Tragedie telefonate: cadiamo tutti dal pero


Sono diventata una creatura contemporanea e così ho perso l'abitudine di commentare i fatti di cronaca qui sul blog. Di solito mi basta un tweet e via. Ma oggi la tragedia è di quelle grosse, sette persone morte al Macrolotto nel rogo di un capannone fatto con l'amianto, pieno di lavoratori cinesi che lì dentro ci vivevano e ci lavoravano. Si chiamano fabbriche/dormitorio, una "specialità tradizionale garantita" che per l'appunto vanta una zona d'eccellenza a qualche chilometro da qui.

Una riflessione a livello zolla sulla privacy dei nostri dati

Gli americani ci spiano con sistemi ultra sofisticati, centri della NSA in tutto il mondo, social network saccheggiati per le info degli utenti, big data, servizi come Dropbox che uno si chiede: come cavolo campano questi? Ma poi lo usi lo stesso perché è tanto comodo. Pure questa piattaforma blog, approdata a Google da anni. Ho letto molto su questo argomento, le vicende di Edward Snowden, del povero Kim Dot Com, ecc. Ho letto anche stronzate megagalattiche come quella notizia che Putin avrebbe regalato delle chiavette "USB spia" al G20. Ce lo vedo perfettamente: dopo le foto con i capi di stato, Putin si avvicina alla Merkel, a Berlusconi o forse Monti e compagnia bella e gli dà il gadget. Come a una convention aziendale, di quelle scrause. Anche gli altri capi di stato tirano fuori i loro gadget, tipo l'utilissima lampadina da tenere attaccata al portachiavi per aprire le serrature al buio, oppure il calzino porta-cellulare, oppure il tappetino per il mouse. Plausibilissimo, complimenti per lo scoop giornalistico.
Comunque ci sono tanti blog che ne stanno parlando anni luce meglio di quanto possa fare io. Allora, come consuetudine di questa casa dell'autoreferenzialità, vorrei raccontare un piccolo episodio che mi riguarda anche se di striscio e per caso.
Tempo fa un medico della provincia di Roma mi ha inoltrato un'email di un centro di analisi mediche, convenzionato ASL, sempre della provincia di Roma. Un forward "brutale", dal telefono a un indirizzo credo simile al mio nickname sennò non si spiega l'errore.
Questa email contiene in allegato i risultati delle analisi mediche di 11 persone.
Nome, cognome, data di nascita, cod. paziente, valori del sangue... Sono persone giovani e quasi tutte, tranne una, hanno dei nomi stranieri. Uno di loro ha la glicemia alta. Gli altri non so; non ho guardato bene, mi servivano solo poche info per scrivere questo post.
Alcuni di questi nomi sono su Facebook (forse tutti, io ne ho cercati solo due o tre). So che lavoro fanno e ho visto le loro foto. Se dovessi assumere uno sarei già a conoscenza della loro situazione di salute e potrei scegliere più oculatamente, magari scartando quello con la glicemia alta, per esempio.
Linkedin mi dice che questo medico si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università La Sapienza Di Roma ed è iscritto all'Ordine dei Medici di Roma. Poi si è specializzato in medicina del lavoro all'università di Napoli e ha lavorato in un discreto numero di enti e società varie. C'è l'elenco dettagliato. Nel riquadro delle competenze ha segnato (incollo pari pari):

Prove tecniche di copertina

Continua la mia ricerca incessante della foto per la copertina perfetta del mio prossimo ebook. Ecco uno studio in due atti di: Biancone con piccione schifoso in posa sorniona ad altezza culo. Di seguito due versioni dello stesso soggetto, ma con due livelli ben diversi di ironia.


Avevo l'idea per un post arguto ma...

...in un battito di ciglia: volatilizzata.
Nulla, sono una creatura autoreferenziale, mettiamoci l'animo in pace. Stamani mi sono svegliata con una frase che mi rimbomba in testa come un tormentone da hit parade tamarra: sbagliare è umano e perseverare è diabolico. Dunque io sarei direttamente connessa a satana in persona. Praticamente due amiconi. Ne sono convinta perché non riesco a liberarmi di certe dinamiche nocive del cavolo e le ripeto, pari pari, regolarmente. Da tutta la vita, che pesantezza. E che cavolo.
Non so come né perché, ma qui la mia esistenza sta passando, sempre uguale e da anni non mi regala non dico felicità che sarebbe anche ingenuo, ma almeno novità interessanti. E questo dipende da me, in particolare dal mio sistema interiore di priorità che dovrei rivoluzionare ma non so come fare. Ho capito dov'è il problema ma pecco di tecnica. Come si cambia un lato del carattere che non ci piace? Certo io ci provo, ormai so qual è il problema. Ma poi gli automatismi di una vita riprendono il sopravvento e eccallà la solita minestra riscaldata, tanto per citare un personaggio di Verdone che amo tanto, l'Idealtypus di sfigato con le fette di prosciutto davanti agli occhi. Io sono su quel modello. Basterebbe spostare l'asticella della self-priority (anglismo inventato di sana pianta, ma ci sta bene) a un livello più a monte, verso la me stessa che tanto bistratto per delle cazzate sempre più spesso irrilevanti.
Ora, io sto mettendo da parte cose mie, cose prioritarie, cose fondamentali porca miseriaccia cane, perché subisco, pardon, mi faccio fare interventi a gamba tesa continui. Da pressoché chiunque. Non è una cosa sensata. Io non lo faccio agli altri perché non è la mia natura, certo, ma anche perché gli altri, quelli normali, non me lo permettono. Sto parlando di sentirsi in diritto di prendersi il braccio quando l'altra, molto gentilmente, ha offerto solo il dito. Ecco, io devo trovare il tempismo di sfanculare nel momento in cui il dito non è più sufficiente, e di ritirare tutta la mano.

