Podismo e falsi vegani: un flusso anomalo dagli albori del web al giorno d'oggi



Verso la fine degli Anni Novanta mi ritrovai ad amministrare un forum online di podisti amatoriali. Fu una cosa provvisoria, sostituivo una persona per poche settimane. Su quel forum (purtroppo ho dimenticato il nome, non posso verificare se esista ancora) c'erano varie sezioni dedicate all'allenamento quotidiano, all'attrezzatura da corsa, alla motivazione mentale, alla preparazione in palestra, alla segnalazione delle gare in corso, ecc.
Ricordo che era uno spazio online molto partecipato, direi affollatissimo. Però erano decisamente altri tempi: Facebook sarebbe arrivato solo una decina di anni dopo, tanto per rendere l'idea.


Con mio grande stupore, mi resi subito conto che la sezione più frequentata era quella dove si parlava di alimentazione. C'era gente che tutti i giorni, cavolo tutti i santi giorni, postava la lista di ciò che mangiava. E molti lo facevano con una serietà estrema, come se stessero svelando al mondo chissà quale grande verità. Guai a fare battute o a buttarla sul leggero.

C'era un tizio che tutte le mattine doveva comunicare al mondo intero di aver fatto una "colazione salata". E a seguire, un chilometro* di commenti dove si discuteva animatamente un'abitudine alimentare banale, come è appunto mangiare un panino al prosciutto per colazione.

Ricordo che fu allora che ebbi l'intuizione che il cibo e tutte le sue emanazioni fossero una sorta di chiave di volta: riuscivano a catalizzare un interesse morboso, spesso pornografico negli utenti del forum. Era un potenziale pazzesco che, come tante altre cose nella vita, non ho pensato di sfruttare. All'epoca, infatti, avrei potuto soffermarmi di più su questa riflessione e magari aprire un sito** sull'argomento e farlo crescere nel tempo, per ritrovarmi oggi col mio Dissapore personale, per esempio, invece di buttarmi a babbo morto sulla fuffa autoreferenziale. Ma tant'è. Fui snob, lo ammetto, ed oggi ne pago le conseguenze con serenità***.

Tutta questa storia mi è tornata in mente poco fa, per due ragioni: primo, il solito post di fine anno di Leonardo sul calo delle sue visite che ho letto con interesse perché è ricco di spunti, e che mi ha indotto all'altrettanto consueta riflessione sul calo delle mie visite; secondo, una discussione seriosa su Facebook con argomento (banali) colazioni vegan, tra un amico runner (i podisti si sono estinti col nuovo millennio, annientati dai fosforescenti runner) e un amico "diversamente vegano".

I diversamente vegani sono una categoria di persone che ancora fatico ad inquadrare perbene, però stanno spuntando come funghi, almeno nel mio piccolo mondo entropico, popolato da tanti quarantenni piuttosto benestanti per i tempi che corrono (anche se piangono sempre miseria), in crisi perenne. Il diversamente vegano non è vegano manco per idea, e spesso non è neppure vegetariano, ma gli piace tanto l'idea e allora si sente in diritto di fare proselitismo per delle cause che non ha mai abbracciato (e spesso nemmeno ci pensa lontanamente).

Dunque pontifica di continuo e a caso, su argomenti di varia natura: ingredienti sani, ricette vegan, specismo e antispecismo, riscaldamento globale, omeopatia, multinazionali, ma sempre con un massimalismo e una superficialità sconcertanti.
Fa sempre discorsi approssimativi sull'importanza dell'agricoltura sostenibile, del recupero di cultivar che sono la massima espressione della meravigliosa biodiversità che offre il nostro territorio****, ma col cavolo che mollerebbe badge e quattordicesima per andare a dissodare zolle.
Impunito, dopo aver frantumato perbene le ovaie (o altro) ad amici e follower, lo vedi postare un selfie abominevole, strabuzzante di hashtag senza senso, che lo ritrae mentre divora a grandi morsi un panino al lampredotto sgocciolante di unto.

Gif animata presa qui

#foodie #myway #foodporn #streetfoods #chef #passion #identity #culture #freedom #championsbreakfast #gnam #justme












* Non c'era il contatore come su FB, l'interesse per un thread si misurava a spanne.
** Anche i blog ancora non esistevano.
*** In termini di accessi al sito, niente di trascendentale.
**** Non importa che alla fine si tratti di prodotti che possono permettersi quelli che fanno la spesa da Natura Sì (per es. la sottoscritta).

Commenti

  1. Diversamente Vegano mi mancava!!!!! :-P

    _M__

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  2. Ah Ah! Ne conosco di ""diversamente vegani" (anche senza essere vegani)... si è vero... pontificano insopportabili, ma solo su problemi semplici. Se cerchi di approfondire... un disastro!!!Ti risulta?? perchè secondo te?

    RispondiElimina

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