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Visualizzazione dei post da 2014

Auguri e una riflessione sul calo delle visite sul blog

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Dopo aver letto il post di fine anno di Leonardo, incentrato sulla diminuzione inesorabile dei suoi visitatori, anche io ho fatto mente locale su quello che accade in questi luoghi.

Come tanti altri, anche questo vecchio blog non ha più le visite di una volta. Diciamo pure che non ha manco la metà dei visitatori dei vecchi tempi, i cosiddetti tempi d'oro dei blog, quando esistevano le blogstar e c'era tutto un fermento per questa novità.

Il potere isolante dei libri

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Nota veloce che ho freddo e poco tempo per scrivere. Ho un desiderio piuttosto forte: vorrei passare questi giorni chiusa in una biblioteca antica, una di quelle di famiglia blasonata, possibilmente in un castello suggestivo. Una stanza grande, con le comode poltrone di pelle, tanti punti luce, caminetto acceso, legno dappertutto, tappeti persiani e un ottimo angolo bar con i migliori whisky.
Vorrei chiudermi in un posto del genere fino alla Befana compresa. Ma non per l'amore per i libri, e nemmeno per l'odore della carta. Piuttosto per il sottovalutato, ma per me fondamentale, potere isolante della carta.

Ma Matteo: proprio con i più sfigati te la dovevi prendere? Il Santo Natale si vede dalle piccole cose quotidiane...

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La tipa dietro la scrivania è immersa in un libretto Sellerio tutto sbertucciato, con il bollino della biblioteca di quartiere.
Da dove mi trovo non vedo il titolo, riesco a leggere solo: Camilleri.

La tipa legge senza curarsi del resto, non ha risposto nemmeno al mio "buongiorno".
La osservo rapita, ha una faccia arcigna che in giro se ne vedono poche di così antipatiche.
Di tanto in tanto, appoggia il libro sul tavolo e sottolinea qualche frase a matita.

Conversazioni della pausa pranzo: Twitter, Renzi ed altre cose

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- Ma come, tu fiorentina d.o.c. non segui il Renzi su Twitter... E come mai, per curiosità?
- Guarda, Twitter è il meno: io il Renzi non l'ho nemmeno votato per sindaco, figuriamoci se...
- Ma icché c'entra codesto? Su Twitter tu lo potresti anche seguire. L'è sempre il presidente del Consiglio.
- In effetti, ma poi...
- Via, anche solo per informarsi; insomma ora come ora non è mica tanto trascurabile come personaggio...
- Ho capito. E hai ragione, lo so. Ok, seguiamo il Renzi.

E se la felicità più duratura stesse nelle piccole cose?

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Riflettevo su un post che ho scritto giorni fa. Secondo alcune ricerche risulta più veloce superare i grandi traumi rispetto a quelli più piccoli. Per le batoste più leggere non partono le difese naturali che si attivano automaticamente nel caso dei colpi grossi, e allora lasciarsi alle spalle la brutta cosa diventa più gravoso.

Ma tutto ciò vale anche al contrario?

Come aumentare i propri follower e rafforzare la presenza su Twitter. Considerazioni dopo aver consultato numerosi blog del settore. CHE COSA È SUCCESSO A BROOKE?

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Non sono molto portata per Twitter e me ne curo il giusto. Addirittura c'era un tempo in cui cancellavo settimanalmente i follower. Li testavo e li cancellavo, pensavo che una decina, massimo venti fossero più che sufficienti.
"Pochi ma buoni", ché il casino ipersociale era su Splinder e su Facebook.
Poi tutto è cambiato e Twitter ha iniziato a darmi più soddisfazioni di Facebook. A dire il vero non è proprio così, io vado a periodi, un po' Twitter un po' FB come preferito del cuore. Ora sono nella fase Twitter.

Lui dice di essere conte, ma invece sta in un seminterrato alla giapponese

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Sono una persona fortunata.

Professionalmente, intendo.

