia d'amore era stata interrotta dalla gravidanza di Stephanie, in attesa di Ridge (che in realtà non è figlio di Eric ma di Marone). Insomma, il bischero Eric c'è cascato, ha creduto che Ridge fosse suo figlio, ha lasciato il suo grande amore Beth e, a malincuore, si è sposato con Stephanie dando così inizio alla dinastia Forrester.Ma son tutte cose che si sapevano già. Quello che ancora non si sapeva è che la povera Beth era incinta di Eric, e che la loro figlia è nientepopòdimenoche Brooke.Questa notizia sarà per Brooke un trauma (infatti è stata sposata e ha avuto figli con Eric-suo-padre, con Thorne-suo-fratello oltre che con Ridge) che la porterà al suicidio. Sì, a quanto pare Brooke si suiciderà. Accipicchia!Infine mi hanno detto che nelle ultime puntate Ridge ha i capelli bianchi (o brizzolati, non ricordo) e che si invaghisce di nuovo di Bridget. In base a questi nuovi scoop, Eric e Brooke non solo sono i genitori di Bridget, ma Eric ne è anche il nonno e Brooke ne è anche la zia...Ho mal di testa.

La teoria della classe disagiata - recensione + flusso di coscienza

  Ho finito di leggere La teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura, edizione Minimum Fax. Una lettura che mi ha messo addo...