Compagno turista attento

Quieti e impacciati al punto che, in confronto a loro, anche i disciplinati tedeschi sembrano dei "casinisti". 
Così venivano presentati i turisti russi nei primi Anni Ottanta; presenze rare e discrete che muovevano i primi passi vacanzieri nei paesi capitalisti.

Tempo fa ho ritrovato su un vecchio quotidiano del 1983 una copia del vademecum di comportamento (stampato a Leningrado!) a uso dei cittadini sovietici in procinto di viaggiare all'estero. Si trattava di un documento riservato, addirittura riportante la dicitura: "non soggetto a divulgazione".
Nel 1983 c'era ancora la Guerra Fredda. Wikipedia ci racconta che in quell'anno Arpanet aggiornò il proprio protocollo dando il via a Internet; fu l'anno del rapimento di Emanuela Orlandi; dell'arresto di Enzo Tortora; della rielezione della Thatcher; dell'arresto di Buscetta e Tano Badalamenti; i Duran Duran pubblicarono il loro terzo album; l'anno in cui Microsoft rilasciò la prima versione di Word per DOS. Ronald Reagan era a capo degli USA, mentre in Italia avevamo il governo Fanfani e il mitico Sandro Pertini era presidente della Repubblica.
Altri tempi.

Adesso il mondo è cambiato, la Guerra Fredda è storia, il muro di Berlino è finito, sbriciolato in tanti souvenir sparsi per il mondo e l'URSS non esiste più. Tanto meno esiste ancora la quiete garbata dei loro turisti dei primi anni Ottanta. Infatti, se oggi domando agli amici che lavorano con i turisti a Firenze, chi siano quelli più caciaroni e maleducati, al 99% mi viene risposto che sono i russi.