Sono costantemente, quotidianamente circondata da persone che frullano, fibrillano. Good vibe a iosa, progetti, idee, start up, visioni, ecumenismo tecnologico tout court. Persone di spessore che sono consapevoli di aver tanto da dare e da trasmettere al mondo. Il mondo, ok? niente paesello o cittadina: globalizzazione delle idee e delle energie creative. Sinergie. Io sono un visionario, tra quattro anni questo modello sarà la norma, investimento è la parola d'ordine, vision, mission. Stiamo vendendo a Tokyo, siamo stati presenti alla Fiera più importante del Giappone, a fianco dei colossi. Siamo una realtà dinamica, non ci fermiamo perché questo paese ha bisogno di una spinta vera, di un impegno reale. Noi stiamo qui, abbiamo scelto di stare qui. Lo vogliamo. La nostra parola d'ordine è sostenibilità, chilometro zero, non ci interessa il profitto: la priorità sono le persone. Qualità, la qualità sempre. Attenzione ai de…

Fenomenologia dell'odio per l'apericena nelle cronache di vita vissuta

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Da quella sera non ci siamo più visti... ma come mai? Che fine avete fatto, ragazzi? Non siete mai liberi... allora ditevelo che ve la tirate! Eh eh eh. Dai allora la prossima settimana si fa l'apericena.


Brividi.
Ma almeno questa volta l'intenzione è manifesta.
Ho tutto il tempo di farmi venire la bronchite.
O il classico dei classici per smarcarsi dalle situazioni sgradevoli: il disturbo intestinale.
L'altra volta mi, anzi ci avevano colti alla sprovvista.

Non è detto che la cosa peggiore che ci possa capitare sia quella che alla fine ci procurerà i danni più duraturi

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Ieri, facendo la spesa alla Coop, non ho trovato il mio shampoo preferito. Non ci volevo credere: sono rimasta imbambolata per non so quanti minuti di fronte allo scaffale, ripercorrendo con lo sguardo attonito tutti i flaconi colorati, uno per uno, senza scorgere quello che cercavo.

Mi sono guardata intorno per protestare, ma in quel momento non c'erano commessi a raccogliere la mia accorata lamentela passivo-aggressiva.

Ombretta e la crisi

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Ombretta dà SEMPRE buca al primo appuntamento. Devi fissarci almeno due volte se la vuoi beccare.
Ombretta millanta sempre emergenze incredibili.
- Allora ci vediamo dopo?
- Ahhhh, giàààà.... nooo.... oddìo oddio oddìo.
- Che è successo? (Ci casco ogni volta)
E giù tragedie stocastiche a scopo perculatorio.
Sua figlia va dal medico d'ugenza almeno una volta ogni due mesi.
- Purtroppo dobbiamo rimandare l'appuntamento, lo so è l'ultimo minuto, ma alla bambina hanno trovato... oddìo, non ce la faccio nemmeno a pensarci... la porto dal medico e ti richiamo... ciao ciao ciao.

Si chiama "tecnica Mascetti", la conosciamo tutti.:

Fenomenologia dei pensieri negativi che mi (ci) accompagnano passo passo, giorno per giorno

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Sto cercando di occuparmi il più possibile del mio benessere. Dopo una certa età queste cose diventano molto importanti. Adesso per me è tutto un fare attenzione alle energie, alle negatività, alle persone troppo "needy", come dicono gli americani che in quanto all'esaltazione delle prospettive individuali sono maestri indiscussi.

Godetevi anche questi 60 euri e ciao

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Oggi il babbo mi ha accolta al consueto pranzo domenicale annunciandomi gongolante che dovrò pagare il canone RAI anche se non ho la tv.
«Non è giusto, babbo.»
«Saranno una sessantina di euro all'anno e li prenderanno dalla bolletta dell'Enel. Dalla bolletta di tutti, capisci?»
«Ho capito, babbo, ma non è giusto. Io non ho la tv, vado a vedere Real Time dagli amici, lo sai. E poi i programmi della RAI non mi piacciono. Sono identici a quelli di Mediaset, pubblicità compresa. Perché dovrei avere il desiderio di guardare quella roba?»
«Chi se ne frega di quello che fai te. Piuttosto pensa a tutti gli evasori che se dio vuole d'ora in poi dovranno pagare.»
Poi mio padre ha fatto un elenco -in effetti piuttosto lungo - di persone che conosce che non pagano il canone, ma che hanno la tele a casa. Da adesso, volenti o nolenti, glielo prenderanno dalla bolletta della luce e lui pagherà di meno proprio perché pagheranno tutti.
Io invece sborserò dei soldi per qualcosa che non p…

Il drone che volava sulla campagna toscana per eludere i recensori di Trip Advisor

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Guardo un'altra volta le immagini della facciata secolare, screziata dal sole d'estate.
L'inquadratura sale in un crescendo di velocità, finché la villa scompare e al suo posto spuntano le colline.
Cipressi, ulivi, ville, un campanile in lontananza.
Il campo di ripresa percorre filari di viti, campi morbidi, cavalli che galoppano su un prato.
Poi una zona industriale: capannoni, furgoni, un parcheggio.
«Questo lo tagliamo» dice con disappunto.

