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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

SEO e abbiocco: analisi di alcune tecniche casarecce di promozione online

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Polpette a pranzo e una naturale, lieve sonnolenza dopo il caffè. Fuori tempo che promette male, sole e nuvoloni neri. Il tempo che appena metti il naso fuori ti fa pentire di aver abbandonato il divano.

Allora mi dico: approfittiamone per leggere qualcosina online per migliorare le performance del mio gattasorniona punto blogger, ecc.

Praticamente un momento di "auto formazione".

Un allarme fuffa ha iniziato a trillare nella mia mente, diventando sempre più insistente. Incurante, l'ho spento con un gianduiotto.

Perché è da un po' che ci penso, insomma, di rimettere questo blog a regime. Lo so gli antichi splendori sono andati, perduti come lacrime nella pioggia, ma cercare di migliorare un po' in termini di visibilità e robe così mi sembra un obiettivo tutto sommato accettabile. Con questo spirito proattivo mi addentro nel magnifico mondo delle infografiche e dei blog di settore.

Aspettarsi il lavoro gratis dalla webagency di fiducia

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Gianluca Diegoli ha pubblicato un podcast dal titolo: "Aprire un negozio online, da dove comincio?" Si tratta di un seminario sul tema: ecommerce e presenza online delle aziende. In circa un'ora e mezza di conversazione, affronta alcuni temi cruciali per chi si occupa di commercio in rete: dalla costruzione del sito, all'impostazione della newsletter, dalla gestione della mailing list al rapporto con i social Network, dall'organizzazione del customer care... e così via.

In tutto questo discorso mi ha colpito l'intervento polemico sul finale, fatto da un tizio titolare di un sito di ecommerce che ha sollevato un problema per me emblematico. Il tizio ha preso la parola per lamentarsi delle webagency in generale e della loro pessima abitudine di pretendere di essere pagate per i loro servizi.

10 cose che un commerciale deve evitare quando incontra il potenziale cliente

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Durante una riunione aziendale, un fornitore di servizi web mai visto prima (né dopo), per spiegarmi le meraviglie dei social network, ha aperto il suo profilo Facebook - pieno di foto della Fiorentina, sfottò volgari tra amici e aforismi alla Osho - e si è messo a scorrere quella timeline imbarazzante sotto al mio naso. Incurante della figura di merda che stava facendo, si è soffermato sui dodici (12, uno-due) like alla foto di un cucciolo di labrador, postata il giorno prima.

- Capisci? 12 like così, senza praticamente fare niente - mi ha detto entusiasta, quasi fosse stupito di un tale successo.

- Wow - ho risposto, cercando di capire se mi stesse prendendo per il culo oppure no.

No no, era serissimo, naturalmente. Ed era anche convinto di trovarsi di fronte a una come lui.

Allora ho pensato di scrivere i 10 errori secondo me che un commerciale non deve mai fare quando entra in contatto con un'azienda.

Godetevi la corsa di Irvine Welsh (recensione)

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Godetevi la corsa di Irvine Welsh è un romanzo gradevole, con una trama vivace che si legge in soffio. È la storia di un tassista di Edimburgo, "Gas" Terry Lawson, ricciolone con una predilizione per le tute di acetato sgargianti, simpatico erotomane superdotato, naturalmente dedito anche a trafficucci un po' loschi con personaggi poco raccomandabili. Un tipo esagerato, come tutti i personaggi di IW che amo, un tizio che passa il tempo tra una scopata e l'altra a ingegnarsi nell'arte del rimorchio e della sopravvivenza spicciola.

Il momento migliore per i nodi al pettine

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Sento la porta dell'ascensore che si spalanca. Si fionda in casa mia scomparendo nel cesso. Grida:

Il taccuino

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Ho l'abitudine di portare sempre con me un taccuino. Lo tengo in borsa, chiuso da un elastico, per evitare che si spampani nell'eterno marasma che c'è da quelle parti.
La consapevolezza di averlo lì mi regala un tot. di tranquillità. Le rare volte in cui me lo scordo, infatti, chiedo sempre un pezzo di carta, perché mi dà ansia sapere di non aver niente su cui poter scrivere alla bisogna.