Con sicurezza, all'unisono e senza starci nemmeno tanto a pensare. Poi inizia sempre un'anedottica colorita, con storie che sembrano uscite dalla sceneggiatura di un film con Bombolo o da Fantozzi. Tutti racconti che all'epoca avrebbero fatto impallidire qualsiasi funzionario del PCUS e l'avrebbero indotto a prendere provvedimenti drastici.
Perché a quei tempi i cittadini sovietici in viaggio dovevano attenersi a delle precise regole di comportamento, per la precisione 12 punti. Alcuni sono molto divertenti e ci ricordano un mondo che adesso non c'è più.
  1. I cittadini sovietici che si recano per motivi privati in paesi capitalisti o in via di sviluppo hanno il dovere di tenere alto l'onore dell'Unione Sovietica, di osservare i princìpi del codice morale di un edificatore del comunismo, di essere irreprensibili nel loro comportamento personale, di custodire scrupolosamente i segreti di Stato.
    Durante la permanenza all'estero i cittadini sovietici hanno l'obbligo di dar prova di vigilanza politica, di ricordare costantemente che gli organi dello spionaggio dei paesi capitalisti e i loro agenti aspirano a ottenere informazioni sull'URSS e possono tentare di compromettere un sovietico e quando sia di loro vantaggio, indurlo a tradire la Patria.
    A tale scopo gli organi spionistici dei paesi capitalisti sfruttano la tendenza di certi individui ad abusare di bevande alcoliche, ad avere rapporti con donne di facili consumi, a partecipare a giochi d'azzardo, ad acquistare oggetti vari, sfruttano la loro facilità alle chiacchiere, la spensieratezza, la negligenza nel custodire documenti personali.
    Nel tenerne conto i cittadini sovietici sono tenuti a comportarsi in modo da non permettere allo spionaggio straniero di sfruttarli per il loro fini. Al contempo, trovandosi all'estero essi non devono mostrarsi eccessivamente riservati. Una ragionevole socievolezza abbinata ad un'intensa vigilanza politica costituisce la condizione necessaria del corretto comportamento di un cittadino sovietico all'estero.
  2. Nel caso di un tentativo da parte di chicchessia di proporre informazioni che sarebbero di interesse per l'URSS oppure di coinvolgere un cittadino sovietico nell'ottenimento di tali informazioni, egli deve manifestare il dovuto riserbo, non acccettare alcuna proposta onde evitare una possibile provocazione e riferire personalmente l'accaduto all'ambasciata sovietica del paese in cui si trova, come pure a chi di dovere al suo rientro in patria.
  3. Prima della partenza per l'estero è indispensabile prendere conoscenza dell'itinerario da seguire fino al luogo di destinazione, ottenere il passaporto per l'estero, assicurarsi dell'esistenza dei visti, richiedere la valuta straniera. Con questa si possono acquistare all'estero regali per sé e per i congiunti. Con ciò non si deve perdere il senso di misura e della propria dignità, ricordando che secondo il comportamento del singolo cittadino sovietico saranno giudicati tutti i cittadini dell'URSS.
    Non si devono prendere con sé documenti personali all'infuori di quelli necessari per il viaggio. Occorre munirsi degli indirizzi e numeri telefonici delle ambasciate e dei consolati dell'URSS esistenti lungo il percorso da seguire onde poter ricorrere a questi consigli e assistenza in caso di necessità.
  4. I cittadini sovietici recabisi all'estero devono attenersi scrupolosamente alle leggi doganali sia sovietiche sia dei paesi stranieri di transito o di destinazione. Nel caso di una perquisizione personale si deve fare una protesta verbale senza peraltro entrare in conflitto con le autorità. Prestare la massima attenzione a che durante la perquisizione non siano rifilati a scopo provocatorio, documenti o materiali compromettenti.
    Se durante il controllo del bagaglio i rappresentanti degli organi doganali dovessero permettersi uscite o azioni offensive o politicamente ostili, occorre esigere la loro cessazione facendo notare l'inammissibilità di tali azioni da parte di rappresentanti delle autorità ufficiali. Alla prima occasione il comportamento offensivo deve essere notificato alla più vicina ambasciata o al consolato sovietico.
  5. Durante il viaggio in treno, piroscafo o aereo, bisogna comportarsi con gli sconosciuti in maniera cortese e corretta, mantenendo tuttavia la necessaria vigilanza. Se nello scompartimento di un vagone letto (cabina) ci fosse una persona del sesso opposto, richiedere il trasferimento in altro scompartimento (cabina).
    Non si deve permettersi distrazione o negligenza riguardo ai propri effetti personali. Si deve custodire presso di sé il denaro e i documenti senza mai lasciarli nella camera di un albergo neppure per un breve tempo. Non si deve fornire a conoscenti occasionali il proprio indirizzo o numero telefonico.
  6. All'arrivo a destinazione il cittadino sovietico ha il dovere di presentarsi all'ambasciata o al consolato sovietico più vicino e farsi registrare, cancellando tale registrazione immediatamente dopo il rientro in Patria.
  7. Durante la permanenza all'estero è categoricamente vietato ai cittadini sovietici di: frequentare caffè o ristoranti dove si riuniscono emigrati e membri di organizzazioni reazionarie e antisovietiche, come pure di partecipare a riunioni o comizi, compresi quelli di partiti comunisti; visitare zone dichiarate chiuse agli stranieri; depositare i risparmi personali in banche straniere; partecipare a lotterie, raccolte di fondi eccetera; conservare letteratura o giornali comunisti stranieri (nei paesi dove questi non sono venduti liberamente); vendere o scambiare oggetti portati dall'estero o là acquistati; prendere in consegna pacchi o lettere di stranieri destinati a cittadini residenti nell'URSS; apparire in luoghi pubblici e per la strada in stato di ebrietà; frequentare club notturni, cabaret e altri luoghi di svago equivoci, come pure partecipare a giochi d'azzardo.
  8. Durante la permanenza all'estero è categoricamente vietato concludere accordi su qualsiasi prestazione di opera, interventire in comizi e riunioni, trasmissioni radiofoniche o televisive, prendere parte a concerti di professionisti, eccetera. Il cittadino sovietico ha il dovere di informare l'ambasciata o il consolato sovietico di ogni proposta di tale genere e di agire conformemente alle indicazioni che gli saranno fornite da questi.
  9. Il cittadino sovietico può guidare un'automobile all'estero solo se è in possesso di una patente di guida internazionale o locale.
  10. È necessaria la massima prudenza nel farsi fotografare o riprendere da cineprese di dilettanti.
  11. In caso di complicazioni sorte nei reciproci rapporti con stranieri, o chiamate in uffici di polizia, informare immediatamente l'ambasciata o il consolato dell'URSS più vicino e agire secondo le loro indicazioni.
    Qualora un cittadino sovietico commettesse un errore di comportamento non lo deve tenere nascosto, ma è tenuto a informarne immediatamente l'ambasciata o il consolato dell'URSS.
    In caso di fermo, se portato in un posto di polizia, un sovietico, senza manifestare apprensione, deve esigere che sia chiamato un rappresentante dell'ambasciata o del consolato dell'URSS. In assenza di questi deve rifiutare di rispondere a qualsiasi domanda, di firmare qualsiasi verbale o documento, non deve cedere a minacce o intimidazioni.
    In caso d'infortunio, se ricoverato in ospedale, ha il dovere di informare alla prima possibilità e con qualsiasi mezzo la più vicina rappresentanza sovietica.
    È altresì indispensabile informare l'ambasciata (consolato) sovietica di qualunque sortita ostile o offesa diretta contro l'Unione Sovietica o istituzioni sovietiche indipendentemente da dove siano state manifestate (per strada, in un negozio, al teatro, al cinematografo o altro luogo). Nel caso la sortita o offesa sia stata diretta personalmente al cittadino sovietico egli deve, senza permettersi alcuna azione irascibile, reagire nel modo dovuto e in caso di necessità presentare una protesta e informare l'ambasciata (consolato) dell'URSS.
  12. I cittadini sovietici, trovandosi all'estero, devono tener presente che l'ambasciatore dell'URSS è un rappresentante plenipotenziario dello stato sovietico incaricato di controllare l'attività di tutti i cittadini sovietici in un dato paese come pure di difenderne i diritti e gli interessi. Di conseguenza essi hanno il dovere di attenersi incondizionatamente e scrupolosamente a quanto dispone e raccomanda l'ambasciatore o chi lo sostituisce.
    L'inosservanza delle regole qui enunciate sarà ritenuta una violazione del dovere sociale e della disciplina statale del cittadino sovietico recatosi all'estero.
Pubblicato nell'ottobre del 1983 sul quotidiano La Nazione (anche la foto) e condiviso su Medium il 25/04/2015.

Commenti

  1. Articolo gradevole ed interessante......ed i russi....Si sono scatenati con Putin!!!!! :-DDD _MAU_:

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero, col quattrino si cambia... #commentobecero

      Elimina

Posta un commento

Ciao, lascia un commento, se ti va!

Post popolari in questo blog

Tentativo di truffa porta a porta: Bartolini & co. per conto di Eni

Uomini e Topi di John Steinbeck

Il caso Kakoiannis-Sforza di Francesco Recami