Imprevedibili e inaspettate conseguenze nella realizzazione del mito del posto fisso

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Doriana si guarda intorno circospetta. Ha le gambe pesanti e la schiena anchilosata. Lo capisco guardandola da lontano. Ormai la conosco bene.
Le faccio un cenno con le braccia. Lei indica il bar all'angolo.

La p.o. della Provincia di Solcazzo

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Cerco di essere criptica a questo giro.
Ma c'ho la necessità dello sfogo.
Perché i miei post come questo qui sotto, sono davvero tanto più blandi rispetto alla cruda realtà delle cose.
Ieri, per esempio, mi sono trovata nel mezzo di una fiera affollata e afosa all'inverosimile, col mio referente dalla Provincia di Solcazzo (inutile dire quale, non è il punto del post) che mi ha comunicato l'orario sbagliato e ha dimenticato di lasciare spazio per il tema da affrontare.

Nobili e dipendenti pubblici: praticamente la stessa cosa

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Giornate con livelli di stress che si possono tagliare a fette e poi usarle per farcire un panino: "sandwich allo stress e sanguinaccio, con una spruzzatina di succo di bile". Rende l'idea perfettamente.
Si avvicinano l'autunno e lo spleen depressivo.
Le giornate silenziose, i contrasti di luce dell'estate rimangono un ricordo languido. Ora è tempo di foschia e ansia diffusa: più stress per tutti.

Ritorno alle cose stesse: le origini di Facebook

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Anno Domini 2008:
Gatta is at work.

Tu chiamale se vuoi, emozioni

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Son tre giorni che scartabello casa moccolando con passione e fantasia.  Ho perso un oggetto a cui tenevo molto. Non so quando né come. Ogni tanto mi succede, non ci posso fare nulla.

Mia nonna diceva: la casa non ruba ma nasconde.

Casa mia pare che si diverta un mondo ad eclissare cose a caso ma sempre quando servono, così, tanto per farmi impazzire.

Ma in questo momento ho un problema ben più grosso per le mani.

Un problema di emozioni.

Diario dell'estate oscura: in agosto a Firenze con Real Time e Dmax

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Ho speso questa estate in giro in bicicletta ed a curare con amore piante di basilico e di limoni. Le verdi creature, con estrema riconoscenza, mi hanno ripagata con abbondanti foglie profumate per la pomarola e fette fresche per il tè freddo.

È stata un'estate affollata, non sono mai mancati gli amici che, complice la crisi, sono rimasti quasi tutti in zona. Pochi soldi, poca voglia di spendere, perché chissà in autunno come si metterà col lavoro. Dal 2008 ogni anno va sempre peggio e l'antifona è stata colta abbondantemente.

La percezione dei propri momenti di crisi attraverso gli occhi degli altri può scatenare un giustificabilissimo e irrefrenabile istinto omicida

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 Frammenti dal passato

«Finalmente avrai del tempo libero da dedicare a te stessa!» aveva detto una pseudo voce amica qualche sera prima, cercando di aiutarmi ad estrarre frammenti positivi da quella che per me era una tragedia senza precedenti.

«Con tanto tempo libero puoi fare cose che non hai mai potuto fare» aveva aggiunto un'altra voce.

Letture estive: Skagboys di Irvine Welsh

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La sensazione è profondamente goduriosa, un po' come trangugiare frittatona di cipolle e Peroni gelata durante una partita dell'Italia ai mondiali*. Ecco, quando attacco un romanzo di Irvine Welsh ho lo stesso stato di coscienza: benessere dissoluto allo stato puro.

Così, finalmente ho letto Skagboys. Lo conservavo da mesi, senza decidermi a toccarlo, aspettavo il momento più giusto, quell'atmosfera che mi piace un casino: le sere d'estate, lo zampirone tra i piedi e la birretta fresca.

E per ultima venne l'ansia

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Trovata su un muro di Firenze (by MeP).

Antoinette, pazza per la spesa. Contenta lei.

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Antoinette ha 29 anni e vive nella periferia di Chicago. Chicago è una delle dieci città più care degli Stati Uniti. È dura approvvigionarsi per una madre che non lavora, come Antoinette. Lei è disoccupata, tuttavia non si considera così: il suo lavoro è far la spesa al supermercato coi buoni sconto.

E ne va fiera.

