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17 dicembre 2011

Il mondo deve sapere e io mi devo render conto meglio...


Qualche sera fa ho letto il libro di Michela Murgia Il mondo deve sapere. L'ha pubblicato diversi anni fa, ne avevo sentito parlare, ma all'epoca non aveva suscitato la mia attenzione. Adesso - complice una sacchettata di libri che mi è stata prestata da un'anima buona per affrontare le feste imminenti - ho avuto occasione di leggerlo. È una storia autobiografica ambientata sul lavoro, come riporta Wikipedia:
La protagonista del racconto viene assunta da un call center come telefonista; il suo compito è quello di vendere, attraverso tecniche di vendita invasive, un aspirapolvere, il Kirby. Le stravaganti tecniche motivazionali, il mobbing nei confronti dei dipendenti, le assurdità raccontate alle casalinghe al telefono e le reazioni delle stesse, le figure dei colleghi e dei capi vengono annotate e classificate, utilizzando un linguaggio colloquiale e uno stile ironico.
Si legge in un paio d'ore e secondo me ne vale la pena. In origine penso che fosse un blog, la struttura è quella e ogni tanto ci sono dei riferimenti ai post. Son rimasta solo un po' delusa dalla trama, perché mi auspicavo una nemesi finale che invece non avviene. Poi riflettendoci, credo che la protagonista abbia avuto la sua nemesi nella vita reale, proprio grazie alla pubblicazione del libro e allora va bene così.
Per il resto è il racconto di un mese di lavoro nel call center della Kirby, tra trucchi, manipolazioni, mobbing di un ambiente del genere, dove tutti, ma proprio tutti (titolare compreso), vengono plagiati con tecniche collaudate, in un perenne tentativo di lavaggio del cervello che nella maggior parte dei casi funziona alla grande.
Tempo fa ho raccontato di quando, per lavoro, ho partecipato alla composizione del testo di una telefonata-tipo "da call center" che poi i centralinisti avrebbero dovuto recitare ai potenziali clienti. Maremma, tutto uguale al libro, che tra varie cose, mi ha permesso finalmente di darmi una spiegazione plausibile sul perché anche nell'azienda dove lavoro ci sia uno psicologo fisso solo per fare i colloqui ai commerciali. Io cado dal pero e mi spiaccico a terra, perché si vede che sono bella matura. Ingenuamente, infatti, pensavo che l'azienda fosse in forte espansione e cercasse personale, invece la Michela Murgia mi ha aperto gli occhi sulla verità: abbiamo un turn over di venditori spaventoso e a quanto pare da manuale. Io per lavoro mi occupo di tutt'altre cose, queste dinamiche mi sfiorano solo di striscio, soltanto quando c'è da dare qualche parere tecnico, però mi mettono tanta tristezza addosso. L'unica telefonista che abbiamo in azienda è spiccicata al modello-ameba descritto nel libro della Murgia. Santo cielo, è impossibile farci un discorso. Qualsiasi discorso; fa impressione un tale concentrato di stolidità in un'unica persona. Pensavo che noi tecnici-nerd si fosse i disadattati di ogni situazione, ma non è così. C'è di peggio, di molto peggio. Perché è vero: al peggio non c'è mai fine. Il resto del call center, infatti, è in Tunisia e i ragazzi che ci lavorano hanno ordine di dire di essere mezzi francesi, se qualcuno chiede loro come mai abbiano l'accento "straniero". Io sono disgustata e sto mandando curriculum in giro, ma com'è noto non è il momento giusto, la crisi, il default, il fatto che ho quarant'anni, yawn. Lo sbadiglio è dovuto alla consapevolezza che non è mai stato il momento giusto per trovar/cambiar lavoro; son vent'anni e oltre che si passa da una crisi all'altra, da un "momento sbagliato" all'altro, da un'emergenza planetaria a una tragedia economica scampata per un pelo come adesso, senza soluzione di continuità. Forse è l'ora che mi svegli un altro po'. E non solo io.

8 commenti:

  1. ma non lo sapevi che da lì era tratto "Tutta la vita davanti" di Virzì?

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  2. Non l'ho mica visto... son fuori dal mondo. appena ho l'occasione lo guardo!

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  3. Mi trovo il piena sintonia con Lei. Ritengo che storture come questa dimostrino ancora una volta che questo sistema economico ha fallito e che si debba fare di tutto e quando dico di tutto non posso fare a meno di pensare ai nordafricani che si sono dati la sveglia e qualsiasi sia poi il loro futuro almeno hanno avuto il coraggio di ribellarsi. Esiste un altro sistema economico, mi creda..certo, non favorirà l'accumulo di ricchezze o i privilegi ma sicuramente avremo una società meno stressata e non saremo costretti a scannarci l'un l'altro come cani i fronte ad un osso. Esiste, mi creda solo se noi lo vorremmo. Buon NATALE e spero un 2012....rivoluzionario. Ernesto160

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  4. la cosa migliore sarebbe ? riuscire a vivere con l'aria (quella roba che ci gira intorno al cervello?)sia limpida e frizzante? per una buona qualita' della vita e un po' d'allegria?
    bisognerebbe fuggire dalle contraffazioni?

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  5. Buonasera Ernesto. Grazie. Ricchezze e privilegi per chi si trova nella mia situazione sono le ultime cose. Prima c'è bisogno di tante cose più basilari a cui non siamo più abituati. Forse colpa nostra che a un certo punto abbiamo abbassato la guardia? Ricambio gli auguri di Buone Feste! :)
    @Anonimo. Non ho la risposta, mi dispiace.

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  6. Ancora un caro saluto e alla prossima ripubblicazione!
    ;-)
    Di questo blog ci piace l'ecletticità, il riuscire ad affrontare tematiche delicate come questa e spaziare a momenti esilaranti come il "Sono scomoda" di Alba Parietti.
    Ciao!

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  7. Grazie ElGiramundo..., ciao! :)

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  8. Ciao mi trovo per caso a leggere questo blog in quanto mi trovo in questi giorni mio malgrado a vivere la situazione paradossale raccontata dalla Murgia nel libro che ho letto qualche anno fa. Mi chiedo come mai non si parli abbastanza di questo schifo ...è vero è un lavoro ma la dignità delle persone non si calpesta. ..spesso dall'altra parte del telefono ci giudicano solo dei rompiscatole ma siamo costretti ad insistere perché ascoltati dai superiori che ci urlano contro e ci fanno sentire degli incapaci. Purtroppo il mercato non offre molto in questo momento è a volte persone di tutte le età e a volte anche qualificate sono costrette a lavorare in questi posti assurdi per mancanza di alternative. Vi prego non spegnete i riflettori su questo tema. Io in questo momento ho bisogno di questo lavoro ma spero di andarmene appena trovo di meglio e mandare a cagare questi signori. ..che imparino almeno l'educazione.

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