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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

Momento frù frù

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In tutta la mia vita professionale, non ho mai affrontato degli alti e bassi come in questo periodo, delle vere e proprie montagne russe. Ne soffre tutto l'ufficio. Nell'arco delle ventiquattr'ore si passa dall'esaltazione più totale alla depressione più cupa. Tutti. Certo, in questi casi il contesto è fondamentale e gioca un ruolo chiave nell'eziologia della nevrosi collettiva. Se l'ufficio è popolato e guidato da pazzi esauriti che navigano a vista, allora anche per me sarà molto più facile cadere preda degli sbalzi di umore repentini. Che poi gli sbalzi di umore in sé sarebbero anche gestibili. Il problema è che nel mio caso ho tutto il pacchetto completo: insonnia, disturbi intestinali, gastrite, fame e voglia di fumare isteriche.
Quando attraverso un periodo come questo, chiamiamolo frù frù per comodità, penso sempre a cambiare qualcosa della mia vita, a mutare direzione. Che poi il cambiamento si può chiamare in tanti modi: la chiave di volta, l'apri…

Blog

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Qualcuno mi ha detto che il blog è morto. Molto meglio aprirsi una pagina Facebook e scrivere lì. Questa cosa mi fa rabbrividire. Io sono all'antica su qualsiasi argomento, lo so. Ma quando si parla di tecnologie del trastullo divento talebana. E poi il blog è una cosa seria.
Son successe tante cose in questi giorni che non saprei da che parte rifarmi. A dire il vero tutte le mie energie le spendo per le eterne e inutili emergenze al lavoro e per star dietro a una certa situazione che ho in casa. Non scendo nel dettaglio ché si tratta della vita di un'altra persona e non mi va di cianarne più di tanto. Dirò solo du' parole: unemployedand homeless. Potrebbe essere il canovaccio perfetto per una sit-com con i fondali in cartone e le risate registrate. Ora che ci penso: mi sa che mi convenga prendere degli appunti e poi tentare di rivenderli agli sceneggiatori di Un posto al sole, almeno ci faccio qualche Euro. Comunque in questo periodo sono piuttosto impegnata a star dietr…

Op. cit.

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Effetto Zoolander e Grande Crisi

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Nella ditta "nuova" dove lavoro hanno giù cominciato a fare i furbini e a pagare in ritardo. Da qui la necessità di scrivere questo post di sfogo: è la mia auto-terapia preferita. Attenzione: la ricetta contiene succo di bile allo stato puro e parolacce q.b.
E poi io col lavoro ne ho passate troppe e adesso non lascio correre più nulla. Specialmente quando mi rendo conto che la Grande Crisi viene presa a pretesto per fare gli stronzi. Ma rimaniamo sul punto e ritorniamo al mio ufficio. Il titolare è un classico, passa dall'arroganza al piagnisteo con tutti: clienti, collaboratori, dipendenti. È simpatico anche se un po' cafone, però lui è convinto di essere chic. Nonostante tutte le arie da imprenditore vissuto che si dà, in realtà è solo un parvenu del mestiere: finirà stritolato al primo alito di vento. E questo non mi fa stare tranquilla per nulla, perché di questi tempi le ventate sono improvvise, gelide e distruttive. Metaforicamente parlando, naturalmente.
Com…

Scampolo d'estate a Firenze

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Ho sentimenti ambivalenti per la mia città. La amo e la odio. Contemporaneamente. Oggi mi sono fermata al Piazzale Michelangelo, ho fatto due passi e scattato questa foto col cell - ma tanto non dà l'idea della bellezza della giornata. Pensavo: "ma quanto è bella 'sta città!" E subito dopo: "me ne devo andare da qui, manca l'aria."

Mio padre spiega a mia madre cos'è Internet e chi sia Steve Jobs.

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«...vedi, tutte le notizie sono nell'aria e lui ha trovato il sistema di prenderle. Con il p.c.»

Ecco, appunto.

#vascomerda

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Tolgo il post sulla pagina di Vasco Rossi perché non vi è modo su questo benedetto Blogspot - e nel 2011, cavolo mica il 1997, per dire - di mettere la foto della pagina incriminata ingrandibile fino a renderla leggibile. Sono tecnologicamente demotivata.

Diario del fine settimana: colazione e momenti dimenticabili in società

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«In casa tua l'unica cosa decente da leggere è la Bibbia.»
«Possiedo una Bibbia?»
Conversazioni casuali davanti al frigo. Colazione a base di tè, uva e Palmine questa mattina che sembra estate e invece non lo è più. Mentre sorseggio il tè verde bio marca Coop, guardo il palazzo di fronte e penso che non sono ancora andata al mare quest'anno. E adesso c'avrei proprio voglia di stare sul bagnasciuga coi piedi a mollo. Un tipo su un terrazzo fuma una sigaretta, tutto preso da quello che sta succedendo giù in strada. Mi affaccio incuriosita: in strada non c'è niente. Fuma pensieroso, indossando una tuta da ginnastica e dei mocassini marroni. Ma non rido del suo look allucinato, non me lo posso permettere, ci mancherebbe. Sono troppo consapevole della mia mise casalinga. Evito descrizioni umilianti, dico solo: ciabatte di spugna e pareo. Ripenso al mare, vorrei essere sulla spiaggia, adesso, a passeggiare. Oppure nella pineta in bicicletta. Mi mangio l'ultima Palmina c…