Il deserto dei tartari sotto casa

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Mi aggiro di notte nel mio appartamento, scalza e in mutande a vita alta, come piacciono a me. Solo un giro di controllo prima di rimettermi a dormire. Il condominio sembra un altro, non ci sono i rumori di sempre.

Non so in quanti sono rimasti a casa, però sono sicura che almeno quelli di sopra siano approdati in altri lidi: son diversi giorni che non sento cadaveri spostati ad ore improbabili e le consuete gare di biglie di acciaio lungo il corridoio.

Kill the algorithm: i micidiali call center estivi

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Sempre più spesso le telefonate dai call center mi riempiono di livore*. Specialmente quelle estive. Specialmente quando rispondo da casa dei miei genitori perché, ogni volta, mi imbatto in operatori squallidi, arroganti, che pensano di parlare con persone anziane, impressionabili e raggirabili a loro piacimento. Alcune di queste telefonate hanno tutta l'aria di essere delle truffe belle e buone (purtroppo ho una certa esperienza in merito).
Tuttavia mi scoccia che non ci sia modo di segnalare questa gente alle autorità (magari facendo un numero apposito, subito dopo aver ricevuto la telefonata molesta)**.

Scena del Crimine*

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Ho passato una nottata insonne. C'era qualcuno là fuori che mi spiava. Sentivo continuamente rumori strani, ramoscelli spezzati, un frusciare sinistro di foglie secche, e ho avuto paura paura tutte le volte che sono andata in bagno.
Mi sono svegliata più volte nel buio, col cuore in gola impazzito come quello di un criceto sulla ruota.

Alla fine un rumore più forte degli altri mi ha fatta sobbalzare. Ho acceso la luce anche se era già giorno.

Note per scrittori principianti: conversioni e recupero istantaneo dell'ispirazione perduta

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Mi aggiravo per uno SMAU microscopico (un padiglione solo alla Fortezza da Basso), stand minuscoli tipo cabina telefonica, molte novità e workshop interessanti e anche una bella quantità di fuffa tecnologica che mi piace molto. Insomma, mi aggiravo tra gli stand in attesa del workshop successivo, guardandomi intorno malinconica e riflettendo, seriosa, su quanto si faccia sentire il coma farmacologico di DADA nell'IT cittadino.

A un tratto una voce alterata emerge dal brusio naturale della fiera, gridando: "...inutile sparar cazzate, bisogna andare al sodo: CONVERSIONI. Mi segui? CON-VER-SIO-NI."

La nemesi della palla del Verrocchio e l'ennesima sfumatura di editoria fai da te (sulla crisi economica e di mezza età: alternative al venditore africano di libri)

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-...sa, sono claustrofobica. Che dice, secondo lei è il caso salire fin lassù? Come le ho detto, io ci tengo molto...

Mi squadra dalla testa ai piedi. Indossa un completo blu col distintivo dell'Opera del Duomo. Sono sicura che stia valutando con terrore l'ipotesi di trascinare la mia mole importante (svenuta o in pieno attacco di panico) giù per il cunicolo di scale affollato di turisti sudati. In fondo gli ho appena detto che non voglio morire senza essere mai salita sulla cupola della mia città. Mi pare un desiderio legittimo.

Lezioni di stile: "Progetto Elvira" di Tommaso Labranca

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Ieri sera, mentre la bomba d'acqua* si abbatteva su Firenze, lasciando casa mia al buio, non me ne sono curata più di tanto; munita di torcia elettrica, ho divorato* per l'ennesima voltaProgetto Elvira, dissezionando Il Vedovo.

Il pretesto per questo saggio monografico di Tommaso Labranca è stato un remake cinematografico de Il Vedovo che ha fornito all'autore lo spunto per l'analisi, anzi la dissezione accuratissima della pellicola originale del 1959, diretta da Dino Risi e interpretata da Alberto Sordi nella parte di Alberto Nardi.

Sul perché talvolta non è molto sano stare su #Facebook

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Spero sia una gara tra troll

Crocifissi a tutti i costi che fanno rimpiangere i bei vecchi tempi delle nozze celtiche del Pota

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A Padova il sindaco leghista, Massimo Bitonci, impone il crocifisso negli uffici pubblici e dichiara perentorio: "ora in tutti gli edifici e scuole un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca".

Finalmente in questo paese disastrato, c'è qualcuno che ha in testa delle priorià chiare, deciso ad arginare con piglio pragmatico l'ondata saracena.

Che spettacolo! Diario di una festa cittadina.