Misteri d'Italia



Dudù qui, Dudù là... tutto un gran parlare di Dudù. Ma la cagnolina Vittoria che fine avrà fatto?

Non potendo permettermi l'analista...


... freudiano ortodosso, naturalmente, di quelli che ti lasciano delirare senza guardarti in faccia e poi ti dicono che c'hai le peggio repressioni sessuali... Dunque, non potendo permettermi l'analista mi sfogo sul blog. Adesso, di getto, che ho poco tempo. Ho appena consegnato un lavoro e mi prendo un quarto d'ora di pausa-blog prima di un appuntamento improcrastinabile. Un appuntamento URGENTE tutto maiuscolo, come ha scritto il cliente nell'oggetto dell'email, tanto per aumentare il mio stato d'ansia, manco vendessi farmaci salvavita.

Brevi appunti banali per chi si pubblica da sé: 3,99 è il nuovo 2,99!

Condivido un po' di riflessioni e letture sull'autopubblicarsi in ebook. C'è chi pensa sia un passatempo da sfigati, invece io lo trovo divertente. Il mio prossimo ebook è ancora fresco di riscrittura estiva molteplice. Un altro paio di revisioni ulteriori e lo pubblicherò online con Smashwords. Nel frattempo cerco di dargli una copertina e un titolo decenti. Operazioni difficilissime!
A questo giro voglio provare a venderlo e così cerco anche di documentarmi sull'argomento che mi interessa molto. Mi è costato tanto tempo scriverlo e tratta di un tema che (mi sono accorta solo dopo averlo finito) è molto presente nella top ten dei post più letti di questo blog. Ora, il mio vecchio blog non ha alcun valore statistico, ma è il mio passatempo, ci faccio quello che mi pare e mi funge da trastullo anche per trarne conclusioni strategiche.
Ma torniamo all'autopubblicazione.

In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo


Quando si fa una buona azione il karma ci ricompensa. C'è chi ci crede sul serio a 'sta cosa. Invece aiuti qualcuno che ritieni importante e che nel momento del (suo) bisogno entra a gamba tesa nella tua vita e... niente. Non che mi aspettassi ricompense, per carità, non l'avevo fatto per questo. Ho agito come si suol dire col cuore, ascoltando la richiesta di aiuto di una persona cara che sta attraversando un momento difficile e ho cercato di fare il possibile. Adesso mi sento solo una bischera presa per il culo. Ho sbagliato, certo, non farò lo stesso errore mai più. D'ora in poi mi atterrò alle teorie del prof. Cipolla e non agirò più stupidamente ma mi muoverò solo sui terreni dove il mio vantaggio e benessere saranno chiari e prioritari. Ciao karma, è stato bello conoscerti e testarti. Nel frattempo fisso qui questa esperienza per ricordarmela. Con la modalità criptica che piace a me, anche se non ha più senso che stia tanto a mantenere l'anonimato. Ma suvvia. Perché le persone non sono mai come dicono di essere (banale, ma vero), alcune sono proprio dei pozzi neri. Apri il tombino e il tanfo è insopportabile. Allora scopro che rubi in casa dei parenti, come un tossico farabutto. Mi sa di anni Ottanta. Ma te lo ricordi che fine hanno fatto i nostri amici più grandi che vivevano in quel modo? Dai, via, fai cacare. Poi scopro che non è vero quello che hai raccontato: mi hai detto un cumulo di panzane. E io mi ero pure preoccupata. Per poco, ma mi sono preoccupata. Poi scopro che hai venduto l'argenteria. Che cavolo è, un film? Mia madre se li ricorda ancora quei pezzi, stavano nella tua famiglia dal Settecento. Ma come hai fatto a venderti l'argenteria? Ma dai, ma che vergogna. Poi vengo a sapere da una persona a te vicina, attonita e sfinita, che sei un bugiardo patologico. Non recupererò più i miei soldi, lo so per certo, ma tu hai perso tutto e tutti. Crepa, te lo dico col cuore.

La teoria della classe disagiata - recensione + flusso di coscienza

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