Oh, guarda: c'è anche il lampredotto! La svolta del cibo, pardon, del food di lusso a #Firenze


Chiedo opinioni in giro, perché vorrei dare un po' di nuova linfa vitale al blog. Mi è stato suggerito di raccontare qualcosa di attuale, di modaiolo su Firenze, magari sulla vita notturna. Suggerimento ironico perché, tra gli amici, io sono nota per frequentare sempre gli stessi posti e andare a letto presto. Tuttavia negli ultimi mesi in città c'è stata un'ondata di aperture di luoghi del cibo fighetto che mi ha sorpresa per quantità di proposte e mi ha spinta ad avventurarmi verso nuove frontiere sociali. Con lo spirito di una Calamity Jane d'Oltrarno sono andata a visitare il primo piano del Mercato Centrale in San Lorenzo, riaperto giusto da poche settimane. Dopo anni di chiusura, è diventato un centro commerciale gastronomico di lusso. Ma solo al primo piano; al pian terreno è rimasto tutto com'era una volta, per il popolo.

All'entrata della sezione vip un buttafuori con auricolare e cravatta, dà la buonasera ai visitatori. Al primo piano, ci si para di fronte lo spaccio di Eataly che ho trovato un po' claustrofobico e labirintico*, della serie: "cerchiamo di sfruttare fino all'ultimo millimetro gli spazi, ché stare qui costa parecchio caro". L'ho visitato velocemente, è pieno zeppo di prodotti normali ma spacciati come figate ultragalattiche. Per interessarsi anche un minimo, occorre una bella dose di sospensione di incredulità che personalmente preferisco dedicare a prodotti di tutt'altro genere.
Passato questo primo reparto lo scenario si apre, si può godere della vista dell'interno-tetto, una struttura ottocentesca molto bella dove tutto l'ambaradan del mercato trova una sua uniformità di colori e stili. Dal soffitto pendono dei cestoni-lampadari che mi sono piaciuti molto, così come le tante piante di decorazione.
Le bancarelle elegantissime ripropongono quello che si trova anche al piano di sotto, solo che qui è più caro e perciò per gente più figa (con la "g", anche se siamo a Firenze). E le persone affollano l'ambiente e vagano ammirando merce che si trova più o meno tale e quale anche al supermercato sotto casa. Ma con una piccola differenza: i prodotti del supermercato normale sono sfigati, proprio perché non hanno avuto la fortuna di ricevere l'imprimatur del mida del carboidrato Farinetti o di qualche altro riccone della proteina blasonata.
Io sono contenta perché il Mercato Centrale così "infighettito" è un'attrazione per i turisti coi soldi e questo non fa altro che bene alla città.
Il panino al lampredotto però consiglio di prenderlo al pian terreno, dall'inossidabile Nerbone, che fa anche tante altre cose buone della cucina fiorentina**. Occhio che all'ora di pranzo da Nerbone ci sono sempre delle file bulgare. La sera è chiuso, potete andare di sopra. Ma non si mangia il panino al lampredotto la sera, dai.

Un altro posto "food-friendly" è il RED (Read Eat Dream) in piazza della Repubblica, la gastronomia targata Feltrinelli che nasce dalle ceneri chiacchieratissime della libreria Edison. La prima volta ci sono entrata per caso, non mi ricordavo che avesse riaperto e mi sono ritrovata spaesata in quel luogo un po' troppo ibrido per i miei gusti. Entrando assale la tristezza: i libri in mostra all'ingresso sono pochissimi e i titoli si limitano alle ultime uscite di grido, mentre lo spazio in fondo alla sala è dedicato alla vetrina del pizzicagnolo ed ai tavoli per mangiare. Non so quali fossero le intenzioni degli architetti, però a me ha fatto subito venire in mente questo:
Invece il primo piano è carino, c'è lo spazio per sedersi al tavolo oppure in poltrona, con tanti giornali e anche un bancone con le prese per i computer (ma forse questo c'era anche prima, non mi ricordo). Direi che ho apprezzato molto di più il primo piano.

OLGA: Ti dispiace se mi siedo?
FANTOZZI: c'è stato indubbiamente un... contatto e...
OLGA: Ti dispiace se viene una mia amica?
FANTOZZI: Ah, buongiorno si...
FILINI: Ah, bene. Ah, gli scotchs!
OLGA: Ti dispiace se ordino champagne?
CALBONI: Ma sicuro. Cameriere, porta via questa porcheria! Via! Via! Via! Garçon? Champagne!


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*fonti autorevoli in fatto di frequentazioni di alimentari di lusso mi hanno confermato che è un tratto distintivo della casa.
**quando ero più giovane ci andavo una volta a settimana a mangiare il minestrone, tanto per citare sia un'epoca in cui ero magra, sia un cibo che in teoria potrebbe essere anche vegano! Tuttavia anche la porchetta del Nerbone è da urlo, si rasenta il capolavoro in tutte le discipline: bollite, arrostite, dell'orto o della stalla, basta vedere le centinaia di recensioni entusiaste su TripAdvisor.

Commenti

  1. "...Ma non si mangia il panino al lampredotto la sera, dai..."

    Ma stiamo scherzando? Ma davvero un ti sei mai ritrovata alle 5 di mattina dopo una nottata a ballare in Piazza Pier Vettori, che du'panini col lampredotto a quell'ora o ti resuscitano o ti stiàntano? :D

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    1. Le cinque sono già mattina, il lampredotto notturno non solo è ammesso, ma anche consigliato!
      Io contesto il panino al lampredotto a cena, perché fa figo mangiarlo lì al mercato centrale 2.0.

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  2. c'e' la moda del lampredotto anche alle tivu .............. chef rubio............ tutto è moda anche queste cose come i panini con le frattaglie che un tempo erano da poveri...................... _mau__ e sloggati quando esci!!! xchè avevo commentato come il tuo account... solo io resisto alla moda di gooogle mail ormai (unaltra moda, ammettilo!!!!! :-DDD)

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    1. Mi ha cancellato la risposta, così, senza un perché apparente. Te la dico a voce.

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  3. È in codesta sede, che mi preme ricordare la dipartita delle budellina, piatto poverissimo e squisito tipico dei lampredottari/trippai di strada, a suo tempo defunto sotto i colpi dell'allarme mucca pazza.

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    1. Le budellina! Giusto, le budellina! Che ancora non sono state sdoganate dai fighetti del food, almeno non dalle nostre parti.

      Mi scatta l'aneddoto/polemico. L'ultima volta che le ho mangiate è stato qualche anno fa, da alcuni amici che avevano noleggiato un "cuciniere esperto di budellina" a domicilio, un certo "bersagliere" mi pare, credo dell'hinterland. Questo tizio, simpatico come un ascesso al culo, arrivò con 'sto piatto già cotto, blaterando tutta la sera aneddoti insignificanti della sua vita, poi ci fece pagare uno sproposito piagnucolando che aveva messo in mezzo anche la suocera per fare tutto, e infine la notte stetti malissimo (insieme ad altri) perché, probabilmente, non le aveva nemmeno lavate a dovere, oppure perché quelle budellina erano state preparate chissà quanto tempo prima...

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