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Camminiamo veloce, non vogliamo perdere lo spettacolo.
Ci hanno detto che canterà Bocelli, in riva all'Arno.
O forse proprio sull'Arno, su una di quelle strane piattaforme che sono già in acqua, non abbiamo capito. E in fondo non è che ci freghi un granché di Bocelli, ma lo spettacolo non ce lo vogliamo perdere. Trattasi dell'illuminazione del Ponte Vecchio, nuova di zecca. Una cosa spaziale, a quanto dicono, anche iper-ecologica, frutto di un mecenatismo per nulla ostentato, da signori veri*.
Le spallette dell'Arno sono tutte gremite. La gente si accalca per vedere, nessuno sa in che cose consisterà lo spettacolo. Leggende urbane prendono vita e si estinguono come lacrime nella pioggia. Delle ragazze ci chiedono se davvero ci sia Piero Pelù che si esibisce. Non ne ho idea, anche se spero di no. La mia amica spiega con entusiasmo che sa solo che ci sarà Giancarlo Giannini tra gli ospiti vip. Le ragazze non hanno idea di chi sia Giancarlo Giannini e ci guardano strane.

Il candidato

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Luciano si guarda intorno spaesato. Sembra che non sappia dove si trova.

È casa sua.

Sua moglie Antonella ci fa accomodare in salotto. Lui la segue con lo sguardo a terra.
C'è una tv ultrapiatta.
Quarantotto pollici, dice lei.
Luciano è quasi in trance. Si riprende un po' solo quando inizia a supercazzolare di hd, pixel antani, risoluzioni, digitale e dolby surround.

Siamo stati convocati con urgenza ansiogena dai due. Non sappiamo perché. Sono stati misteriosissimi al punto che ho sentito puzza di Amway.
Però adesso li vediamo proprio male: stressati, tirati, gonfi. Lui ha uno sfogo sulla tempia. Ho paura che gli sia successo qualcosa di brutto. L'altro ospite pensa la stessa cosa. Siamo a disagio, entrambi li conosciamo da tanto, ma in fondo non sono così intimi.

La mia Combray

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L'odore del preparato per risotto agli asparagi Coop - senza glutammato aggiunto, giammai! - che ho sul fuoco mi ricorda il cibo che mangiavo durante le "vacanze studio" in Inghilterra, quando ero giovane, davvero molto giovane.
Inspiro a pieni polmoni i vapori del riso liofilizzato che bollendo s'idrata e mi ritrovo in un parco soleggiato, con scoiattoli in libertà, grosse bici nere appoggiate sull'erba curatissima e una montagna di zaini Invicta tutti uguali tra loro.
Controvoglia ritorno al presente, mi affaccio alla finestra, guardando il traffico di Novoli impazzito per due gocce di pioggia, e sospiro.
E perdo ancora la nozione del tempo, aiutata dal profumo del risotto che continua a bollire, struggendomi nelle immagini di una vita remota e, col senno di poi, meravigliosa.
All'improvviso la realtà: con sollievo mi rendo conto di che grande invenzione sia il politetrafluoroetilene o, per gli amici, teflon antiaderente e con gioia stappo un…

La piscina delinquente

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Entro camminando piano, mi aspetto di venir bloccata da un momento all'altro. Sono un po' intimorita, l'ambiente è elegante, un tempo le stelle erano addirittura cinque. Fa fresco, mi viene la pelle d'oca. Un silenzio irreale; il rumore di ogni passo rimbomba che sembra quasi un eco; camerieri in livrea dappertutto.
Mi viene incontro. Felpa slabbrata e jeans sdruciti. Unica concessione al lusso e alla femminilità: sandali a tacco alto che costano un mucchio di soldi. Anche se li ha comprati ai saldi, sono stati un salasso. Prima dell'acquisto, a casa mia c'è stato un simposio dal tema attualissimo e universale: con questa crisi che ci sconquassa, sarà mica un attimino indecente comprare dei sandali da centosessanta euri?

Oh, guarda: c'è anche il lampredotto! La svolta del cibo, pardon, del food di lusso a #Firenze

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Chiedo opinioni in giro, perché vorrei dare un po' di nuova linfa vitale al blog. Mi è stato suggerito di raccontare qualcosa di attuale, di modaiolo su Firenze, magari sulla vita notturna. Suggerimento ironico perché, tra gli amici, io sono nota per frequentare sempre gli stessi posti e andare a letto presto. Tuttavia negli ultimi mesi in città c'è stata un'ondata di aperture di luoghi del cibo fighetto che mi ha sorpresa per quantità di proposte e mi ha spinta ad avventurarmi verso nuove frontiere sociali. Con lo spirito di una Calamity Jane d'Oltrarno sono andata a visitare il primo piano del Mercato Centrale in San Lorenzo, riaperto giusto da poche settimane. Dopo anni di chiusura, è diventato un centro commerciale gastronomico di lusso. Ma solo al primo piano; al pian terreno è rimasto tutto com'era una volta, per il popolo.

