La fase Love


Stamani mi sono svegliata in piena fase love.

Quando inizio la giornata così me ne accorgo subito. La percezione del mondo si scalda ed è come se indossassi degli occhiali con le lenti arcobaleno. Apro gli occhi guardo fuori ed esclamo con sincero entusiasmo: "Che bella giornata!".

Indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.



Se sono in fase love anche il tempo più uggioso mi fa esultare e dare il benvenuto alla giornata.

Oggi c'è un sole che spacca le pietre, perciò figuriamoci.

Mi sono alzata dinamica e ho inavvertitamente urtato il recipiente con la cenere dello zampirone, spargendolo per mezza camera. Non ho fatto una piega, tanto sono in fase love, e poi l'odore dello zampirone mi piace tanto, chi se ne frega della cenere. In quel preciso momento ho pestato col piede nudo il supporto di latta che si era ribaltato assieme ai riccioli di cenere.

Ahi.

Ma ho continuato a sorridere, la fase love è anche questo.

Zoppicando sono andata in bagno, dove ho notato che il water ha qualcosa che non va. L'acqua tende ad asciugarsi velocemente, non so perché. "Dovrò chiamare un idraulico", ho pensato senza perdere il sorriso.

In cucina mi sono ricordata di non avere niente da mettere sotto ai denti. L'ultima cosa commestibile l'ho consumata stanotte, durante una "cena di backup", accecata dai morsi della fame chimica.



Dispensa e frigo vuoti, nemmeno un cracker.

Come da manuale.

"Pazienza, tanto c'è la fase love; esco prima e vado a far colazione fuori," ho pensato, rinunciando volentieri alla tradizionale oretta di lettura sul divano del sabato mattina.

Sono andata al bar. Ma il mio solito bar era chiuso per ferie. Allora sono entrata nel primo che ho trovato.

Al bancone c'era un ragazzo di colore che stava bevendo un cappuccino. A giudicare dalle dimensioni dello zaino che aveva sulle spalle credo fosse un venditore di cianfrusaglie varie.

Parlava col la barista su come sia molto meglio essere bianchi che neri, perché... Gesù era bianco.

La barista annuiva, sembrava esausta.

Ho ignorato il tizio. In fase love nemmeno i discorsi a bischero della peggior specie possono scalfire il mio sorriso felice.

- Ehi, dimmi! - mi ha detto il ragazzo dopo avermi osservata per un po'.

- Sì? - ho risposto sorridendo con la consapevolezza del buonumore di cui ero imbevuta, tipo spugna.

- Nero... scimmia? - Ha detto lui indicandosi il polso e continuando ad osservarmi con attenzione.

- In che senso, scusi? - Ho detto io.

- Gesù era bianco...

- Guardi che ci sono pareri discordanti in merito. - l'ho interrotto secca, sinceramente disinteressata alla condizione cromatica dei pigmenti epidermici del Cristo (e anche del tizio in vena di provocazioni). Poi sono andata a pagare alla cassa, senza dargli il tempo di replicare. Ma avevo fretta di arrivare in piscina per fare un po' di nuoto mattutino.

Sono arrivata a pranzo dalla mamma ancora in piena fase love.




Caffè.




Adesso la fase love è passata.

Svanita.

Archiviata.

Un ricordo lontano.

Per farmela passare all'istante alla genitrice sono bastati: un commento - di quelli taglienti come coltellate - sul mio sovrappeso e questo regalino di cui pare abbia tanto, ma tanto bisogno:









Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.

Pelli mature.










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