All'entrata della sezione vip un buttafuori con auricolare e cravatta, dà la buonasera ai visitatori. Al primo piano, ci si para di…

Compagno turista attento

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Quieti e impacciati al punto che, in confronto a loro, anche i disciplinati tedeschi sembrano dei "casinisti".  Così venivano presentati i turisti russi nei primi Anni Ottanta; presenze rare e discrete che muovevano i primi passi vacanzieri nei paesi capitalisti.

Tempo fa ho ritrovato su un vecchio quotidiano del 1983 una copia del vademecum di comportamento (stampato a Leningrado!) a uso dei cittadini sovietici in procinto di viaggiare all'estero. Si trattava di un documento riservato, addirittura riportante la dicitura: "non soggetto a divulgazione".
Nel 1983 c'era ancora la Guerra Fredda. Wikipedia ci racconta che in quell'anno Arpanet aggiornò il proprio protocollo dando il via a Internet; fu l'anno del rapimento di Emanuela Orlandi; dell'arresto di Enzo Tortora; della rielezione della Thatcher; dell'arresto di Buscetta e Tano Badalamenti; i Duran Duran pubblicarono il loro terzo album; l'anno in cui Microsoft rilasciò la prima versi…

E per il food come facciamo?

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READY
E per il food come facciamo?Il food?Sì, come facciamo per il food?Il rinfresco, dici?Conosci qualcuno?In che senso? Uno spacciatore di fiducia [fa le virgolette con le dita].

Il George Clooney fiorentino dell'arte*

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Il nuovo film di e con George Clooney, "Monuments Men", mi ha fatto tornare in mente un post che scrissi nel lontano 2006 su un luogo a Firenze che amo particolarmente: la casa-museo di Rodolfo Siviero, al pian terreno del villino del Poggi, sul Lungarno Serristori (a cinquanta metri dalla Porta San Niccolò** e di fronte alla spiaggetta delle pantegane, per intendersi) e tenuto aperto grazie al volontariato degli Amici dei musei, che gentilmente e gratuitamente sono a disposizione dei visitatori***. Rodolfo Siviero è stato un personaggio interessantissimo, di quelli che pensi subito: ma perché non ci avranno ancora fatto un film? 

Fenomenologia dell'amico artistoide

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L'amico artistoide è molto impegnato, ha un'opinione articolatissima su qualsiasi argomento, specialmente quelli su cui è poco ferrato. L'amico artistoide ha superato la cinquantina, ma si comporta come se fosse ancora nei vent'anni e la maggior parte dei suoi amici sono ancora studenti. L'amico artistoide infatti frequenta il collettivo degli studenti e partecipa ad alcune iniziative, anche se poi li critica perché, secondo lui, sono poco incisivi. Invece ai suoi tempi...
L'amico artistoide, come se nulla fosse, chiama sei volte di seguito sul cellulare in orario di lavoro (il tuo). Quando lo richiami preoccupata che sia successo qualcosa di grave, lui dice scocciato: "no, no, niente volevo solo he tu mi girassi quell'email, quella con la foto di Tizio che ti mandai l'anno scorso... bla bla bla". Poi si inacidisce se non ti ricordi di che sta parlando e gli dici che sicuramente hai cancellato l'email a suo tempo.
L'amico artistoide h…

Ovaie sfrangiate

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Sono incartata su un paio di post che ho cominciato a non riesco a finire. Argomento: libri che ho letto e che mi sono piaciuti. Consigli di lettura, ecco. Ho un paio di cosette che mi hanno fatta godere e che ci terrei a segnalare. Piano piano sto mettendo insieme un paio di post.
Purtroppo - è uno dei miei tantissimi limiti - ho difficoltà a raccontare le cose che mi sono piaciute. Mi sento più a mio agio a scrivere di esperienze negative, specialmente se hanno dei risvolti paradossali o grotteschi, non so perché. Ci fosse uno psichiatra all'ascolto e avrebbe voglia di spendere due parole, beh, è il momento giusto. Tra l'altro scambiando opinioni tra blogger mi sono resa conto di essere in buona compagnia, quindi sarebbe anche un servizio collettivo.
Così il post di oggi è sul nulla, però mi serve a stemperare un po' di depressione "da ritorno" che mi sta affliggendo. Infatti sono stata all'estero per pochi giorni e adesso mi trovo nella fase immediata del…

Defenestrare il manigoldo: incontro con la marchesa Daniela del Secco d'Aragona

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Ci sono dei momenti in cui penso di aver sbagliato tutto nella vita. Sono attimi brevi per fortuna, che concludo sempre pensando che forse mi ci vorrebbe un mentore per imparare a vivere come si deve. Credo di averlo trovato. Pardon, trovata.
Ennesima partita Fiorentina Juventus, la città si spopola come in Fantozzi. È l'occasione giusta per uscire, Firenze diventa improvvisamente tranquilla e vivibile, il momento propizio per andare a cercare gli eventi più interessanti. E la città non delude (alla faccia di chi dice che Firenze stia morendo): infatti alla libreria IBS di via Cerretani la marchesa Daniela del Secco d'Aragona, diventata famosa per aver partecipato al reality on the road "Pechino Express" in coppia col suo maggiordomo, presenta il suo libro "Come diventare Marchesa ed esserlo in tutte le situazioni della vita". Già il titolo promette bene, dà l'idea della nobiltà acquisita in seconda battuta e furbescamente ci include tutti nel magnific…

Petites tortues

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La voce si avvicina. Esternalizzare, dice. Espandersi verso nuovi mercati, ribadisce. Lo riconosco subito. Adesso però è niente di più di un rappresentante.
Ci salutiamo, è da noi per lavoro, cerca di piazzare una fornitura di non so che cosa, deve parlarne con il geometra che infatti lo sta aspettando.
L'ultima volta che ci siamo visti è stato anni fa, nel parcheggio della ditta in dismissione. Aveva raccontato, lagnoso, che era stato costretto a chiudere tutto, se fosse stato per lui invece... Era nella merda, che non potevo nemmeno immaginare quanto; aveva perso il sonno e la salute. Io sono il più precario di tutti qui dentro, aveva trovato il coraggio di dire. Poi con uno scatto chimico era salito sulla BMW sportiva provvista di ogni optional possibile, ed era sgommato verso le colline.
Invece io avevo caricato il mio sacchetto di effetti personali sullo scooter ed ero andata via dalla parte opposta.
Adesso non ce l'ho con lui, è passato tanto tempo e poi la scrittura mi…

Il boss degli psicopatici

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Alto, leggermente gobbo, capelli grigi, prossimo alla vecchiaia. Nel complesso floscio. È teso, parla velocemente, butta gli occhi al cielo, sbuffa in silenzio, dice sì sì senza aver ascoltato. Risponde con sufficienza al saluto, mentre mi accomodo in attesa del mio turno. Lui va alla scrivania, parla al telefono, ancora sbuffi esagerati e sguardi al cielo. Ci conosciamo da tanti anni anche se non siamo mai stati amici. Cerca di chiudere la telefonata, ma non è cosa facile. Sento all'altro capo un vocione che grida ma io, ma io. Lui sbuffa silenzioso, spara qualche supercazzola, si arrampica sugli specchi ma alla fine capitola sotto quella cascata di ma io, ma io. Promette che si prenderà cura di una certa cosa. Sì, sì, immediatamente.
Il telefono squilla ancora. Puoi entrare, dice. Mi accomodo nella stanza del boss: mi scusi dottoressa, a quanto pare succedono tutte ora, dice il grande capo mettendo giù la cornetta. Ok dottore, faccia con calma, dico io pescando il cellulare dal…

Rigurgiti di memoria

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Il riciclo, ma porca miseria: il riciclo!
Cosa? Il ciclo?
Il ri-ci-clo! Non hai separato un cazzo.
Sì, ho separato. Il vetro, la plastica, l'indifferenziato, vedi?

Gara di demenza

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Titolo e commenti a questo post sono una gara a chi è più demente. L'ultimo scrive "grazie a Dio". No, dico: "grazie a Dio". Ma come si fa?



Per la cronaca, la stessa cosa che dicevo sui ristoranti tipici a conduzione familiare la penso anche dei bar...

Vietato l'ingresso agli utenti Trip Advisor

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C'è questa trattoria di Firenze, piuttosto nota, dove si mangia bene ma la bistecca è troppo cara, la cui "gestora" (mia conoscente) è di una cafoneria insostenibile. Alcuni clienti l'hanno scritto su TripAdvisor. Mi pare sacrosanto. Se lavori al pubblico nel 2014, fa parte del gioco. E ne vale la pena. Per i ristoratori intendo. Se lavori bene TripAdvisor ti premia e infatti di solito se ne lamenta chi lavora maluccio o non viene considerato abbastanza. Poi ci sono i ristoratori più vecchi che non ci sono abituati, ma cavoli loro, il mondo va avanti e Trip Advisor è uno strumento utile, sennò non avrebbe questo successo. Personalmente lo considero anche abbastanza accurato, ho fatto tante volte la riprova su locali che conosco e non ho mai trovato grandi sorprese. Tra le recensioni al locale della mia conoscente di cui scrivevo poco sopra, non mi sono stupita di averne trovate alcune dove si elogiava la qualità della cucina, ed altre dove si lamentava la maleducazi…

La città più bella del mondo

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Oggi Firenze è bellissima, ecco una foto del panorama dal Piazzale Michelangelo. Si vede tutto il pacchetto completo che ci rende unici: il Duomo, il Campanile di Giotto, Palazzo Vecchio, il Ponte Vecchio e in lontananza... la colonna di fumo proveniente dall'ultima fabbrica di cinesi in fiamme all'Osmannoro.

[Qui la puntata precedente, btw.]

Romina Power... Solo Performance

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In questi giorni c'è stata una reunion televisiva di Albano e Romina di cui tutti hanno parlato: un concertone che ha avuto un sacco di successo. Non cerco info, tanto se ne parla dappertutto. Però mi è ritornata in mente quella volta che Romina fece la mostra dei suoi quadri a Firenze. Erano i primi anni duemila, il 2003 per l'esattezza. All'epoca il Renzi non c'era, ancora non era nemmeno approdato in Provincia che invece era ancora guidata dal sobrio (e pure lui democristiano) Michele Gesualdi. Il sindaco di Firenze era tal Leonardo Domenici, personaggio anonimo dalla pettinatura cotonata, travet dell'amministrazione che ha svolto i suoi mandati senza lasciare tracce. Il Renzi da questo punto di vista ci dà più soddisfazione; vuoi mettere tutte le gag, il Fonzie, ecc. Ma non voglio divagare, ritorniamo a Romina Power. In quel periodo lei era spesso sulle riviste che legge la mia nonna a raccontare di quanto fosse diventata fricchettona e globetrotter dopo …

Suv come buzzword raccatta simpatia (politica)

C'è questo imprenditore, Andrea Zucchi, anche se credo sia più un bottegaio/imprenditore; ma sono sono differenze trascurabili al giorno d'oggi, nel tempo del: “non si dice aprire ditta, si dice creare una start up”, che segue a ruota il tempo del: "non si dice aprire partita IVA ma diventare imprenditore di sé stesso”, perciò non sottilizziamo. Dunque, questo imprenditore mi piace perché in primo luogo è sornione, si vede dallo sguardo, caratteristica che apprezzo sempre molto. Il siparietto è preparato, ok, ma l'antipatico presentatore che tira in ballo la parola suv*, ripresa prontamente dal sottosegretario Polillo per attirarsi delle facili simpatie, mi ha dato fastidio. I suv, le macchinone antiecologiche e care asserpentate che spesso possono essere immatricolate come furgoni e che evocano nell'immaginario collettivo un bouquet di: ignoranza, ostentazione, buzzurrità, antipatia, lusso cafone, tracotanza, evasione fiscale, ingombro, parassitismo... Basta pro…

Il Nemico

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Sono triste e ho lo scoramento. Il motivo è presto detto: lo Stato italiano mi deve all'incirca novecento euro. Vogliono che mi rechi negli uffici appositi per iniziare la procedura di rimborso. Dovrei essere contenta, invece no.  Sono avvilita da quando mi sono resa conto del perché questa per me non sia affatto una bella notizia.
Ma andiamo per ordine. Tempo fa l'Inps mi ha mandato una lettera a casa dove mi dice che ho questi soldi da recuperare, roba pagata in più negli anni passati, mentre chiudevo la mia vecchia attività perché non ce la facevo più ad andare avanti.
Sono tanti soldi, un piccolo "tesoretto", anzi, a penasarci bene mica tanto piccolo, specialmente adesso che c'è la crisi, si lavora meno e si deve rinunciare a quasi tutto perché non c'è più trippa per gatti, signoramia.
Dopo qualche giorno però mi sono resa conto di non avere il coraggio di andare a ritirarli. Paura dell'effetto vaso di Pandora, di scatenare l'Inps e di entrare in…